Alberto
Ballerino, nato a Valenza nel 1964, è redattore de «Il
Piccolo» di Alessandria. Per l'Isral ha già
dato alle stampe Nonsolonebbia. Teatro, cinema, vita culturale
ad Alessandria. Altre sue pubblicazioni sono Alessandria
negli anni Sessanta e Alessandria negli anni Cinquanta,
edite da «Il
Piccolo». Collabora a diverse riviste tra cui «Quaderno
di storia contempranea» e «Rassegna economica della
provincia di Alessandria».
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I
rapporti tra cultura e potere negli anni del Regime ad Alessandria.
Questo il tema del volume che, una volta delineate le caratteristiche
della classe dirigente emersa dal crollo della democrazia liberale,
analizza le scelte riguardanti le principali strutture culturali
della città e tratteggia le figure dei primi intellettuali
del fascismo alessandrino, provenienti in gran parte dalle file della
borghesia di origine risorgimentale, resasi protagonista, nella seconda
metà del XIX secolo, della modernizzazione e dello sviluppo
economico di Alessandria. L'autore
evidenzia inoltre l'emergere, nella seconda metà degli anni
Trenta, di una nuova generazione, cresciuta nelle organizzazioni
giovanili del Regime, che si sente investita della missione di completare
la rivoluzione totalitaria iniziata con la marcia su Roma. Portatori
di una concezione militante della cultura, gli studenti dei Guf sul
piano locale attaccano il provincialismo della società alessandrina
con iniziative che riescono a essere piuttosto incisive e vivaci.
A questi giovani intellettuali la guerra sembra offrire l’opportunità di
mettersi alla prova, l’occasione per forgiare una nuova classe
dirigente autenticamente fascista. Ma ben presto scoprono che la
grande potenza militare esaltata dalla propaganda di Mussolini non
esiste e per molti le convinzioni inculcate dall’indottrinamento
crollano, non pochi finiscono anzi per battersi contro l’occupazione
tedesca e la Repubblica Sociale. Così, sfogliando la pagina
dei giovani sul giornale del partito, ‘Il Corriere di Alessandria’,
si possono incontrare i nomi di gran parte dei futuri protagonisti
della vita politica, culturale ed economica dell’Alessandria
democratica. Non a caso iniziative e dibattiti degli anni Trenta
su temi come il cinema e il teatro troveranno una linea di continuità con
il dopoguerra e gli anni Cinquanta, quando nasceranno altre importanti
occasioni di sprovincializzazione della città. Il libro infine
affronta lo scottante tema del ruolo degli intellettuali nella politica
razziale del Regime: le pagine più nere degli anni rimossi.
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