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"Grave
errore sarebbe cercare di annettere la Resistenza a un partito o
ad una chiesa, farne un'espressione, per quanto alta e purissima,
di una ideologia politica e confessionale.
La Resistenza fu, e se non e' morta dovra' essere, qualcosa di piu'
dell'ideologia di un partito: qualcosa di piu' profondo, di piu‘
universale, di piu' penetrante nei cuori: come una sintesi, come
una promessa, come una volonta' di comprensione umana"
Piero Calamandrei

L'esito
più importante della Resistenza fu la Costituzione repubblicana
che, all'art. 11, dichiara il ripudio della guerra. In questi giorni,
in cui la guerra e i suoi orrori sono ancora una volta sotto i nostri
occhi, è dovere di tutti ricordare, in occasione dell'anniversario
della Liberazione, il rifuito della guerra che la Resistenza portava
in sé come tratto genetico. Noi vogliamo farlo con una giornata
di festa, come è giusto, ma anche di riflessione, come è
indispensabile in questi giorni: "musica e parole" per
ricordare i partigiani, e per gridare un no alla guerra e un sì
alla pace, per affermare che l'Italia nata dalla Resistenza ripudia
la guerra e lotta per la pace.

Gli
Yo Yo Mundi
Formazione
di Aqui Terme in Piemonte, gli Yo Yo Mundi sono
Paolo Archetti Maestri (voce), Eugenio Merico (batteria), Fabio
Martino (fisarmonica e tastiere), Andrea Cavalieri (basso) e Fabrizio
Barale (chitarra).
Da anni stanno al centro della migliore tradizione della canzone
d'autore. Recentemente hanno pubblicato l'album, Alla bellezza
dei margini composto di undici pezzi cantati o strumentali.
Da sempre sensibili al recupero della memoria partigiana, hanno
musicato, su invito del nostro Istituto, con cui collaborano da
diversi anni, I
banditi della Acqui, co la quale hanno partecipato al concerto
e al CD "Materiale resistente", realizzat in occasine
del 50° anniversario della Liberazione (la musica si può
scaricare dal sito degli YoYoMundi.

Massimo
Bubola
Nato
a Verona nel 1954, Massimo Bubola ha collaborato a lungo con Fabrizio
De Andrè, con l'aiuto del quale ha pubblicato i suoi primi
dischi. Con il disco Doppio lungo addio, del '94, Bubola
si conquista una maggiore notorietà.Massimo Bubola è
sicuramente un cantautore particolare: nelle sue canzoni sono frequenti
i riferimenti storici e letterari (Pavese, Garibaldi, Dino Campana,
Dostoevskij), ma non mancano l'amore, la poesia e le storie di vita
quotidiana e di politica italiana.
Difficile trovare un genere musicale che possa definirlo: Bubola
rappresenta con la stessa naturalezza sia il folk che il rock che
la musica d'autore italiana, e vista la sua età ancora giovane
ed il suo indiscutibile talento, è un autore su cui è
giusto riporre molte aspettative.
All'interno del sito il testo di Eurialo
e Niso, scritto dallo stesso Bubola e musicato da S. Severini
e per scaricare, in formato ogg, la musica della canzone.

I
Ratti della Sabina
I
ratti della Sabina sono nati nell'Ottobre del 1996, con un programma
preciso: unire i colori della musica Folk alle sonorità della
musica Rock. Il nome del gruppo, come è facile intuire, è
un ironico omaggio alla Sabina, la terra in cui vivono e lavorano.
In questi anni hanno condotto una continua ricerca, passata per
un primo disco auto-prodotto, Acqua e Terra, e sfociata
recentemente nella produzione del loro primo CD, Cantiecontrocantincantina,
disco realizzato anche grazie alle esperienze accumulate durante
i concerti.
I Ratti
della Sabina hanno realizzato la colonna sonora del documentario
Benedicta 1944. L'evento, la memoria. Per il documentario
hanno riorchestrato la canzone partigiana composta poche settimane
prima del rastrellamento, Dalle Belle città, nota
anche come Siamo i ribelli
della montagna (clicca sul titolo per scaricare la versione
mp3) e riproposto due brani tratti dal loro CD, L'incendio
e Una ragione per vivere.
E' possibile scaricare la versione mp3 de L'incendio
(4.05 Mb - durata 4'49)e de Una ragione per viviere dal sito dei
"Ratti".
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C'erano
un migliaio di persone, nella serata di giovedì 24 aprile,
in Piazza Santo Stefano ad ascoltare “la musica e le parole”
che hanno caratterizzato la festa d’aprile, e sono stati
ben più di mille coloro che, dal pomeriggio a mezzanotte,
hanno partecipato alla più grande manifestazione per ricordare
la Liberazione che Alessandria abbia ospitato da molti anni a
questa parte.
Grazie quindi a tutti coloro che ci hanno aiutato, alla Legacoop
e a RadioGold, alla Città di Alessandria e alla Provincia,
a Cgil, Cisl e Uil, e poi a tutti coloro che sono stati con noi
in piazza per la festa della Liberazione e per dire che la pace,
conquistata dall’Italia sessant’anni fa grazie al
movimento partigiano, deve diventare un bene prezioso per tutto
il mondo.
Grazie a tutti coloro che sono scesi in Piazza Santo Stefano per
aver testimoniato, con la loro presenza, che la nostra idea di
coniugare la voglia di festosa libertà, rappresentata dalla
musica, e l’impegno a riflettere criticamente sul nostro
passato, reso palpabile dal calore e dall’attenzione con
il quale sono state seguite le testimonianze dei protagonisti
e le parole degli storici, ha saputo cogliere un bisogno concreto:
ricordare la resistenza con schemi nuovi e distanti dalla retorica.
Grazie anche a coloro, e sono più di tremila, che tra il
22 e il 25 aprile hanno visitato il nostro sito, grazie a coloro
che volevano essere in piazza con noi e per varie ragioni non
hanno potuto esserci (per loro ci sarà un’occasione
ravvicinata per “rimediare”: Massimo Bubola e i Ratti
della Sabina saranno i protagonisti, a luglio a Serravalle Scrivia,
di due serate in occasione del concorso “Le storie del Novecento”).
Il
nostro impegno è ora quello di fare di “Festa d’aprile”
un appuntamento abituale per Alessandria, capace di unire cultura,
spettacolo, voglia di riflettere.
FESTA
D'APRILE
Alessandria, Piazza Santo Stefano
Giovedì 24 aprile dalle ore 17.30 alle ore 24.00
MUSICA
Yo
Yo Mundi
I
Ratti della Sabina
Massimo
Bubola
PAROLE
Don
Bartolomeo Ferrari (Don Berto), Cappellano della
divisione Mingo, Carlo Gilardenghi, Partigiano,
Maurilio Guasco, Storico, Ferruccio
Maruffi, Ex deportato
Festa
d'aprile
(Testo
di Franco Antonicelli)
E'
già da qualche tempo che i nostri fascisti
si fan vedere poco e sempre più tristi,
hanno capito forse, se non son proprio tonti,
che sta arrivare la resa dei conti.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia
per conquistare la pace, per liberare l'Italia;
scendiamo giù dai monti a colpi di fucile;
evviva i partigiani! È festa d'Aprile.
Nera camicia nera, che noi abbiam lavata,
non sei di marca buona, ti sei ritirata;
si sa, la moda cambia quasi ogni mese,
ora per il fascista s'addice il borghese.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia...
Quando un repubblichino omaggia un germano
alza il braccio destro al saluto romano.
ma se per caso incontra partigiani
per salutare alza entrambe le mani.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia...
In queste settimane, miei cari tedeschi,
maturano le nespole persino sui peschi;
l'amato Duce e il Fuhrer ci davano per morti
ma noi partigiani siam sempre risorti.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia...
Ma è già da qualche tempo che i nostri fascisti
si fan vedere spesso, e non certo tristi;
forse non han capito, e sono proprio tonti,
che sta per arrivare la resa dei conti.
Forza che è giunta l'ora, infuria la battaglia...
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