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A
trent'anni dal colpo di stato in Cile la Città di Valenza
commemora gli antifascisti cileni vittime della sanguinosa repressione
e posa a dimora tre alberi alla memoria dell'italo-cileno Omar
Roberto Venturelli Leonelli e dei fratelli Maria Elena
Gonzalez Inostroza ed Hernan Galo Gonzalez
Inostroza.

Sabato
18 ottobre, ore 10
Sala del Consiglio Comunale
via Pellizzari - Valenza
Interventi
di
Germano
Tosetti, sindaco di Valenza
Adriano Icardi, Assessore alla Cultura della Provincia di
Alessandria
Federico Fornaro, Presidente ISRAL
Ezio Deambrogi, Comitato Unitario Antifascista di Valenza
Urbano Taquias Vicente, Comitato Lavoratori Cileni Esiliati
Juana Gonzalez Inostroza, sorella dei due fratelli scomparsi
Roberta Alejandro Vasquez Llanten, Progetto Europa Ecomemoria
ore 11.30
Regione Fogliabella
Posa
a dimora di tre alberi alla memoria di Omar Venturelli Lionelli,
cittadino italo- cileno, ex- sacerdote membro del gruppo Cristiani
per il Socialismo e dei fratelli Maria Elena Gonzalez Inostroza
ed Hernan GAlo Gonzalez Inostroza, cittadini cileni militanti
nel M.I.R. (Movimento Sinistra Rivoluzionaria).
Comune di Valenza
Comitato Unitario Antifascista e per la salvaguardia delle Istituzioni
Democratiche di Valenza
Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea
in provincia di Alessandria
Comitato di Partecipazione Quartiere Fogliabella
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L'albero
desaparecido
Il Manifesto, 9 marzo 2003
Gli esuli cileni ricordano il loro olocausto Anche in Italia una pianta
per ogni vittima di Pinochet
A 30 anni dal golpe. Sono quattro i comuni italiani che hanno già
aderito all'iniziativa nata in Inghilterra: Rivalta Bormida, Novi
Ligure, Ovada e Alessandria
EMANUELE GIORDANA*
A trent'anni di distanza dal golpe del `73, la diaspora cilena in
Europa, la stessa che si mobilitò quando Pinochet venne arrestato
in Gran Bretagna nell'ottobre del `98 e rischiò di essere processato
per crimini contro l'umanità, ha deciso che anche i cileni
hanno diritto a ricordare il loro Olocausto. E l'omaggio alla memoria
delle migliaia di assassinati durante la dittatura (ufficialmente
più di tremila persone oltre a un migliaio di scomparsi) è
diventato un progetto che sta attraversando l'Europa e che adesso
approda anche in Italia. Si chiama «EcoMemoria» e nasce
dall'idea di piantare un albero per ogni cileno desaparecido o ucciso
dalla dittatura. In molti casi associandolo a vittime che avevano
nome e passaporto europeo. L'idea è nata in Inghilterra, dove
la diaspora è molto attiva, ma si è sviluppata subito
anche in altri paesi europei tra cui il nostro. Il segmento italiano
di Ecomemoria è per ora piemontese. Anche perché è
in Piemonte che abita Vicente «Urbano» Taquias, uno dei
fondatori del Comitato esuli cileni in Italia e uno dei più
attivi della diaspora nel Belpaese. Già quattro comuni hanno
aderito all'iniziativa: Rivalta Bormida, Novi Ligure, Ovada e Alessandria.
«Cominceremo a Rivalta domenica - dice Urbano - piantando alberi
per Albano Fioraso Chau, di origine italiana, e per Manuel Taquias
Segundo Vergara».
Manuel
Taquias è il fratello di Vicente. Entrambi erano oppositori
della dittatura ma Vicente riuscì a saltare il muro dell'ambasciata
italiana di Santiago, arrivando poi nel nostro Paese. Manuel cascò
invece nella rete di Pinochet. Ma non per questo è stato
dimenticato. E fu proprio Vicente che, per primo, denunciò
Pinochet in Italia nell'ottobre del `98, pochi mesi dopo il fermo
del generalissimo a Londra. Denuncia che la Procura di Milano non
accolse. Fu sempre Vicente, in seguito, a darsi da fare col Comitato
esuli perché l'Italia, sulla base dei nostri connazionali
scomparsi in Cile, si unisse al giudice spagnolo Garzon per citare
in giudizio il dittatore. Ma anche se secondo diversi documenti
sarebbero oltre una trentina gli italiani uccisi dalla dittatura,
l'inchiesta riguarda però solo i casi Montiglio, Venturelli,
Majno e Donato. E dalle carte sinora raccolte non è ancora
uscita nemmeno una comunicazione giudiziaria per responsabili e
mandanti. L'inchiesta condotta dal magistrato Giancarlo Capaldo
ha anzi finito per accumulare polemiche, visto che un'eventuale
incriminazione per Pinochet avrebbe ormai poco più che un
valore simbolico.
Il
progetto EcoMemoria ha anche un obiettivo ambizioso: raccogliere
fondi per acquistare un terreno in Cile dove creare un vero e proprio
Parco. Un enorme bosco dedicato alle vittime della dittatura. Sarà
solo una delle tante iniziative che ricorderanno, da qui a settembre,
una delle pagine più buie della storia del continente. Come
il concerto con gli Inti Illimani organizzato per aprile a Roma
dal «Comitato memoria e giustizia per il Cile».
*Lettera22
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