| CONSIGLIO REGIONALE
DEL PIEMONTE
COMITATO
PER L’AFFERMAZIONE
DEI VALORI DELLA RESISTENZA
E DEI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA
AMMINISTRAZIONI PROVINCIALI PIEMONTESI
MINISTERO
DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA
RICERCA
UFFICIO
SCOLASTICO REGIONALE PER IL PIEMONTE
DIREZIONE GENERALE
Per
informazioni rivolgersi a:
Consiglio
regionale del Piemonte – Segreteria del Comitato Resistenza
e Costituzione – via Alfieri 15 – 10121 Torino
tel. 011.57.57.289 – 352 – 702- 812
e–mail comitato.resistenzacostituzione
@consiglioregionale.piemonte.it
In
provincia di Alessandria la proposta formativa si articolerà secondo
il seguente calendario:
15
Novembre 2011 – Traccia1
Essere
italiani nel XXI secolo: come cambia e si trasforma l’idea
di cittadinanza, Antonella Ferraris, Isral
22
Novembre 2011 - Traccia 2
Il ritorno dal Lager nella
memorialistica femminile, dott.ssa Barbara Berruti, Istoreto
12
dicembre 2011 – Traccia 3
Il
ruolo della giustizia internazionale nei conflitti contemporanei,
prof. Joerg Luther, Ordinario di Istituzioni
di diritto pubblico, Università del Piemonte Orientale
19 dicembre 2011
Il trauma del ricordo,
dott.ssa Paiuzzi, psicologa, prof.Farello, docente e psicologa,
prof.ssa Ferraris,
Isral
Tutti
gli incontri si terranno nei locali dell'Isral, via Guasco 49,
dalle ore 15 alle ore 18. Si prega di dare conferma dell’iscrizione
al corso attraverso la scheda di partecipazione allegata.
Si ricorda che la scadenza per la consegna degli elaborati è fissata
quest'anno al 10 febbraio 2012.
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Il
Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza
e dei principi della Costituzione repubblicana del Consiglio regionale
del Piemonte, le Amministrazioni provinciali piemontesi e la Direzione
Generale dell’Ufficio
Scolastico regionale per il Piemonte del Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e
della Ricerca indicono il
PROGETTO
DI STORIA CONTEMPORANEA
ANNO SCOLASTICO 2011/2012
riservato
agli studenti delle Scuole superiori (biennio e triennio) della
regione sui
seguenti temi di ricerca:
TEMA
n. 1
Essere italiani nel XXI secolo: come cambia e si trasforma
l’idea
di cittadinanza
A
cent’anni dalla promulgazione
dello Statuto Albertino, che aveva costituito l’ordinamento
basilare del Regno d’Italia, il 1° gennaio
del 1948 entrava in vigore la Costituzione della Repubblica
italiana. Il paese era uscito, poco tempo prima, da una tragica
guerra, dopo un lungo periodo, quello del regime fascista,
in cui le libertà e le autonomie, degli individui
come delle collettività, erano
state conculcate. Si inaugurava così una lunga stagione,
quella della democrazia che, sia pure tra difficoltà,
si è poi stabilmente consolidata nel corso degli anni
per giungere fino a noi. I primi dodici articoli della Carta
costituzionale dettano i «principi fondamentali»,
basati sui diritti dell’uomo e sulla separazione dei
poteri. L’idea di
cittadinanza riposa in essi poiché è per il
loro tramite, e per le due successive parti della Costituzione,
quelle sui diritti e i doveri dei cittadini e sull’ordinamento
della Repubblica, che si fornisce agli individui il
senso concreto di condivisione di un’appartenenza,
quella alla nostra comunità nazionale. Dinanzi ai
tumultuosi mutamenti che hanno coinvolto le società nazionali
in questi ultimi due decenni, agli effetti dei processi di
globalizzazione, primo tra tutti il fenomeno migratorio,
alle trasformazioni indotte dal processo di unificazione
europea, che cosa implica e che cosa richiama l’essere
cittadini del nostro paese nel XXI secolo? Esiste inoltre
un’identità italiana
e, in caso affermativo, qual è oggi il suo significato
e il suo valore, ovvero in che cosa si manifesta e si estrinseca,
in un’epoca che vorrebbe celebrare l’abbattimento
delle frontiere nazionali? Suggerimenti
bibliografici
Ernesto
Galli della Loggia, L’identità italiana,
Bologna, il Mulino, 2010.
Debora Migliucci, Storia e Costituzione. Le basi giuridiche
e istituzionali dei 150 anni
d’Italia, Milano, Franco Angeli, 2011.
Valerio Onida, La Costituzione, Bologna, il Mulino, 2007.
Valerio Onida, La Costituzione ieri e oggi, Bologna, il
Mulino 2008.
Gianfranco Pasquino, La rivoluzione promessa. Lettura
della Costituzione italiana, Milano,
Bruno Mondadori, 2011.
Silvana Patriarca, L’italianità. La costruzione
del carattere nazionale, Roma-Bari, Laterza,
2010.
Stefano Rodotà, Diritti e libertà nella storia d’Italia.
Conquiste e conflitti, 1861-2011,
Roma, Donzelli, 2011.
Gustavo Zagrebelsky, Questa Repubblica: cittadinanza
e Costituzione, Firenze, Le Monnier,
2009.
TEMA
n. 2
Il ritorno dal Lager nella memorialistica femminile
Il trauma del ritorno dai Lager fu particolarmente grave
per le donne. Al dolore sopportato e alle sofferenze
nel sentirsi vittime inascoltate s’aggiungeva
il significato particolare che la condizione femminile
veniva ad assumere negli anni della ricostruzione, quando l’Italia,
sulle ceneri del conflitto, cercava di rimettersi in cammino.
Il Piemonte dispone di una memorialistica femminile particolarmente
intensa e feconda, che non si è rarefatta con il trascorrere
del tempo ed abbraccia un lungo periodo di storia italiana
del secondo Novecento.
Passando in rassegna le opere principali di queste
autrici, che hanno pubblicato i loro ricordi in tempi
e modi diversi – da Giuliana Tedeschi
a Liana Millu, da Luciana Nissim a Lidia Rolfi – si
provi ad isolare il tema del ritorno, del primo contatto
con l’Italia liberata nelle sue diverse articolazioni:
vita privata, affetti, mondo del lavoro, politica,
rapporto con le nuove generazioni. Quali sentimenti
suscita il fenomeno che la sociologia ha definito “trauma
del travasamento” ossia la transizione
dalla prigionia alla libertà? E quale ruolo
ha avuto la narrazione, in particolare la scrittura
femminile,
in questa delicata fase di passaggio? Attraverso la
lettura di questa memorialistica femminile si osservi,
nello specifico, l’origine della parola “testimonianza” e
il significato che essa viene ad assumere in un contesto
generale di norma poco attento alla voce dei deportati.
Suggerimenti
bibliografici
P.
V. Mengaldo, La vendetta è il
racconto: testimonianze e riflessioni sulla Shoah,
Torino, Bollati Boringhieri, 2007.
A.Bravo-D.Jalla, Un misura onesta. Gli scritti di
memoria della deportazione dall’Italia
1944-1993, Milano, F. Angeli, 1994.
Peter Kuon e M. Bandella (a cura di), Raccontare
il Lager. Deportazione e discorso
autobiografico, Frankfurt am Maim, Peter Lang, tr.
it. 2005.
G. Agamben, Quel che resta di Auschwitz. L’archivio
e il testimone, Torino, Bollati
Boringhieri, 1998.
Nel Dizionario dell’Olocausto, a cura di W. Laqueur,
ed. in brossura, Torino, Einaudi,
2007, si vedano le voci “Memorialistica” e “Memorialistica
in Italia”.
TEMA
n. 3
Il ruolo della giustizia internazionale nei conflitti
contemporanei
Le
potenze vincitrici della seconda guerra mondiale, Gran Bretagna,
Stati
Uniti e Unione Sovietica, riunitesi a Potsdam
nel luglio 1945, stabilirono l’istituzione
di un Tribunale militare internazionale che
fosse in grado di giudicare i crimini compiuti durante il conflitto.
Dal 20 novembre 1945 al 31 agosto 1946 si svolse a Norimberga
il processo contro 22 gerarchi nazisti, accusati di crimini
di guerra, crimini contro la pace e contro l’umanità.
Si trattò della prima esperienza di
applicazione del diritto internazionale, che
portò anche alla identificazione di
crimini non prescrivibili e perseguibili al
di là dei
confini nazionali.
Nel 1993 con una risoluzione del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite è stato
istituito il Tribunale Penale Internazionale
per l’ex-Jugoslavia
e nel 1994 il Tribunale Penale Internazionale
per il Ruanda. Nel 1998 con la stipula dello
Statuto di Roma, entrato in vigore il 1° luglio
2002, è stata
creata la Corte penale internazionale con sede
all’Aia,
la cui competenza è estesa alla comunità internazionale
ed è relativa al genocidio, ai crimini
contro l’umanità,
ai crimini di guerra e di aggressione.
A partire dall’analisi dell’istituzione e dell’operato
dei tribunali penali internazionali, si scelgano
uno o più casi di arresto e
processo di criminali di guerra. Si mettano
in evidenza potenzialità e criticità della
giustizia internazionale, i rapporti dei tribunali
con i singoli Stati e la loro efficacia nel
processo
di riconciliazione post-bellica, senza tralasciare,
eventualmente, l’analisi di processi
celebrati all’interno di singoli Stati
o di altre forme di pacificazione, risarcimento
e restituzione quali le “Commissioni
per la verità e la riconciliazione” istituite
in Sudafrica nel 1995.
Suggerimenti
bibliografici
H.
Arendt, La banalità del male. Eichmann
a Gerusalemme, Feltrinelli, Milano 2003.
Calvetti G., Scovazzi T. (a cura di), Dal
Tribunale per la ex-Iugoslavia alla Corte
penale
internazionale, Giuffré, Milano 2004.
M. Cattaruzza, I. Deák, Il processo
di Norimberga, Utet, Torino 2006.
G. Conso, Ugo V., Verso la corte penale
internazionale permanente e statuto di
Roma
della corte penale internazionale, Aracne,
Roma 2002.
E. Mujawayo, S. Belhaddad, Il fiore di
Stéphanie,
Edizioni e/o, Roma 2007.
J. Tešanovic, Processo agli scorpioni. Balcani
e crimini di guerra. Paramilitari alla
sbarra per il massacro di Srebrenica, Stampa
Alternativa/Nuovi Equilibri, Viterbo 2008.
Iscrizione
Gli
insegnanti che hanno intenzione di partecipare con gruppi di
studenti e gli allievi che intendono partecipare con
lavori individuali dovranno segnalarlo
- avvalendosi del modulo di iscrizione
allegato alla presente circolare e
disponibile anche sul sito www.consiglioregionale.piemonte.it nella
sezione dedicata al Comitato Resistenza e Costituzione - alla
Segreteria del Comitato inviando
un fax allo 011.57.57.365 entro e non
oltre il 21 ottobre 2011.
Formazione
degli insegnanti, degli studenti e documentazione
Insegnanti
e studenti potranno avvalersi dei moduli di formazione appositamente
organizzati dagli Istituti Storici della Resistenza del Piemonte,
presso i quali è possibile rivolgersi anche per
la consultazione bibliografica
e documentaria.
I moduli inizieranno nel mese di
ottobre 2011 secondo i calendari
stabiliti dagli stessi Istituti.
Una prima iniziativa, destinata
agli insegnanti, di presentazione
del
concorso e di illustrazione dei
temi di ricerca verrà organizzata
dal Consiglio regionale a Torino entro
il mese di ottobre 2011.
Un’ampia selezione di testi e materiali inerenti i
temi proposti è inoltre
disponibile in consultazione ed
in prestito presso il Centro di Documentazione
del Cesedi-Provincia di Torino.
Modalità di
svolgimento e consegna degli
elaborati
La
ricerca potrà essere realizzata attraverso
lavori di gruppo - composto da un minimo di 5 sino ad un massimo
di 7 studenti e coordinato da
un insegnante (possono partecipare i docenti
di tutte le discipline) - e lavori
individuali,
e potrà essere condotta
con la più ampia libertà dei
mezzi di indagine e di espressione
(elaborati scritti, disegni,
fotografie, mostre
documentarie, materiale
audiovisivo o con lavori che
si avvalgono di più mezzi
espressivi).
Gli elaborati prodotti non
dovranno superare di massima
cinquanta
(50) cartelle di testo (2000
caratteri spazi inclusi) sia cartacee che su
supporto
informatico o multimediale;
la durata dei video (vhs, dvd, etc.) non
dovrà superare
i 60 minuti circa. Gli elaborati
inoltre dovranno essere completi
di
una breve nota metodologica
e bibliografica. Gli elaborati
dovranno infine
essere
inviati all’Assessorato
all’Istruzione
della Provincia di appartenenza
della scuola partecipante (per
le
scuole della
provincia di Torino al Ce.Se.Di.,
via Gaudenzio Ferrari 1, Torino)
entro e non
oltre il 10 febbraio 2012.
La trasmissione degli elaborati
deve avvenire con lettera di
accompagnamento recante il timbro
della scuola e firmata dal dirigente scolastico
o da suo delegato.
La lettera dovrà contenere le
seguenti indicazioni:
• il numero complessivo degli allievi e delle classi che hanno partecipato
al
concorso;
• i dati anagrafici degli allievi di cui si inviano gli elaborati;
•
il nominativo dell’insegnante che ha curato la preparazione
degli allievi;
• se la classe o il singolo allievo partecipa per la prima volta
al concorso.
Formazione
delle commissioni e valutazione degli elaborati
Ciascun
Assessorato provinciale all’Istruzione
provvede alla nomina della
commissione di valutazione entro il 10 febbraio 2012.
La
composizione della commissione
deve essere comunicata
alla segreteria del Comitato
Resistenza e Costituzione.
Le commissioni sono tenute
a definire in modo chiaro
i criteri
di valutazione
e
a compilare un giudizio
sintetico per ogni elaborato.
Le commissioni devono operare
la selezione degli elaborati,
formulando
la graduatoria di merito
e individuando i vincitori,
entro e non
oltre il 5 marzo 2012.
Gli Assessorati provinciali
all’Istruzione comunicano
tempestivamente gli esiti
della valutazione alla
segreteria del Comitato
Resistenza e
Costituzione, allegando
la relativa graduatoria completa
di giudizi.
Vincitori
Gli
studenti vincitori saranno premiati pubblicamente
presso la sede del
Consiglio regionale del
Piemonte.
I gruppi vincitori, accompagnati
dall’insegnante
coordinatore, ed i vincitori
individuali parteciperanno,
a spese
del Consiglio
regionale e delle
Province piemontesi,
secondo l’ordine
della graduatoria di
merito
e nel limite delle risorse
disponibili, ad un viaggio
di studio
con meta alcuni
significativi luoghi
della memoria in Italia
o in Europa.
Si
invitano i dirigenti delle istituzioni
scolastiche
interessate a favorire
la conoscenza
dell’iniziativa,
attraverso la più ampia
diffusione del
bando e della presente
circolare, e ad
incoraggiare
la partecipazione
di insegnanti
e studenti a tale
importante progetto
di educazione
civica
e di crescita
culturale
e civile.
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