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E’
ormai consuetudine, all’interno delle manifestazioni de Il Settembre
di Viguzzolo, una serata dedicata ai temi della memoria,.
L’incontro
di quest’anno, che il Comune organizza come sempre in collaborazione
con l’Istituto per la storia della resistenza e della società
contemporanea in provincia di Alessandria avrà luogo venerdì
7 settembre, alle ore 21, nel cortile del Piccolo Bar
e sarà dedicato alla presentazione di due pubblicazioni,
, dedicate a una donna e un uomo viguzzolesi con storie e percorsi
estremamente diversi
La
prima, Il canto di Chicchirichì, a cura di Graziella
Gaballo e Pierluigi Pernigotti, è un omaggio alla figura
del partigiano Virginio Arzani (nome di battaglia, Chicchirichì)
nato a Genova nel 1922 da famiglia di Viguzzolo e morto sull’appennino
genovese nell’agosto del 1944, dopo aver compiuto, nella sua brevissima
parabola esistenziale, un percorso umano e civile che lo portò,
giovane ufficiale, alla scelta della lotta partigiana e al sacrificio
personale.
Virginio
era stato un punto di riferimento per gli amici di Viguzzolo durante
le vacanze estive trascorse in paese e tale si confermò al
momento di salire in montagna. Il suo paese gli ha dedicato, negli
anni, una via e un monumento, un cd, una mostra fotografica, uno
spettacolo teatrale: la ricostruzione della sua vicenda umana, attraverso
un intrecciarsi di testimonianze alcune delle quali inedite, e delle
iniziative con cui la comunità viguzzolese ne ha tenuto viva
la memoria vuol essere il compimento di quest’opera di ricordo e
di riflessione che, negli anni, Viguzzolo ha avviato nei confronti
di Chicchirichì.
Diversi
invece i temi, il contenuto e la chiave di lettura dell’altra pubblicazione
presentata: Ero, sono e sarò fascista. Un percorso attraverso
il fondo archivistico di Angela Maria Guerra, di Graziella Gaballo.
Si
tratta, come specifica il sottotitolo, di una ricerca condotta sul
piccolo archivio personale lasciato dalla viguzzolese Angela Maria
Guerra (1897-1978), che nel periodo fascista ricoprì la carica
di Segretaria del locale Fascio Femminile. Il materiale di questo
fondo archivistico è stato ordinato e studiato dall’autrice
intrecciando diversi piani di lettura: l’interesse per episodi e
vicende che coinvolgono memorie individuali e memorie collettive;
l’attenzione, che la storiografia più recente sta iniziando
ad avere, verso il mondo fascista; il tema della soggettività
e della scrittura autobiografica.
Queste
carte ci restituiscono, in parte, l’articolato percorso biografico
della Guerra: gli anni trascorsi con la famiglia in Argentina; il
fidanzamento, che fu poi costretta a troncare; il periodo della
giovinezza; l’adesione al fascismo fin dai suoi esordi; l’attività
di militante politica anche nel periodo della Repubblica sociale
e il processo subìto dopo la guerra, per delazione e collaborazione,
in cui si difese da sola, esordendo con le parole: "Ero, sono
e sarò fascista". E, ancora, il periodo del dopoguerra,
fino alla morte, contrassegnato dalle numerose lettere inviate ad
uomini politici, giornalisti, capi di Stato. L’analisi delle motivazioni
e delle modalità della militanza fascista attorno a cui si
struttura la vita e l’identità di Angela Maria Guerra permette
inoltre di aggiungere un altro tassello allo studio di quella generazione
di donne che si è impegnata nella politica del regime.
I due volumi sono pubblicati dall’editore Le Mani di Recco,
nell’ambito della nuova collana di studi storici realizzata in collaborazione
con l’Isral.
All’incontro
del 7 settembre, a discutere con i curatori delle due opere, ci
saranno Giampaolo Bovone, Laurana Lajolo e Roberto Botta
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