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Ancora
una protagonista che se ne va. E’ scomparsa
Pierina Ferrari, Milly, partigiana garibaldina di Tagliolo, coraggiosa
staffetta, testimone del rastrellamento della Benedicta.
La ricordiamo con affettuoso rimpianto, per la sua fermezza unita
alla semplicità contadina, per la sua simpatia e l’intrepida
costanza con cui portava nelle scuole e ai giovani il messaggio
di fedeltà ai valori della Resistenza.
Dal documentario di Roberto Paravagna, Benedicta 1944. l'evento,
la memoria, citiamo il brano di una sua testimonianza che dà la
misura della sua tempra:
Quella
sera lì doveva esserci il lancio quando c’è stato
il rastrellamento e invece [...] son venuti ma non l’han
fatto perché hanno visto che non c’erano i fuochi.
E allora l’indomani c’era il rastrellamento e io son
fuggita dal rastrellamento, eh? Ero al Tugello, ho fatto tutto
il Retano e son arrivata ai laghi della Lavagnina e poi son scesa
giù ai Mazzarelli… [...] C’era un appuntato
dei carabinieri, mi ha preso e mi ha dato in mano ai tedeschi e
lì… M’hanno torturato in tutti i modi perché volevano
sapere il Comitato di Genova, tutti quelli di Ovada… [...]
ma io non ho parlato, e giù botte… Poi son rinvenuta
che ero in mezzo al sangue. E poi a Pasqua alle 2 del mattino mi
hanno portato alle Nuove a Torino, e mi portavano in braccio perché io
non potevo camminare …
A Pierina,
a Claudia, a Martina e le altre,
dedichiamo la poesia scritta
dal compianto Edoardo Sanguineti
nel 45° Anniversario della guerra di Liberazione (Val Borbera, 2 febbraio
1985)
BALLATA DELLE DONNE
Quando
ci penso, che il tempo è passato,
le vecchie madri che ci hanno portato,
poi le ragazze, che furono amore,
e poi le mogli e le figlie e le nuore,
femmina penso, se penso una gioia:
pensarci il maschio, ci penso la noia.
Quando
ci penso, che il tempo è venuto,
la partigiana che qui ha combattuto,
quella colpita, ferita una volta,
e quella morta, che abbiamo sepolta,
femmina penso, se penso la pace:
pensarci il maschio, pensare non piace.
Quando ci penso, che il tempo ritorna,
arriva il giorno che il giorno raggiorna,
penso che è culla una pancia di donna,
e casa è pancia che tiene una gonna,
e pancia è casa, che viene al finire,
che arriva il giorno che si va a dormire.
Perché la donna non è cielo, è terra,
carne di terra che non vuole guerra:
è questa terra, che io fui seminato,
vita ho vissuto che dentro ho piantato,
qui cerco il caldo che il cuore ci sente,
la lunga notte che divento niente.
Femmina
penso, se penso l’umano:
la mia compagna, ti prendo per mano.
Edoardo Sanguineti
Val Borbera,
2 febbraio 1985 (nel 45° Anniversario della guerra
di Liberazione)
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