Isral > news
Torino laboratorio di canti

 


 

 

 

 

Torino laboratorio di canti : a fine Ottocento, scrive Giorgina Levi, “Quasi ogni circolo aveva il suo inno, spesso scritto da operai autodidatti, i cui versi e musica esprimevano una nuova concezione del mondo, l’orgoglio del mestiere, l’ideologia libertaria, l’appello alla riscossa e alla lotta”.

Salve salve al nost bel Circul
cun la müsica e’l teatrin
prupaganda socialista
ant al burg a l’è ’l campiun
a l’è ’l campiun....

Così canta con orgoglio l’operaio Carlo Sacrovir Gagne, classe 1882, e alla domanda “Di chi sono quelle parole lì?” risponde: “Sono mie. Le parole sono mie e la musica è delle acciaierie”, cui segue una sonora risata.

Sü cantuma sü cantuma
cosa völe mai canté
sü cantuma l’alegrìa
cosa völe mai canté
la vita nòstra descrivuma
descrivuma la fulìa
’ dla giurnà ’dl’uvrié

In questo repertorio spiccano per la loro originalità e "diversità" quei testi riconducibili alla definizione di cantata operaia, che si caratterizzano per la capacità di veicolare messaggi ideologici forti (l'orgoglio operaio, la solidarietà di classe, l'internazionalismo proletario ecc.) con un linguaggio popolare e dialettale di forte pregnanza stilistica e di grande efficacia comunicativa.

E i sagrin e le speranse
le türtüre dal travaj
le türtüre dal travaj
o descrivumie tüte quante
le miserie e i nostri guai
o capital

Questi testi, quasi tutti riconducibili ad autori organici alla classe operaia, contrassegnano una stagione particolarmente feconda di elaborazione e crescita dell'idea socialista e rappresentano, fino a prova contraria, un'esperienza originale del "caso torinese".
Siamo dunque di fronte a un notevole esempio di “folklore progressivo”, secondo la definizione introdotta da Ernesto de Martino. Di questi autori operai non si possiedono molte notizie, così che il loro nome ricorre nelle testimonianze ondeggiando tra documento e mitologia: Antonio Mazzuccato, Battistino Masante, Alberto Mozzato, Carlin Gagne (questi i nomi più ricorrenti) sono comunque operai, autodidatti, militanti organici al movimento, e questo rende le loro composizioni, al di là di inevitabili ingenuità stilistiche, vive e sincere.
Ad Antonio Mazzuccato sono attribuite alcune delle più intense ed efficaci espressioni di questo tipo di canzone operaia, da Guarda là su la pianura a Ma la vita (Sü cantuma), da Nella risaia dal sole bruciata a Dei socialisti il nucleo.
Sono parole, musiche, voci e canti che recano il segno di un'epoca che non c'è più e che, a riascoltarle oggi, in un'Italia tanto cambiata e stravolta, danno l'impressione di venire da un altro pianeta. Forse, il pianeta d'utopia.

Su compagni alziamoci in piè
vogliam giustizia e libertà
non più miseria noi vogliam
vogliam
vogliam


ISRAL - via dei Guasco 49 - 15100 Alessandria | telefono 0131 443861 | fax 0131 444607

sito realizzato con il contributo della fondazione CRT Cassa di Risparmio di Torino