| CONSIGLIO REGIONALE
DEL PIEMONTE
COMITATO
PER L’AFFERMAZIONE
DEI VALORI DELLA RESISTENZA
E DEI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA
MINISTERO
DELL’ISTRUZIONE,
DELL’UNIVERSITA’ E DELLA
RICERCA
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL PIEMONTE
PROVINCE PIEMONTESI
Per
informazioni rivolgersi a:
- Consiglio
regionale del Piemonte – Segreteria
del Comitato Resistenza e Costituzione – via Alfieri
15 – 10121 Torino
tel. 011.57.57.289 - 843 – 832-702
e–mail comitato.resistenzacostituzione
@consiglioregionale.piemonte.it
- Assessorati
provinciali all’Istruzione
|
|
Il
Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza
e dei principi della Costituzione repubblicana del Consiglio regionale
del Piemonte (di seguito denominato Comitato) propone, per l’anno
scolastico 2009/2010, alcuni temi di ricerca di storia contemporanea
per gli studenti della Scuole superiori. Il Comitato riconosce
la centralità della formazione degli insegnanti
e degli studenti, fornendo occasioni, stimoli e strumenti per la
costruzione di una cittadinanza democratica e consapevole, di
cui i valori della Resistenza e della Costituzione rappresentano
fondamento inalienabile.
Sulla base di questi principi, il Consiglio regionale, le Province
piemontesi, la Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico
regionale per il Piemonte del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e
della Ricerca, indicono il
PROGETTO
DI STORIA CONTEMPORANEA
CONCORSO ANNO SCOLASTICO 2009/2010
riservato
agli studenti delle Scuole superiori (biennio e triennio) della
regione sui seguenti temi:
TEMA n.1
Istriani, fiumani, dalmati in Piemonte.
Nel 1958, quando ormai il grosso delle partenze dalla Venezia
Giulia e dalla Dalmazia poteva dirsi concluso, venne calcolato
che una
corrente dell’esodo,
superiore alle 12.000 persone, aveva raggiunto il Piemonte. Un
numero cospicuo che fa della nostra regione una tra le più toccate
nell’Italia settentrionale dall’esodo
giuliano-dalmata.
Gli studi condotti in questi anni permettono di disegnare una mappa
dell’esodo giuliano-dalmata corredata dei nomi dei principali
luoghi di accoglienza in Piemonte come Torino, Novara e Tortona,
e arricchita dai nomi di altre realtà pressoché ignorate
in precedenza come Asti, Cuneo, Vercelli e Biella.
Le fonti disponibili, poi, archivistiche, documentarie, iconografiche
e soprattutto orali, consentono di individuare alcune parole chiave
da utilizzare come veri e propri strumenti di lavoro per meglio
comprendere la traiettoria giuliano – dalmata
sia su scala locale sia a livello generale, dalla profuganza all’inserimento
nei nuovi contesti di vita. Sullo sfondo
delle vicende del confine orientale italiano durante la storia
post-unitaria e novecentesca, intesa come premessa necessaria a
comprendere il fenomeno, ricostruisci l’itinerario che conduce
nella tua provincia donne e uomini protagonisti di quelle dolorose
vicende e ricostruisci la loro esistenza dal campo profughi alla
sofferta, ma realizzata integrazione
nell’Italia del boom economico.
Per questo scopo individua e utilizza un certo numero di parole
chiave che portino alla costruzione di un piccolo dizionario da
interrogare e sfogliare relativamente ad ogni singola provincia:
termini come arrivo, accoglienza, discriminazione, lavoro, alloggiamenti, tempo
libero, inserimento, possono essere altrettanti punti focali dai
quali partire per
un’analisi approfondita e dettagliata da consegnare al rapporto
di ricerca o al video oppure ancora al lavoro multimediale che
comporrai.
Bibliografia
Saggistica
Algostino,
Bertuzzi, Cecotti, Collotti, D’Alessio, Miletto,
Pupo, Todero, Troha, Verginella, Vinci, Dall’impero austro-ungarico
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Saggistica
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istriano, fiumano e dalmata
nella province di Biella
e Vercelli, Istituto per
la storia della resistenza
e della società contemporanea
nelle province di Biella
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F.
Pilone, Un approdo nella tempesta: "Corso
Alessandria 62":
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laurea, Università degli
Studi, Facoltà di
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N.
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Audiovisivi
E.
Data, M. Gusso, R.
Marchis (a
cura di),
Una
sottile
linea bianca.
Il confine
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alle origini
della guerra fredda
attraverso
il film
Cuori senza frontiere.
Materiali
per la
scuola, Istituto piemontese
per la
storia
delle
resistenza
e
della società contemporanea “Giorgio
Agosti”,
Centro
Servizi
Didattici
della Provincia
di Torino,
Provincia
di Torino,
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2008.
Profughi.
Un dopoguerra
novarese,
dalla
Caserma
Perrone
al
Villaggio
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Italia,
2009,
A. Leone,
M. Begozzi
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Pastrovicchio.
Filmografia
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città dolente, Italia, 1949, M. Bonnard.
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senza frontiere,
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Fusco, Tornerà l’imperatore. Storia di una
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M.G.
Guercio, Le
linee spezzate,
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Milani, Una
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cartone, Sellerio,
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N.
Milani, A.M.
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F.
Tomizza, Via
da Materada,
in F.
Tomizza, Ieri,
un secolo
fa, Rizzoli,
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TEMA
n.2
La
difficile memoria
delle guerre
jugoslave
Di
dove sei?
Della
Jugoslavia.
È un paese che esiste?
No, ma io vengo da lì.
(Da: Dubravka Ugreši, La confisca della memoria)
I
lunghi anni di guerra che sconvolsero l’ex-Jugoslavia tra
il 1991 e il 1995 (e poi, in Kosovo, tra il 1996 e
il 1999) hanno lasciato ferite
ancora aperte.
Lo scatenarsi
della violenza e
dell’odio etnico – prodotto
ad arte attraverso i media e la propaganda – ha
causato
il disgregarsi
dell’unità territoriale
e del tessuto
sociale,
lo
spostamento in
massa di
popolazioni e
la trasformazione
del volto
di villaggi
e città.
Dopo la
fine della
guerra e la definizione
dei nuovi
confini, il
trauma dei
sopravvissuti è stato
reso più doloroso
dalla difficoltà di ristabilire
abitudini di convivenza in un
contesto così radicalmente
mutato, ricostruendo
una memoria
condivisa su
basi di
verità e
giustizia.
Nel
corso
degli
anni,
accanto
alla
raccolta
di testimonianze
e alla
saggistica
storica,
si è sviluppata
una
vasta
letteratura
memorialistica
e
narrativa,
spesso
prodotta
da
donne
o
da giovani
che
erano
ancora
bambini
ai
tempi
del
conflitto.
Oltre
all’orrore
di
fronte
alla
follia
nazionalista
e alla
violenza della
guerra, queste
testimonianze raccontano
lo
spaesamento per
la perdita
di punti
di riferimento
stabili, il
lacerante distacco
dalla propria
comunità d’origine e la nostalgia verso identità plurime
che i nuovi
confini hanno
separato. In
questa
letteratura,
specie
se
di matrice
femminile,
si
rievoca
una
quotidianità fatta
di
amicizia
e convivenza
inter-etnica
in
una
società non
ancora
dilaniata
dall’odio
e
si
esprime
il
desiderio
di
costruire
reti
di
solidarietà più estese,
capaci
di
superare
le
identità riduttive
e
monodimensionali
imposte
dai
nuovi
Stati
nazionali.
Leggendo
le raccolte
di testimonianze
e analizzando
qualche esempio
di opera memorialistica
e narrativa,
rifletti sulla
difficoltà di
ricordare (qualcuno
ha parlato
anche di “memoria confiscata” o di “cattive
memorie”) e
sulla possibilità di
ricostruire,
oltre
il ricordo
della violenza
e dell’odio,
la memoria
di un
passato di
convivenza che
renda praticabile
un futuro
di pace.
Suggerimenti
bibliografici
Saggistica
per la contestualizzazione storica
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Mujci!, E se Fuad
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1995.
Il
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No
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Do
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Sarajevo?, di
Nedim Alikadic
e Sead
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11
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Episodio n.
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di Pjer
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Sitografia
http://www.osservatoriobalcani.org:
sito dell’Osservatorio
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http://www.alexanderlanger.org:
sito della
Fondazione Alexander
Langer con
testimonianze sulle guerre
nei Balcani
e su
esperienze di
dialogo interculturale.
TEMA n. 3
La
complessità del sistema-Lager
Negli
ultimi anni, anche per effetto della legge sulla “Giornata
della Memoria”, si sono moltiplicate le forme e gli
strumenti di comunicazione, divulgazione storica e didattica
sulla deportazione e sulla shoah. Questo proliferare di occasioni
di informazione, benchè abbia grandemente giovato
alla diffusione di una consapevolezza collettiva sul tema,
ha
anche condotto a generalizzazioni forzate e a una sorta di
semplificazione dell’idea di “sistema concentrazionario” nazista:
campi di concentramento, campi di sterminio, campi di internamento
o di lavoro, ghetti sembrano essere diventati sinonimi.
Da tempo invece gli storici insistono sulla necessità di
utilizzare il termine “sistema concentrazionario” proprio
per sottolinearne le complessità,
le stratificazioni, le diversità e le connessioni
con il contesto economico-sociale, politico e ideologico
del
Terzo Reich e dell’Europa del tempo. E’ dunque
indispensabile capire le caratteristiche delle diverse tipologie
di campi e i diversi meccanismi che hanno interessato le
deportazioni razziali e quelle civili, politiche, militari,
proprio per evitare di cadere nella trappola della superficialità.
Anche riferendoti al tuo territorio e alla storia locale,
ricostruisci i meccanismi delle diverse deportazioni cercando
di segnalarne
le differenze e di individuare le diverse responsabilità e
vittime, nell’ambito del complesso
universo concentrazionario nazista per come si è strutturato
ed evoluto nei dodici anni che vanno dal 1933 al 1945.
Suggerimenti
bibliografici
Sono
solo consigli per muovere i primi passi nell’immensa
produzione bibliografica, narrativa e filmica realizzata finora
su questo tema. L’invito è anche
quello di utilizzare le biblioteche ed i servizi di consulenza
degli Istituti storici della Resistenza e della società contemporanea
del
Piemonte che possono, proprio grazie alla loro specificità,
indirizzare e consigliare al meglio
(http://www.italia-liberazione.it/it/rete.php?rete=Piemonte)
Saggistica
W.
Laqueur (a cura di), Dizionario dell’Olocausto, edizione
italiana a cura di A. Cavaglion, Torino, Einaudi, 2004.
E.
Collotti, R. Sandri, F. Sessi, Dizionario della Resistenza,
Torino, Einaudi, 2001(in particolare il vol. II),
L.
Picciotto, Il libro della memoria – Gli Ebrei deportati
dall’Italia (1943-1945), Milano, Mursia, 1991 e
segg. ristampe (in particolare la 3° parte: La storia).
Storia
della Shoah, Torino, Utet, 2005.
Il
libro dei deportati (1943-1945), a cura di G. D’Amico,
G. Villari, F. Cassata, Milano, Mursia, 2009.
Totalitarismo,
lager e modernità: identità e
storia dell'universo concentrazionario, Milano,
Bruno Mondadori, 2002.
Filmografia
Gli
ultimi testimoni di A. Guerrini (2007)
Il
pianista di R. Polanski (2002)
La
zona grigia di T. Blake Nelson (2001)
Kapo di G. Pontecorvo (1960)
Notte
e nebbia di A. Resnais (1955)
Sitografia
www.olokaustos.org
http://www.deportazione.too.it/
http://www.bibliolab.it/sitografie/shoa.htm
Iscrizione
Gli
insegnanti che hanno intenzione di partecipare con gruppi di
studenti e gli allievi che intendono partecipare con lavori
individuali dovranno segnalarlo - avvalendosi del modulo di iscrizione
allegato alla presente circolare e disponibile anche sul sito
www.consiglioregionale.piemonte.it nella sezione dedicata al
Comitato - alla Segreteria del Comitato Resistenza e Costituzione
inviando un fax
allo 011.57.57.365 entro e non oltre il 30 ottobre 2009.
Formazione
degli insegnanti, degli studenti e documentazione
Insegnanti
e studenti potranno avvalersi dei moduli di formazione appositamente organizzati
dagli Istituti Storici della Resistenza del Piemonte, presso
i quali è possibile rivolgersi anche per la consultazione
bibliografica e documentaria.
I moduli inizieranno nel mese di ottobre 2009 secondo
i calendari stabiliti dagli stessi Istituti.
Un’ampia selezione di testi e materiali inerenti i temi proposti è inoltre
disponibile in consultazione ed in prestito presso il
Centro di Documentazione del Cesedi-Provincia di Torino
Modalità di
svolgimento e consegna degli elaborati
La
ricerca potrà essere
realizzata, laddove gli organi collegiali della scuola ritengano
aderirvi, senza modificare la normale attività didattica,
attraverso lavori di gruppo (composto da
un minimo di 5 ad un massimo di 7 studenti),
articolato all’interno
della classe e coordinato da un insegnante (possono partecipare
i docenti di tutte le discipline), e lavori individuali, e
potrà essere
condotta con la più ampia libertà dei
mezzi di indagine e di espressione (elaborati scritti,
disegni, fotografie, mostre documentarie, materiale
audiovisivo o con lavori che si avvalgono di più mezzi
espressivi).
Gli elaborati prodotti non dovranno superare di massima
cinquanta (50) cartelle di testo (2000 caratteri
spazi inclusi) sia cartacee che su supporto informatico o multimediale;
la durata dei video (vhs, dvd, etc.)
non dovrà superare
i 60 minuti circa. Gli elaborati inoltre dovranno
essere completi di una breve nota metodologica e bibliografica.
Gli elaborati dovranno infine essere inviati agli Assessorati
all’Istruzione
della Provincia di appartenenza della scuola partecipante
(per le scuole della provincia di Torino, al Ce.Se.Di.,
via Gaudenzio Ferrari 1, Torino - tel. 011.86.13.645)
entro e non oltre il 10 febbraio 2010.
La trasmissione degli elaborati deve avvenire con lettera
di accompagnamento recante il timbro della scuola
e firmata dal dirigente scolastico o da suo delegato.
La lettera dovrà contenere le seguenti indicazioni:
• il numero complessivo degli allievi e delle classi che hanno partecipato
al
concorso;
• i dati anagrafici degli allievi di cui si inviano gli elaborati;
•
il nominativo dell’insegnante che ha curato la preparazione
degli allievi;
• se la classe o il singolo allievo partecipa per la prima volta
al concorso.
Formazione
delle commissioni e valutazione degli elaborati
Le
commissioni provinciali dovranno essere nominate entro
e non oltre il 10 febbraio 2010.
La loro composizione dovrà essere comunicata alla Segreteria
del Comitato, che ne farà conoscere la
composizione, i tempi di lavoro e i criteri di
valutazione alle scuole impegnate nel concorso.
Le commissioni provinciali sono tenute a definire
in modo chiaro i criteri di
valutazione e a compilare un breve giudizio per
ogni elaborato che partecipa al concorso.
Le commissioni provinciali dovranno operare la
selezione degli elaborati, individuando i vincitori
e comunicandoli alla segreteria del Comitato entro e non
oltre il 10 marzo 2010.
Le commissioni provinciali dovranno inoltre individuare,
tra gli elaborati non
selezionati, quello comunque più meritevole,
a condizione che il gruppo o il singolo studente
partecipi per la prima volta.
Vincitori
Entro
la fine del mese di marzo 2010 gli studenti vincitori saranno
premiati
pubblicamente presso la sede del Consiglio
regionale del Piemonte.
I gruppi vincitori, accompagnati dall’insegnante
coordinatore, ed i vincitori individuali,
parteciperanno a spese del Consiglio regionale e delle Province
piemontesi, nel
limite delle risorse disponibili, ad un viaggio di
studio con meta alcuni luoghi della memoria
significativi in Italia e in Europa.
Si
invitano i dirigenti delle istituzioni scolastiche
interessate a favorire la conoscenza dell’iniziativa,
attraverso la più ampia
diffusione del bando e della presente circolare,
e ad incoraggiare la partecipazione di
insegnanti
e studenti a tale importante progetto di
educazione civica e di crescita culturale
e civile.
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