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Giovanni
Maconi, Storia dell'Ospedale dei santi Antonio e Biagio di Alessandria,
Le Mani- Isral, Recco (Genova) 2003, euro 15.
Presentazione
Introduzione
Sommario

Particolare
della facciata dell'Ospedale all'inizio del 1900

Il
ritratto di Cesare Arrigo
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Meno
di un anno fa, nel bellissimo salone di rappresentanza dell’Ospedale
di Alessandria, presentavamo il volume L’Uspidalet, che
ripercorreva la storia dell’ospedale infantile Cesare Arrigo,
una delle prime strutture sanitarie italiane dedicate alla cura
dell’infanzia grazie alla quale Alessandria si caratterizzava
come città all’avanguardia nella storia sanitaria
nazionale. In quell’occasione molti interventi sottolinearono
l’importanza di quel lavoro, che rappresentava un importante
contributo di conoscenza sulla società e la sanità
alessandrina, così poco frequentata dagli studi, e si auguravano
di poter presto leggere altre pagine significative a proposito
di quelle vicende.
E’ dunque motivo di grande soddisfazione, a così
breve distanza di tempo, poter salutare la pubblicazione di questo
nuovo e importante volume, dedicato alla storia della massima
Istituzione sanitaria cittadina, ripercorsa con precisione e rigore
scientifico dalle sue origini sino alle più recenti vicende.
La Storia dell’Ospedale dei Santissimi Antonio e Biagio
di Alessandria, ha, con la pubblicazione edita un anno fa e dedicata
all’ospedale infantile un tratto in comune, la collaborazione
tra la Fondazione cassa di Risparmio di Alessandria e l’Istituto
storico di Alessandria, che di anno in anno ci offre importanti
contributi di ricerca e si concretizza in volumi che arricchiscono
il patrimonio editoriale e culturale della nostra provincia. Ed
ha un tratto specifico, al quale si vuole dedicare qui particolare
attenzione: il nome del suo autore, il professor Giovanni Maconi.
Giovanni Maconi è infatti un autorevole esponente della
classe medita alessandrina e dell’intellettualità
espressa dal nostro capoluogo: bastano pochi tratti della sua
biografia per illuminarne il ruolo diretto nella vicenda che qui
si racconta e più in generale nella storia della cultura
cittadina.
Pochi anni dopo il conseguimento della laurea divenne divenne
in rapida successione Assistente universitario straordinario,
Assistente universitario ordinario e, nel 1958 Aiuto universitario
ordinario presso la Clinica Chirurgica dell’Università
di Pavia, cattedra che tenne fino al 1966.
Lasciò la carriera universitaria per quella ospedaliera,
divenendo dapprima primario chirurgo prima dell’Ospedale
di Novi Ligure e poi dell’Ospedale di Alessandria per ben
quindici anni, dal 1974 al 1989.
Come si vede la sua biografia medica si interseca strettamente
alla vicenda dell’Ospedale dei SS. Antonio e Biagio: questo
suo libro deve essere perciò letto anche come un affettuoso
e orgoglioso omaggio di un medico illustre alla struttura ospedaliera
che ha rappresentato moltissimo nella sua carriera professionale
e resta un luogo carico di memoria e di affetti.
Nella biografia del professor Maconi meritano però di essere
ricordati anche gli anni più recenti: quando fu collocato
in pensione per raggiunti limiti di età non abbandono per
nulla l’impegno nell’ambito dell’insegnamento
e continuò a porre la sua decennale esperienza al servizio
di nuove leve di medici. In particolare nell’anno accademico
1988-89 venne stato nominato professore a contratto universitario
di storia della chirurgia presso la Scuola di specializzazione
dell’Università di Pavia, posto che tuttora ricopre.
Intensa anche la sua produzione scientifico-letteraria ricca di
quasi cento titoli.
Che
egli abbia voluto regalarci, come ultimo tassello in ordine di
tempo della sua attività di studioso, proprio la storia
del nostro più importante ospedale non può che riempirci
di orgoglio, perché è la testimonianze del legame
forte tra questo territorio e gli operatori sociali e culturali
che su di esso lavorano.
Nel licenziare queste pagine, ci auguriamo ovviamente di poter
tornare, nei prossimi anni a rivisitare ancora la nostra storia,
nella convinzione che un costante impegno nella conservazione
e nella valorizzazione della memoria, delle tradizioni e della
cultura locale debba rappresentare un impegno forte per una Istituzione
come la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria, da molti
decenni attenta e sensibile allo sviluppo del dibattito tra le
idee e alla promozione del patrimonio culturale della provincia
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