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Alberto
Ballerino,
Non solo nebbia. Teatro, cinema e vita culturale ad Alessandria,
edizioni Falsopiano, Alessandria, 2002.
Alberto
Ballerino (Valenza, 1964) ha esordito come giornalista dalle colonne
di "Oltrepo". Oggi è redattore del trisettimanale "Il Piccolo",
dove si occupa di storia locale e dell'attualità culturale
alessandrina. Collaboratore, oltre che della "Rassegna economica
della Provincia di Alessandria" e del bimestrale "Nuova Alexandria",
del "Quaderno di storia contemporanea", ha curato per il nostro
istituto il riordino del fondo Livio Pivano.
Introduzione
Capitolo
III
Indice
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Venerdì 1
marzo alle ore 21 nella Sala conferenze di Palazzo Guasco
(via dei Guasco 49) a cura dell’Assessorato alla Cultura della
Provincia di Alessadria, dell’Istituto per la storia della
resistenza e della società contemporanea e dell’Università
del Piemonte orientale "Amedeo Avogadro" si terrà la presentazione
del volume di Alberto Ballerino
NONSOLONEBBIA
Teatro, cinema, vita culturale ad Alessandria (Falsopiano,
2002)
Il lavoro analizza la vita culturale di Alessandria dal dopoguerra
sino all’inizio degli anni Novanta, focalizzando l’attenzione
soprattutto sul cinema e sul teatro. La ricerca è suddivisa in
quattro parti: nella prima sono presi in esame gli anni del dopoguerra;
nella seconda quelli in cui si formarono i circoli e i gruppi
culturali; nella terza, quelli della contestazione e del dibattito
sul nuovo Teatro; nella quarta, gli anni Ottanta e dintorni.
Il racconto è preciso, analitico, documentato, e contemporaneamente
vivace, appassionato, intrigante. L’autore, noto giornalista di
Alessandria, riunisce in sé le caratteristiche dello storiografo
e quelle dell’appassionato uomo di cultura. Così, mentre prendiamo
atto delle vicende, anche le più minute, che accompagnano la ricostruzione
della cultura cittadina dopo gli anni bui del regime fascista
e della guerra, e poi il proliferare di gruppi creativi e propositivi,
fino alla grande impresa della ricostruzione del teatro e della
definizione della sua identità e del suo ruolo, che in alcuni
momenti ha raggiunto un orizzonte nazionale, mentre seguiamo queste
vicende e quelle parallele della musica e del cinema, davanti
ci si apre non solo un casellario di fatti rigorosamente ricostruiti,
ma anche un vero paesaggio dello spirito: l’arte descritta e raccontata
riproduce in chi legge le emozioni che già aveva prodotto.
Ad
introdurre e commentare il libro, e a riparlare delle vita culturale
della città, saranno tre protagonisti di quegli anni: Ugo Boccassi,
Franco Ferrari e Delmo Maestri. Da loro ci si aspetta non solo
cultura ed erudizione, ma quella stessa passione che hanno spiegata
nelle vicende di cui furono attori. Letture di Ombretta Zaglio.
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