Mercoledì
14 maggio, ore 18.30
Sala
Conferenze di Palazzo Guasco
Introduce Franco Castelli
Oltre all'autrice, interverranno Maria Teresa Brameri
(Associazione Latino- America- Italia)
Nancy Alvarez (Associazione Latino- America- Italia)
Luciana Ziruolo (ISRAL)

Bruna
Peyrot, Mujeres. Donne colombiane fra politica e spiritualità,
Troina (Enna), Città Aperta, 2002
Bruna
Peyrot vive e lavora a Torino. Studiosa di storia sociale e pubblicista,
conduce da anni ricerche sull'identità e la memoria nelle
culture alpine, in particolare quella valdese. Collaboratrice di
periodici e riviste, vincitrice di premi letterari, ha pubblicato
fra gli altri, La roccia dove Dio chiama. Viaggio nella memoria
valdese fra oralità e scrittura (Forni, 1990); Vite discrete.
Corpi e immagini di donne valdesi (Rosenberg & Sellier, 1993);
Storia di una curatrice d'anime (Giunti, 1995); ,Prigioniere nella
torre. Dall'assolutismo alla tolleranza nel Settecento francese
(Giunti,1997) Dalla scrittura alle scritture (Rosenberg & Sellier,
1998); Una donna nomade: Miriam Castigliane, una protestante in
Puglia (Edizioni Lavoro, 2000).
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Il
libro raccoglie la storia delle fondatrici dell'Escuela,
un importante centro di formazione per dirigenti sindacali donne
operante all'interno della CUT (Central unitaria de los trabajadores),
il più grande sindacato colombiano. Le vite di queste donne
soo strettamente intrecciate alle complesse vicende della Colombia,
un paese ancora travagliato da una lunga guerra interna fra gruppi
guerriglieri, narcotrafficanti, paramilitari e esercito regolare.
I loro racconti narrano genealogie familiari portatrici di memorie
secolari e paesaggi umani e naturali che riflettono le dimensioni
di una terra in cui la vita quotidiana si compone di tante polarità:
violenza e pacifismo, magia e politica, ateismo e religiosità.
I loro percorsi sono stati quelli di donne «forti»
in una società senza uomini perché assenti: morti,
emigrati, clandestini o machisti. Il racconto-reportage comprende
cinque parti. La prima ci parla delle Colombie possibili,
fra le quali la più difficile da costruire è quella
pacifica, fondata sul dialogo e sullo stato di diritto. La seconda
riporta le storie di vita delle sindacaliste incontrate dall'autrice
rivelando il loro profondo radicamento nella storia politica colombiana.
La terza e la quarta parte sono invece dedicate all'approfondimento
dell'identità delle sindacaliste nel difficile passaggio
dalla violenza alla non violenza, nodo centrale della militanza
di gran parte della sinistra latinoamericana. L'ultima parte,
infine, attraverso la descrizione dei procedimenti pedagogici
attuati nell'Escuela evidenzia la necessità di rendere
pratica attiva il valore della democrazia, contenuto e metodo
allo stesso tempo delle possibili convivenze umane.
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