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Lo
scorso 15 novembre, presso la Sala lauree di Palazzo Borsalino
ad Alessandria, si è tenuta la cerimonia di conferimento
del titolo di Professore emerito a Maurilio Guasco. Il professor
Guasco è stato il primo direttore del nostro Istituto
e a tutt'oggi fa parte del nostro Comitato scientifico.
Laudatio tenuta dal prof. Corrado Malandrino, Preside della
Facoltà di Scienze Politiche,
Università del Piemonte Orientale:
Facoltà di
Scienze Politiche, Alessandria, 15 novembre 2011
Magnifico Rettore,
Autorità, Colleghe e Colleghi, cari
Studenti, Signore e Signori,
la nostra Facoltà di Scienze Politiche per la prima volta
ha deliberato nel 2010 l’avvio dell’iter che ha portato
oggi al conferimento del titolo di Professore Emerito a un collega
stimato e benvoluto come il prof. Maurilio Guasco.
Forse non tutti sanno che cosa significhi questo riconoscimento,
perciò vorrei iniziare con un cenno amministrativo: tecnicamente,
secondo la giurisprudenza, tutti i professori quando vanno in quiescenza
perdono il diritto legale a fregiarsi del loro titolo, tranne appunto
i “professori emeriti”, ai quali da quando ricevono
il previsto riconoscimento ministeriale va dato altresì l’appellativo
un po’ desueto di “colendissimo”, ossia di “molto
rispettabile”, “degno di ossequio” e persino “di
culto”. Ma credo che il nostro Maurilio, per quanto degno
di lode, non ambisca a diventare per ora oggetto di culto...
La “laudatio” che mi accingo a presentare è appunto
un discorso teso a tracciare un profilo accademico, culturale e
scientifico dell’emeritando, capace di metterne in luce i
caratteri di prestigio e la chiara fama conseguita nella lunga
carriera (non si dimentichi che possono ambire a questo titolo
solo coloro che hanno raggiunto almeno 20 anni nell’ordinariato).
I nostri studenti conoscono il “prof.” Guasco come
docente tra i più benvoluti, anche per l’umorismo
e l’ironia che rendono più piacevoli le sue lezioni
(ancor oggi egli incaricato di corsi nella Facoltà). Ma
ad Alessandria egli è molto più noto come “don” Maurilio,
avendo egli svolto una doppia carriera in due istituzioni: l’Università e
la Chiesa cattolica. Nella prima ha raggiunto le posizioni di vertice
e di maggior prestigio nazionale e internazionale; ma occorre sottolineare
il ruolo da lui detenuto nella seconda (che pur gli è stata
stata avara di riconoscimenti pubblici), dove a partire dagli anni
Sessanta ha agito come sacerdote e intellettuale di riferimento,
in città e nel più vasto mondo delle missioni, per
il suo cattolicesimo sociale, impegnato, talora intransigente,
ma sempre aperto al confronto e al dialogo con i confratelli, i
fedeli, e con gli appartenenti ad altre fedi e ideologie, come
apparirà più chiaramente nel seguito.
E non posso dimenticare di sottolineare il suo ruolo nel coordinamento
delle attività dei nostri docenti tese a favorire gli studi
e gli esami dei nostri iscritti detenuti nelle carceri alessandrine.
Notizie
sulla formazione e sulle direttrici di ricerca di Guasco
Guasco
consegue la licenza e il dottorato in Teologia nel 1963-64
presso la Pontificia Università Gregoriana - frequentata come
alunno interno del prestigioso Collegio Capranica -, con
una tesi dal titolo Romolo Murri e il modernismo, pubblicata successivamente
(grazie
al premio come miglior tesi inedita) dalle Edizioni Cinque
Lune di Roma.
Consegue nel 1966 anche la licenza in Scienze Sociali presso
l’Institut Catholique di Parigi, presentando un lavoro dal titolo
La naissance de la Démocratie chrétienne en Italie.
In questo saggio è ripresa e sviluppata una parte del volume Romolo
Murri e il modernismo, dando maggiore attenzione alla nascita del primo movimento
politico di democrazia cristiana voluto da Murri, ai suoi programmi e alle
ragioni della sua fine. II testo è inedito.
Prende avvio con queste due opere una delle principali direttrici della pluridecennale
ricerca di Maurilio Guasco, quella appunto sul fenomeno del modernismo e dei
suoi maggiori protagonisti in Itala e in Francia.
Forse non è inutile ricordare – come con ben maggiore approfondimento
farà Guasco nella sua lectio magistralis – che all’interno
della Chiesa, scomparso Pio IX e terminata la lunga stagione dogmatica e repressiva
del Sillabo, ha libero corso un dibattito positivo sulla dottrina sociale cattolica
che ha nell’enciclica Rerum Novarum di Leone XIII (1891) l’affermazione
più autorevole.
En passant, vorrei sottolineare che in essa viene tra le altre cose sancito – con
riferimento alla Chiesa - il principio di sussidiarietà, secondo cui
ogni azione sociale e statale dev’essere per natura sussidiaria, sostegno
aggiuntivo da parte delle unità più elevate dello Stato e della
società nei confronti delle minori, qualora queste non riescano per
proprio conto ad assolvere a determinate funzioni.
Sulla scorta dell’apertura ai valori delle modernità, che sembra
al momento irreversibile, si sviluppa nel cattolicesimo una visione decentralizzante
e autonomista, a coronamento della quale prende piede, soprattutto in Italia
e in Francia, il “modernismo”, un movimento proponente una riforma
complessiva dell’atteggiamento della Chiesa rispetto alla cultura, alla
scienza, alla politica, alla democrazia. Su tutta questa materia Guasco, proseguendo
nel suo approfondimento, pubblica un libro importante nel 1991 intitolato Dal
modernismo al Vaticano II, e a questo seguirà il volume, Modernismo.
I fatti, le idee, i personaggi, pubblicato nel 1995 dalle Edizioni San Paolo,
volume tradotto in francese e in spagnolo dalla casa editrice Herder, oggi
considerato un classico per lo studio del modernismo. Anche su questo libro,
che completa la serie delle ricerche sul modernismo, mi pare opportuno un
breve commento.
II volume studia le premesse e le origini del modernismo, con attenzione
al pensiero e all'evoluzione dei maggiori protagonisti stranieri (Maurice
Blondel,
Alfred Loisy, Georg Tyrrell) e italiani (Ernesto Buonaiuti e Murri). Il modernismo
afferma tra fine Ottocento e nei primi anni del ‘900 che i cattolici
devono portare nella vita politica i valori della solidarietà sociale
e coniugarli con la libertà e la democrazia (concezione emblematizzata
nella formula del “guelfismo sociale”). Su questo punto, coerentemente
con la Rerum Novarum, e staccandosi dall’individualismo liberista, da
cui si temono “nuove e più tristi diseguaglianze sociali”,
i modernisti sostengono che per adempiere ai propri compiti politici e istituzionali è necessario
che i cattolici diano vita al partito democratico-cristiano, che dev’essere
assolutamente “non confessionale”, indipendente dalle gerarchie
ecclesiastiche, per poter risultare concorrenziale con le altre forze politiche,
quelle della tradizione liberale e i nuovi movimenti socialisti. I cattolici
devono pertanto operare nella sfera sociopolitica come cittadini e come credenti,
e guardare alla democrazia come realizzazione dell’elemento “popolare”,
del rapporto solidaristico tra istituzioni e società civile.
Rispetto alla radicalità di talune espressioni politiche non tardarono
a prodursi gli interventi censori dell'autorità ecclesiastica. Guasco
analizza le conseguenze di tali interventi, che finirono per coinvolgere anche
personaggi non accusabili di eresia. Infine presenta quanto rimane di quel
periodo di crisi ma anche di grande fermento intellettuale. Guasco va oltre
l'individuazione di colpe e meriti, per cercare di capire le ragioni per cui
da una parte si è creduto di aprire con delle condanne la strada alla
verità, e dall'altra non si è saputo attendere con pazienza il
trionfo della stessa verità. Egli constata che per tanti anni il modernismo
ha rappresentato una specie di tabù nella storiografia ecclesiastica,
la sintesi di tutte le eresie e di tutti i mali; i suoi protagonisti venivano
indicati come i peggiori nemici del cattolicesimo e della Chiesa. In anni più recenti
si è meglio compreso il ruolo che le loro ricerche, i loro stessi
errori, hanno svolto per preparare il terreno a quel confronto con il mondo
moderno
e i nuovi orientamenti della ricerca scientifica a cui la Chiesa non poteva
sottrarsi.
Notizie
sulla carriera accademica di Maurilio Guasco
Dopo
aver frequentato sul finire degli anni Sessanta il biennio di specializzazione
in Sociologia
religiosa, allievo di Gabriel
Le Bras, presso la V sezione della celebre École pratique des Hautes
Etudes di Parigi, Guasco avvia all’inizio degli anni Settanta la
sua attività di docente incaricato (stabilizzato dal 1973-74) di
Storia contemporanea presso l’Università degli studi di
Torino. Diventa nel gennaio 1980 professore straordinario,
e quindi ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di
Padova (sede staccata di Verona); rientra dal 1985 presso la
Facoltà di
Scienze politiche dell’Università di Torino dove insegna
Storia del pensiero politico contemporaneo fino al 1992. Dal
1 novembre 1992 opta per diventare professore ardinario della stessa
materia nella
seconda facoltà “gemmata” di Scienze Politiche di
Alessandria, ed è nel 1998 tra i fondatori della nostra Facoltà di
Scienze Politiche nel neonato Ateneo Amedeo Avogadro del
Piemonte Orientale, dove insegna fino al 31 ottobre 2010 essendone
stato
per molti anni
il decano.
Il collega Guasco ha svolto la sua prevalente attività di ricerca
dal 1980, anno di istituzione di dipartimenti autonomi, presso il Dipartimento
di Studi Politici dell’Università di Torino e poi presso
il Dipartimento POLIS dell’Università del Piemonte Orientale,
di cui è stato anche direttore dal 2001 al 2004.
Un aspetto importante, sia per la continuità sia per il ruolo di
organizzazione e coordinamento svolto, riguarda l’attività di
direzione e di docenza nel Dottorato di Storia del pensiero politico e
delle Istituzioni politiche, di cui è stato coordinatore dal 1986
al 2004; Dottorato che aveva sede presso l’Università di
Torino e come sedi consorziate le Università di Bologna, Genova,
Pavia e Milano.
Nel corso degli anni Ottanta è stato membro di commissione del
CNRS del Ministero per l’Università francese e ha fatto parte
di commissioni di concorso presso le Università di Paris-Sorbonne,
Paris-Nanterre, Brest, Lille e Lione.
Dal 2007 è rappresentante dell’Università del Piemonte
Orientale nel Consiglio di Indirizzo della Fondazione Cassa
di Risparmio di Torino.
Alcune informazioni ora sulla sua attività didattica svolta in
altre sedi prestigiose: Guasco ha tenuto seminari e lezioni presso le
università La Sapienza di Roma, invitato dal prof. Pietro Scoppola;
presso l’Istituto Sturzo, invitato dal prof. Gabriele De Rosa; presso
l’Università Paris-Sorbonne, invitato dal prof. Jean-Marie
Mayeur; presso l’Università Paris-Nanterre, invitato dal
prof. Philippe Levillain; presso l’École pratique des Hautes Études,
invitato dal prof. Émile Poulat; presso la Fondation des Sciences
Politiques di Parigi, invitato dal prof. René Rémond. Ha
inoltre diretto seminari o presentato relazioni a Congressi scientifici
presso le Università di Lovanio, Strasburgo e Friburgo (Svizzera)
e quindi in diversi Paesi dell’America latina: Brasile, Argentina,
Perù, Bolivia, Colombia, Cile, Equador, Venezuela, Paraguay, Cuba. È stato
invitato come relatore presso l’Università di Stato e l’Università cattolica
di Lisbona e presso l’Università di Stato di Buenos Aires.
Contributi
culturali del prof. Guasco
Negli
anni Settanta, a testimonianza del ruolo da lui giocato come intellettuale
cattolico pronto al confronto e al
dialogo
con le correnti socialiste, comuniste e marxiste, è stato tra i
fondatori dell’Istituto per la Storia della Resistenza in provincia
di Alessandria (ISRAL), e nel 1978 è stato tra i fondatori, e direttore
per venti anni, del “Quaderno di Storia contemporanea” di tale
Istituto. Nel corso degli anni Ottanta ha fatto parte del direttivo
nazionale degli Istituti di Storia della Resistenza.
È
stato per vari anni membro del Comitato scientifico di diverse
riviste scientifiche, tra le quali “Italia Contemporanea, Humanitas”,
e di riviste di approfondimento religioso quali gli “Archives des
Sciences Sociales des Religions”, la “Rivista di Storia e
Letteratura religiosa”, “Fonti e Documenti”, “Ricerche
di Storia sociale e religiosa”, “Itinerari”, “Cristianesimo
nella storia”. Collabora regolarmente con altre riviste scientifiche
soprattutto in ambito storico e politologico, e pubblica recensioni e
note critiche sulla “Revue d’Histoire Ecclésiastique” di
Lovanio.
Guasco è stato per diversi anni membro della giuria del prestigioso
premio “Acqui Storia”, premio di cui è poi anche stato
vincitore nel 1998 con il volume, pubblicato da Laterza nel 1997, Storia
del clero in Italia dall’800 a oggi. Alcune parole su quest’opera
che rappresenta l’altra grande direttrice di ricerca di Maurilio,
accanto ai saggi sul modernismo. Dopo una breve introduzione di carattere
storico e terminologico, il lavoro prende in considerazione l"evoluzione
del clero nelle varie regioni italiane dall'Ottocento a oggi, tenendo
presente il contesto storico nel quale si trova ad operare. Mette poi
in risalto la grave crisi numerica, successiva al Concilio Vaticano II
(anche se non certo conseguenza diretta del Concilio stesso) per poi presentare
i dibattiti attuali suI ruolo e la collocazione del clero nella società contemporanea.
La tesi di fondo è la seguente: diviso tra professione e missione,
a partire dal 1870 il clero italiano (talora inneggiante al nuovo Stato
Nazionale, talora condannandolo; ora compensato anche venalmente dai governi,
ora colpito nei suoi tradizionali privilegi) ha comunque contribuito come
pochi altri protagonisti della società italiana alle trasformazioni
storiche dello Stato unitario. Su questi temi Guasco svolgerà anche
la sua lectio magistralis.
Guasco è attualmente presidente della giuria del premio “Desiderio
Pirovano”, che ha sede presso l’Istituto Sturzo di Roma, dedicato
alla storia religiosa dell’epoca moderna e contemporanea. Ha collaborato
a Dizionari ed Enciclopedie pubblicate dalla Enciclopedia Italiana e dagli
editori Laterza, Il Mulino, Einaudi, Marietti, Edizioni Paoline, AVE, Fayard.
Un suo saggio, Le Christianisme occidental dans la crise des valeurs, è stato
pubblicato recentemente nella Histoire générale du Christianisme,
vol. II , Du XVI siècle à nos jours, PUF, Paris 2010. Il saggio
analizza l'aggiornamento prodotto dal Concilio Vaticano II e l'emergere nella
società contemporanea di un pluralismo che crea modelli nuovi di pratica
religiosa. Analizza poi le varie teorie circa gli sviluppi della laicità e
le sue conseguenze suI mondo religioso.
Sarebbe difficile enumerare singolarmente in una prolusione necessariamente
breve anche solo le opere maggiori di Guasco, in quanto egli ha pubblicato
più di 15 volumi e oltre 300 saggi scientifici. Molti di questi testi
sono stati pubblicati o tradotti in francese, inglese, tedesco, spagnolo e
portoghese.
Come si evince da questi contributi, Guasco è un riferimento imprescindibile
per la storia del modernismo (e in particolare di due autorevoli figure come
Romolo Murri e Alfred Loisy, a cui Maurilio ha dedicato un'agile e acuta biografia
intellettuale pubblicata da Morcelliana nel 2004) e per la storia del clero
in Italia (da ricordare anche e soprattutto Chiesa e Cattolicesimo in
Italia.
1945-2000, EDB 2001, oltre al sopra menzionato Storia del clero
in Italia dall'Ottocento a oggi). Ma sono importanti anche i suoi studi sul Concilio Vaticano II e,
più in generale, sulla storia della Chiesa e del cristianesimo, basti
ricordare i monumentali lavori curati con Francesco Traniello ed Elio Guerriero, La
Chiesa del Vaticano II. 1958-1978, Ed. San Paolo 1995, e I cattolici
nel mondo contemporaneo. 1922-1958, stesso editore 1996. Ha infine curato la pubblicazione
e in parte tradotto alcuni volumi e opere miscellanee, tra le quali il Dizionario
storico del cristianesimo, pubblicato in Germania a cura di Carl Andresen e
Georg Denzler, e in Italia nel 1992 dalle Edizioni Paoline. Ha coordinato con
altri autori la pubblicazione degli ultimi sei volumi della Storia della
Chiesa,
nota con il nome dei primi direttori, Augustine Fliche e Victor Martin. Un
saggio dedicato alla storia della Chiesa in Italia è stato pubblicato
in lingua tedesca: Zur Geschichte der katholischen Kirche in Italien
seit dem Ende des Zweiten Weltkrieges, in “Romische Quartalschrift fur christliche
Altertumskunde und Kirchengeschichte”, Band 99, Heft 1-2, pp.1-81.
Tra parentesi, vorrei aggiungere che Maurilio Guasco – proprio per ricordare
il nesso inscindibile presente nella sua opera tra scelte intellettuali e scelte
morali pratiche, sociali e politiche - sta lavorando da alcuni anni a un volume
biografico su don Luigi Di Liegro, fondatore e guida instancabile della Caritas
romana (morto nel 1997. Dovrebbe terminare il lavoro all'inizio del 2012, e
credo che l'esito sarà un libro molto letto e discusso.
Guasco fa parte di diverse organizzazioni scientifiche, tra le quali l’Istituto
Luigi Sturzo di Roma e l’Istituto per le Scienze religiose di Bologna.
Dirige una collana di storia presso le Edizioni Esperienze di Fossano e la
casa editrice Morcelliana di Brescia.
Unanimemente considerato tra i massimi esperti della storia del modernismo,
dei seminari, del clero, dei preti operai (in particolare nel contesto francese),
dei rapporti tra società civile e società religiosa e dei modelli
di Stato nei Paesi dove prevale una delle tre grandi religioni monoteistiche,
Guasco svolge un’infaticabile attività di conferenziere (mediamente
più di trenta conferenze annuali) in Europa e nelle Americhe.
Vorrei concludere con una nota che so molto importante per il nostro “colendissimo”,
una nota che riguarda la sua tensione verso l’ecumenismo, che ne caratterizza
la persona di cristiano e cattolico, prima ancora che di prete e di ricercatore
di storia delle religioni. Nel 2008 presentava le attività della Cattedra
del dialogo a Torino proprio mettendo in rilievo la necessità del dialogo
tra credenti e non credenti, e tra le varie famiglie cristiane. Ma questa tensione è presenta
da moltissimi anni nel pensiero e nell’azione di Maurili. Vorrei ricordare
infatti il suo saggio, molto chiaro ed esaustivo, uscito nel 1986 nella raccolta
curata da Gian Mario Bravo e da Silvia Rota Ghibaudi sulla “storia del
pensiero politico contemporaneo” (Angeli Editore), dedicato proprio al
valore e al significato sociale e politico delle tre grandi religioni monoteistiche:
Cristianesimo, Ebraismo e Islam. Nell’epoca attuale delle grandi migrazioni,
che hanno condotto all’incontro e allo scontro delle civiltà,
questa materia è diventata oggetto di dibattito diffuso, ma lo era meno
tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Aver tenuto desto l’interesse
di allievi e del pubblico su questi temi è tra i meriti di Maurilio
Guasco.
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