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Spettacolo
teatrale scritto, diretto e interpretato da Ascanio
Celestini
Musica originale di Matteo D’Agostino
Dal testo di Alessandro Portelli L’ordine
è già stato eseguito
Produzione: AGRESTA
Valenza
Monferrato
Lunedì 17 marzo 2003
Centro
Comunale di Cultura, ore 21,30
Biglietti:
Intero € 10.00
Ridotto* € 8.00
*per i minori di 18 anni e i maggiori di 65

un'immagine
di Ascanio Celestini
Ascanio
Celestini è nato a Roma nel 1972. Lavora con la
Compagnia Teatro del Montevaso di Livorno e con Canti per l’Agresta
di Roma, gruppo musicale che svolge un’attività di
raccolta e rielaborazione di canti e musiche popolari. Ha lavorato
come mascheraio per diversi artisti italiani e insegna tecniche
del racconto orale, costruzione e uso della maschera ad anziani,
adulti, bambini, ad attori professionisti e non. Tra i suoi spettacoli,
di cui è autore, regista e interprete: Cicoria (1998),
In fondo al mondo, Pasolini (1999) con Gaetano Ventriglia.
Vita morte e miracoli è il primo movimento di Milleuno,
una trilogia sulla narrazione di tradizione orale, di cui fanno
parte anche gli spettacoli Baccalà, Il racconto dell’acqua
e La fine del mondo. Ascanio Celestini ha ottenuto la sua
consacrazione come attore professionista con l’orazione civile
Radio Clandestina, Roma, le fosse Ardeatine, la memoria,
tratto dal libro di Alessandro Portelli L’ordine è
stato eseguito.
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Una
donna si avvicina e chiede a qualcuno di leggerle i cartelli sui
quali è scritto “fittasi e vendesi”. La donna
è analfabeta. Qualcuno le risponde: “al giorno d’oggi
voi siete una rarità, ma durante la guerra c’era
tanta gente che non sapeva leggere. E tanti andavano al cinema
Iris di Porta Pia da mio nonno Giulio per farsi leggere i proclami
dei tedeschi sui giornali”.
Il
25 marzo del ’44 se ne fanno leggere uno che annuncia la
morte di 320 persone: è l’eccidio delle Fosse Ardeatine.
“Questa delle Ardeatine è una storia che uno potrebbe
raccontarla in un minuto o in una settimana”. E’ una
storia che comincia alla fine dell’Ottocento, quando Roma
diventa capitale e continua negli anni in cui si costruiscono
le borgate, continua con la guerra in Africa e in Spagna, con
le leggi razziste del ’38, con la seconda guerra, fino al
bombardamento di San Lorenzo, fino all’8 settembre. E’
la storia dell’occupazione che non finisce con la liberazione
di Roma. E’ la storia degli uomini sepolti da tonnellate
di terra in una cava sull’Ardeatina e delle donne che li
vanno a cercare, delle mogli che lavorano negli anni ’50
e dei figli e dei nipoti che quella storia ancora la raccontano.
Il 23 marzo 1944 i Gruppi d’Azione Patriottica attaccano
una colonna tedesca di polizia in via Rasella.
Il 24 marzo per rappresaglia i nazisti uccideranno 335 persone
in una cava sulla via Ardeatina.
Il 25 marzo sui giornali di Roma compaiono le parole dei nazisti
che annunciano tanto l’azione dei partigiani quanto l’eccidio
che seguì.
Questa sembra una storia che inizia un giorno e termina due giorni
dopo, che si consuma in poche ore. Ma in un libro pubblicato nel
2001, L’ordine è già stato eseguito
di Alessandro Portelli, vincitore del Premio Viareggio, questa
storia di poche ore viene inserita nella storia dei 9 mesi di
occupazione nazista a Roma, e poi in quella dei 5 anni della guerra,
dei 20 anni del fascismo: nella storia orale di Roma che diventa
capitale e inizia velocemente a cambiare. Il libro si fonda su
circa 200 interviste a singole persone, a testimoniare che questa
non è la storia di quei tre giorni, ma qualcosa di vivo
e ancora riconoscibile nella memoria di un’intera città.
Il
primo studio per un più ampio progetto sulla memoria orale
dell’eccidio alle Fosse Ardeatine è stato presentato
nella cella n. 11 dell’ex-carcere nazista di Roma in via
Tasso (oggi Museo della Liberazione) per la manifestazione Luoghi
della Memoria, organizzata da Comune di Roma e Teatro di
Roma; è stato trasmesso in diretta su Rai Radio Tre il
23 marzo 2001 in occasione del 57° anniversario dell’azione
partigiana di via Rasella a Roma.
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