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Luciano Nattino
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Nasce
ad Asti nel 1949.
Si laurea (con lode) all'Università Bocconi di Milano nel
1971.
Nello stesso anno fonda, insieme ad Antonio Catalano, Maurizio Agostinetto
e altri, il "Magopovero", collettivo teatrale di base
diventato poi organismo professionista nel 1978.
Svolge attività di insegnante in Istituti superiori, di amministratore
comunale e provinciale, di esperto in tecniche di comunicazione
per Enti e Istituti Universitari.
Nel 1976 è presidente della Commissione di Studio per la
gestione pubblica del teatro Alfieri di Asti.
Nel 1979 è tra i promotori del Festival Asti Teatro.
Dal 1985 si dedica interamente al teatro curando la scrittura e
la regia dei principali lavori teatrali della compagnia "Magopovero"
oggi "Casa degli Alfieri".
Traduce autori francesi e americani: Victor Haim, Raymond Cousse,
David Mamet, ecc.
Nel 1986 dirige Alessandro Haber e Lorenza Zambon ne "La Barca"
di Gérard Gèlas che debutta al Festival Asti Teatro
di quell'anno.
I suoi testi "Van Gogh" e "La fortezza vuota"
risultano finalisti ai Premi Riccione e Vallecorsi.
Nel 1987 e 1989 dirige la sezione "Alfieri" del Festival
Asti Teatro.
Fonda, con Marco Baliani e altri, il "Premio Scenario",
premio teatrale di rilievo nazionale (patrocinato dall'ETI) rivolto
alle nuove generazioni.
Dal 1988 è direttore artistico delle iniziative teatrali
della città di Voghera per giovani e adulti: stagione teatrale,
iniziative di teatro/scuola, laboratori per giovani attori, ecc.
Dal 1989 svolge attività teatrale all'interno del carcere
di Voghera e per gli utenti dei Servizi Psichiatrici dell'USSL 44
della regione Lombardia.
Nel '94 fonda, con gli altri soci, la "Casa degli Alfieri",
centro studi e ricerche teatrali nel cuore del Monferrato (a pochi
km da Asti) con sala teatrale, abitazioni per i soci, sale riunioni,
uffici, parco, teatro all'aperto, ecc.
Le produzioni teatrali degli "Alfieri" ottengono intanto
importanti riconoscimenti in Italia e all'estero.
Nel 1995 il lavoro teatrale "Maudie e Jane" con Judith
Malina e Lorenza Zambon, di cui ha curato scrittura e regia, vince
il Premio Ubu (miglior attrice) e il Premio Giuseppe Fava (targa
Roberto Mazzucco) per il miglior testo di impegno civile. Esso viene
circuitato per oltre cinque stagioni.
Dal 1996 è presidente della Quarta Area Agis, Associazione
Nazionale dei Teatri di Ricerca e dei Teatri Ragazzi/Giovani. Nel
febbraio '99 diventerà Presidente del Coordinamento Teatro
Agis, la più alta carica del teatro italiano.
Nel gennaio '97 è nominato Direttore Artistico del Festival
Asti Teatro.
Nella stagione '97/98 il suo testo "Chisciotte" viene
portato in scena dalla Casa degli Alfieri e dal Living Theatre con
la regia di Judith Malina.
Per "Scena Prima" di Milano realizza l'evento "Teatro
allo Scalo", coordinando l'attività di oltre dodici
gruppi dell'area milanese.
Per l'edizione '98 di Asti Teatro mette in scena "Il Conde",
un adattamento teatrale da un racconto di Claudio Magris, con Stefano
Jotti (attore) e Mariapaola Pierini (danzatrice).
Collabora intanto con altri soggetti produttivi: per il Centro La
Piccionaia di Vicenza realizza "Il berretto a sonagli"
di Pirandello e per Torino Spettacoli "Il maestro" di
Giuseppe Manfridi.
Come attore, porta in scena per diversi anni un testo contro la
pena di morte, "Mi uccideranno in maggio", nonché
uno spettacolo "di bosco" per un pubblico ridotto, dal
titolo "Le masche".
Nel '99 tiene per l' ETI un laboratorio teatrale a San Giuseppe
Jato (PA) che diventerà "I Giganti della Montagna"
presentato al Teatro Quirino di Roma nel giugno 2000.
Nel dicembre 99 realizza "Gelindo", la favola dei pastori,
dalla tradizione popolare piemontese, che verrà replicata
anche negli anni successivi.
Nel 2000 realizza "Il vangelo secondo l' asina" e "E
d'accanto mi passano femmine", spettacolo per il 50° anniversario
della morte di Cesare Pavese, con Marco Baliani, Giorgio Rossi e
due danzatrici, più tre musicisti guidati da Luca Verardo,
spettacolo in cartellone dello Stabile di Torino al Teatro Carignano
nell'autunno 2001.
Collabora con Antonio Catalano alla realizzazione degli "Universi
sensibili", mostre interattive tra teatro e arte visiva che
fanno un'importante torunée italiana ed internazionale.
Il 26 gennaio 2001 realizza per il Comune di Milano: "Veglia
per Verdi", evento multidisciplinare in occasione del 100°
anniversario della morte di Verdi, in collaborazione con il Teatro
La Scala, la Scuola Civica Paolo Grassi e i Cori Civici di Milano,
evento che vede la partecipazione di oltre cinquemila persone. Una
produzione: Isole nella Corrente.
Nella primavera 2001 realizza "L'ombra", da Andersen,
di cui è egli stesso attore/autore/narratore, presentata
al Teatro Valle di Roma.
E' Presidente della Giuria del Premio Scenario, edizione 2000/2001.
Nell'estate 2001 cura drammaturgia e regia per "Don Bosco e
l'asina" (produzione Teatro dell'Angolo di Torino) che debutta
al Festival Asti Teatro e per "Manfredi e il suo re" (produzione
Ensemble Vicenza) che debutta al Bassano Opera Festival.
La
sua ricerca poetica, come autore e regista, è rivolta a un
teatro di indagine sull'uomo, in particolare delle sue "periferie",
delle sue "province", quelle zone, cioè, in cui
tutto si fa più labile, in cui si colgono meglio solitudini
e speranze, dignità e tenacia. Ma lontano dalla cronaca,
giacché le atmosfere sono spesso oniriche, di memoria e sogno.
Anche il linguaggio verbale è indagato con voglie antiletterarie,
diventando così tagliato, scolpito, frantumato. Spesso appaiono
i dialetti o una lingua meticcia, oppure una sonorità fonica
che meglio restituisce l'essenza e il mutismo di chi ha già
detto tutto.
[dal sito www.casadeglialfieri.it]
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