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Il
lavoro presentato dal prof. Pier Luigi Cavalchini e dalla classe
V B del Liceo delle Scienze Sociali dell'Istituto d'Istruzione
Superiore “Saluzzo-Plana” è interessante sia
per il suo contenuto, sia per la metodologia. Il testo e le immagini
si riferiscono alla storia di Alessandria come piazzaforte militare
e riguardano la storia delle mura e della Cittadella: la storia
della demolizione delle mura, per molti, è poco nota, e
tuttavia emblematica di un certo modo sbrigativo di trattare l'eredità del
passato che è ancora piuttosto diffuso. Sul piano metodologico,
si tratta di una ricerca sul campo, effettuata dalla classe, con
la guida dell'insegnante, presso l'archivio di Stato di Alessandria.
Il lavoro si inserisce nella programmazione curricolare della classe
e arricchisce le conoscenze teoriche che forniscono le materie
di indirizzo del corso di scienze sociali. “Toccare con mano” i
documenti rende la storia più reale, e affascinante. |
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Si
dice, a volte, che anche da un piccolo lavoro possono nascere
grandi cose…Non ci credo, ma – almeno un pochino – può essere
vero. Tutto è cominciato in una soleggiata mattina di
marzo con la classe Quinta BCS dell’Istituto Superiore
Saluzzo –Plana di Alessandria a ranghi ridotti (solo dieci
presenti) a causa di uno sciopero, non ricordo più per
quale motivo. Come spesso succede in quei frangenti – e
chi insegna ben lo sa – tutto l’orario e la programmazione
prevista per la giornata va a farsi friggere…e forse è meglio
così. Fatto sta che, finalmente, ci si trovava di fronte
un’intera mattinata di ben trecento minuti (in un minuto
a scuola – normalmente – viene fatto di più che
in altri ambiti….aspettiamo il Ministro Brunetta per una
dimostrazione…per questo misuriamo a minuti) per qualcosa
che si cercava da tempo di “piazzare”. Mi verrebbe
da dire da “approfondire” ma non ardisco la scelta.
Si decide, pertanto, di utilizzare il pacchetto di minuti per
andare a vedere in diretta qualcosa di cui si era già sentito
dire (anche qui non ardisco “studiato”) nell’ora
di compresenza di Storia e Diritto. La mitica “terza ora
del giovedì” tenuta dal sottoscritto e dalla prof.ssa
Toselli. Si trattava di quell’insieme di provvedimenti
che portarono (nella prima fase del Fascismo) ad un totale stravolgimento
dello Statuto Albertino ed alla trasformazione dell’Italia
in una dittatura effettiva. La classe in oggetto aveva già inciampato
nelle due frasi introduttive di Renzo De Felice che, in qualche
modo, sintetizzano quanto successe circa ottant’anni fa:
“Il
documento preparato dall'uscente ministro degli interni (Federzoni
1926)
prevedeva: revisione di tutti i passaporti per
l'estero; determinazione di severe sanzioni per il reato di espatrio
clandestino; revoca a tempo indeterminato della gerenza di tutte
le pubblicazioni quotidiane e periodiche ostili al regime; scioglimento
di tutti i partiti , associazioni e organizzazioni esplicanti azione
contraria al regime; istituzione del confino di polizia per quanti
avessero manifestato il deliberato proposito di commettere atti
diretti a sovvertire con la violenza gli ordinamenti costituiti
dallo Stato”
A
questo si era giunti con una acuta gestione dell’opinione
pubblica, al punto di strumentalizzare alcuni piccoli “attentati” – regolarmente
falliti – alla figura del Duce. Così, continua De
Felice: “Erano stati eliminati tutti i partiti di opposizione;
era stata soppressa la libertà di stampa; dichiarati decaduti
i deputati che si erano opposti alla dittatura nascente con la
secessione dell'Aventino; nello stesso tempo era stato creato un
forte partito unico, ma soprattutto il potere era stato accentrato
nelle mani di un unico uomo sopra il quale non c'era nessuno; al
proposito furono istituiti i “podestà” come
nuova figura direttamente agli ordini del Duce, non più legati
all’allora disprezzato parlamentarismo e-o partecipazionismo.
Inoltre la popolazione avrebbe subito da ora in poi un progressivo
processo si fascistizzazione cioè di inserimento nelle strutture
sociali e politiche create dal partito unico: associazioni lavorative
e ricreative dopolavoro, sindacati per la difesa dei diritti dei
lavoratori, ordini professionali.
Cose
che, a leggerle, si era fatta fatica a crederle, anche se la
capacità di “straniamento” dei nostri diciottenni
riesce a percepire – spesso – fatti inerenti il Fascismo
tanto quanto le guerre civili tra Pompeo e Cesare o tra Ottaviano
e Antonio.
Comunque,
dicevamo, in una magica mattina marzolina ci ritroviamo in
dodici (dieci
più due prof.) sulla strada dell’Archivio
di Stato di Alessandria e andiamo a vedere se c’è qualcosa.
Cosa? Ma….tutto può essere. Troviamo i documenti che
alleghiamo e anche qualche idea in più. Per esempio ci capita
di consultare due cartine (foto) di com’era Alessandria di
una volta (più previsamente dei tempi della prima carta
IGM, circa anno 1880). Grande è stata la sorpresa nel vedere
ancora integre (e lo saranno per poco) le mitiche mura di Alessandria,
qualcosa di cui si è rimosso non solo il ricordo ma – addirittura – la
possibilità di essere esistite in qualche momento storico
del passato, tanto siamo abituati a percorrere (specie in auto)
il perimetro che era proprio quello delle antiche mura.
Torniamo in classe con le indicazioni dei faldoni e con qualche
foto. Ci ripromettiamo di lavorarci su ma, per la verità,
non si è andati oltre il piccolo lavoro di commento che
riporto integralmente (le alunne che hanno steso materialmente
il testo sono Alice Porotto, Beatrice Rolandini, Maria Novello
e Cristina Pani).
“Alessandria era una città circondata da belle mura
di cui ora non si hanno praticamente più tracce, tranne
un piccolo bastione in località Via Pavia, presso la famosa
Cittadella costruita nel 1728. Si trattava di un sistema misto
in terra e mattoni cotti e crudi che si elevava in media di cinque
metri sul piano di terra con punte di otto (zona Orti e zona Porta
Savona). Ci rimangono solo alcune foto – poco chiare – del
profilo di queste mura, alcune scattate durante i ripetuti sbancamenti,
altre tratte da disegni più o meno attendibili.
L’attacco alle mura inizia già all’indomani
dell’Unità, come testimonia il primo documento (inserito
nel faldone 3112 dell’ASCAL), per fortuna – inizialmente – senza
fortuna:
--
Alessandria, 9 aprile 1861 – ESCAVAZIONE DI TERRE DALLE
VECCHIE FORTIFICAZIONI. Servizio del Genio Militare.
Il Comitato del Genio, essendo stato interpellato dal Ministero
sulla convenienza o non, nell’interesse militare di annuire
alla domanda del Municipio di Alessandria per la progressiva escavazione
delle terre di queste Vecchie Fortificazioni, (ciò che formava
oggetto di lettera di questa Direzione del 16 marzo ultimo diretta
al Ministero della Guerra) il detto Comitato, appoggiato alla considerazione
che le terre chieste dal Municipio sono di buona qualità e
possono all’occorrenza essere adoperate in proprio servizio
dell’Amministrazione Militare, e che lo stesso Municipio
può facilmente procurargli il materiale occorrente agli
spianamenti mediante le varie ferrovie qui emittenti, ha emesso
il parere non essere in nessun modo conveniente di secondare la
fatta domanda.
Associandosi al parere del prefato Comitato emesso da sua Deliberazione
n. 100 in data 27 marzo, il Ministero della Guerra ha determinato
di astenersi da ogni ulteriore concessione di scavamenti al riguardo;
e mentre col suo Dispaccio del 6 corrente Div.ne Tecnica Genio
Stato Maggiore Sezione Materiale n. 1985 mi dà comunicazione
della cennata Deliberazione, mi incarica di notificare alla S.V.
tale sua determinazione. F.to Il\Direttore Mantica.
………………………………… (vedere
foto illustrative allegate)
Il periodo
di maggior pressione comincia però nei primi
anni Ottanta del XIX secolo con un vero attacco indiscriminato,
giustificato dalle prescrizioni dell’allora documento programmatico
vigente (equivalente ad un Piano Regolatore) e, soprattutto, dalla
volontà / necessità di trovare nuovi spazi per una
città in rapida espansione edilizia. A questo nuovo disegno
di città (che – sinceramente – non ci trova
d’accordo) non è secondaria la novità costituita
dalla linea ferroviaria Torino-Genova che, sia con la stazione,
sia con i binari e gli annessi, già da tempo aveva causato
brecce ed “aperture” anche di varie centinaia di metri
nell’insieme delle mura alessandrine.
Fatto sta che in piena Prima Guerra Mondiale, troviamo già segnalazioni
preoccupate di come si vanno a “manutere” gli spalti
con relative alberature, diretta conseguenza dell’abbattimento
degli “spalti murari”. Infatti qui di seguito riportiamo
parti delle numerose verbalizzazioni del Consiglio Comunale di
Alessandria riguardanti questo argomento:
--SPALTI E ALBERATURE
. V-87-1: GIARDINI PUBBLICI – Documenti vari. Doni. Vigilanza.
– 29 gennaio 1918: INTERPELLANZA PASINO CIRCA VIALI DI CIRCONVALLAZIONE
“
Ill.mo Sig. Sindaco, On.le Giunta di Alessandria, il sottoscritto
interroga la S.V.Ill. e l’On.Giunta per sapere quali provvedimenti
intendono adottare per ben conservare i viali di circonvallazione
e per impedire il taglio delle piante esistenti lungo le stesse.
Cotesta interrogazione deve esserecompresa nell’O.d.G. di
una prossima adunanza. Devotamente (sic)” segue firma.
…………………………… .
– documento correlato al precedente (estratti)
“il Consigliere…dichiara di essere stato indotto ad inoltrare
la interpellanza stessa dal desiderio di vedere come meglio è possibile
salvaguardare i viali della città di cui costiuiscono un
indiscutibile ornamento”
“Risponde l’assess. Bertani concordando sulla condanna degli
atti di vandalismo che hanno interessato alcuni tratti dei viali
comunica che “il personale di sorveglianza è ridottissimo
per effetto della chiamata alle armi”…”è necessario
disporre di un grande numero di agenti mentre se ne ha penuria.”…”Osserva
che il taglio dei rami delle piante dei viali avviene in questo
periodo essenzialmente per il rilevante costo della legna e che
ad ogni modo fu raccomandato di denunciare chiunque fosse sorpreso
a compiere atti di vandalismi (sic) in proposito”.
Dello stesso tono, anzi anche più critico e sarcastico il
tono della risposta dell’altro assessore prof. Patrucco (Polizia
Urbana) “….trovansi ad essere impegnati in altri e
più importanti servizi dai quali non possono assolutamente
essere distolti.”. A questo simpatico teatrino contribuisce
il Sindaco (Pistoia) con una chiosa non da poco. “…durante
la giornata sono i monelli quelli che possono arrecare danni alle
piante, quali danni sono certe lievi cose in confronto di quelli
che si compiono durante la notte. In tali ore dovrebbero quindi
provvedere ad esercitare una conveniente vigilanza le guardie di
città ed i carabinieri”.
.
V-87-7: INTERPELLANZA CONSIGLIERE PASINO Umberto “Conservazione
Viali di Circonvallazione” – Consiglio Comunale 12
maggio 1918
Incaricato Bottai, Ingegnere capo A. Zacales (?) : “Alessandria,
9 marzo 1918: In merito all’interpellanza fatta dal Sig.
Geometra Pasino Consigliere Comunale relativa a manutenzione dei
Viali di Circonvallazione l’Ufficio espone: ‘Per quanto
riguarda la conservazione dei viali ossia la manutenzione dei piantamenti,
questa era affidata al Capo Giardiniere in modo speciale, ma in
seguito alla soppressione del posto non si ebbe più persona
pratica alla quale affidare tale incarico e l’Ufficio vi
provvede mediante periodiche e razionali scalvature possibilmente
in correlazione alle esigenze dell’estetica del viale e della
normale vegetazione delle piante. Per quanto riguarda la sorveglianza
dei piantamenti, questa è affidata in modo speciale all’Ufficio
di Polizia Urbana al quale quest’Ufficio ebbe più volte
a denunziare, per mezzo del Capocantoniere, guasti riscontrati”.
Il periodo
di maggiore documentazione, però,è quello
intorno agli Anni Trenta del passato secolo, in pieno periodo fascista,
da cui è possibile ricavare più di un’indicazione.
Tanto per cominciare l’entità dei costi, tutt’altro
che limitati ed il prevedibile “giro d’affari” che
ha riguardato l’”affaire mura”. Poi la singolare – ma
poi nemmeno tanto – convergenza di interesse tra “Ordini
Prefettizi” e Delibere Comunali di Consiglio e di Giunta,
con questa singolare figura (il Podestà) di cui vorremmo
capire meglio la rilevanza amministrativa.
I riferimenti, come si può vedere, sono a due delle aree
interessate dagli ultimi abbattimenti e di cui sarebbe possibile
anche fare qualche domanda di “storia orale” a concittadini
che ha vissuti quesi tempi:
C.M. (Consiglio Municipale) del 09.10.1931 (IX)
- Lo sbancamento di bastioni nell'ex Pista e Rione Orti.
Nell'intento di contribuire a contribuire a contenere il disagio
della disoccupazione operaia, nella imminente stagione invernale,
si è venuti nella determinazione di eseguire i lavori di
sterro necessari per lo spianamento dei bastioni ex fortilizi ancora
esistenti nei terreni comunali contigui alla città.
Sono complessivamente 136380 metri cubi di terreno da scavare e
trasportare, a riempimento delle "bassure", fino alla
distanza media di mt. 400 e con la spesa complessiva di un milione
(cfr. la canzone "Se potessi avere Mille Lire al mese...." (pari
a circa tremila euro mensili attuali)).
Predisposto il necessario progetto tecnico, il sig. Podestà propone
che i lavori siano eseguiti direttamente in economia, assumendo
mano d'opera locale; progressivamente in relazione alle necessità della
disoccupazione e alle disponibilità di bilancio.
La Consulta unanime consente nella utilissima iniziativa, segnalando
però la convenienza amministrativa che ai lavori si provveda
con il sistema del "cottimo", disciplinandone opportunamente
le modalità.
..................
SBANCAMENTO DI BASTIONI NELLA EX PISTA VELOCIPEDISTICA
16 Dicembre 1931.
"Il Podestà,
- considerata la grave crisi della disoccupazione invernale;
- ritenuta la opportunità di sovvenire in parte a tale disoccupazione
mediante la esecuzione di lavoro di sterro di parte dei bastioni
dell'ex cinta fortilizia a sud e sud est della città; lavori
che tornano altresì di somma utilità per il Comune
in quanto vengono a valorizzare una ampia distesa di terreni fabbricabili
di proprietà del Comune:
- visto il progetto predisposto all'uopo dall'Ufficio Tecnico Municipale
ed il relativo capitolato speciale con il quale viene previsto
lo sbancamento di ca. m3 81790 di terra nel tratto compreso fra
la Via Rivolta e la Strada di 1a classe per Genova ed il successivo
impiego e spianamento della zona di terreno attigua per un importo
totale a base d'asta di L. 490.740 (pari a circa 1.500.000 euro
attuali);
- sentito il parere favorevole della Consulta espresso nella seduta
del 10 ottobre 1931 - IX
- visti gli art.li n. 131 della Legge Comunale e Provinciale e
n. 9 del R.D.L. del 3 settembre 1926 n. 1910
- delibera
- a) approvare l'esecuzione dei lavori di sbancamento dei bastioni
della Città nella parte sud e sud-est nel tratto compreso
fra la Via Rivolta e la strada di Prima Classe per Genova e successivo
riempimento e spianamento dei terreni adiacenti per un importo
presunto di L. 500.000 di cui L. 490.740 a base d'asta e L. 9.260
a disposizione dell'Amministrazione per eventuali imprevisti da
imputarsi all'art. 88 del Bilancio 1932;
- appaltare i lavori medesimi ad asta pubblica a schede segrete
ad unico esperimento sulla base del progetto ed annesso capitolato
speciale predisposto dall'Ufficio Tecnico Municipale e che pure
con la presente si approvano."
…………………
6 FEBBRAIO 1932. (X). Disciplinare di svolgimento della gara d'appalto...."150
gg. per avvio e conclusione dei lavori" .... fra le varie
prescrizioni: al punto 6: "Certificato di iscrizione alle
associazioni sindacali fasciste dei Datori di Lavoro"
………………… ..
In questo materiale è particolarmente rilevante l’utilizzo
della “ base d’asta ad unico esperimento” che
sa molto di “combine” ed il riferimento al degradante
certificato fascista di inscrizione all’Albo, bel sistema
di selezione alla radice.
Situazione che continua anche negli anni successivi, come testimoniato
dal prossimo documento, sempre con questo curioso riferimento alla
necessità di “intervenire per diminuire la disoccupazione
invernale” effetto di una legge emergenziale del 1919 (vedere
foto allegata) destinata all’impiego – comunque – dei
reduci della Prima Guerra Mondiale. Ma vediamo il documento:
Sbancamento dei bastioni in prossimità della fornace degli
Orti. Contratto 2 gennaio 1933 con Impresa Mina.
Interessante: lettera del Podesta' di Alessandria (17 novembre
1932)
Argomento SBANCAMENTO BASTIONI
Ritenuta
l'opportunità di sovvenire in parte alla disoccupazione
invernale mediante l'esecuzione di lavori di sterro di parte dei
bastioni dell'ex cinta fortilizia, lavori che tornano altresì di
somma utilità per il Comune in quanto vengono a valorizzare
un'ampia distesa di terreni fabbricabili;
Visto il progetto all'uopo predisposto dal Civico Ufficio ed il relativo capitolato
speciale d'appalto in base ai quali viene previsto lo sbancamento di circa
mc. 19.000 di terra nel tratto compreso fra Via Bellini ed il Tanaro e parte
della Cunetta esistente a nord della Fornace Municipale degli Orti ed il successivo
impiego e spianamento della zona di terreno attigua o deposito in cumuli regolari
per un importo totale a base d'asta di lire 60.000;
Sentito al riguardo il parere unanimemente favorevole espresso dalla Consulta
Municipale in sua seduta 12 corrente mese;
Visti gli artt. 131 della Legge Comunale e Provinciale e 9 del R.D. Legge 03.09.1926
n. 1910;
delibera
Approvare l'esecuzione dei lavori di sbancamento dei bastioni della città compresi
tra la Via Bellini ed il Tanaro e parte della cunetta esistente a nord della
Fornace Municipale degli Orti e successivo riempimento e spianamento dei terreni
adiacenti o deposito in cumuli regolari secondo sarà prescritto dalla
Direzione dei lavori per un importo complessivo di lire 60.000 di cui Lire
57.765 a base d'asta e L. 2.235 a disposizione dell'Amministrazione per eventuali
imprevisti e da imputarsi all'art. 88 del bilancio per lo esercizio in corso.
Appaltare i lavori medesimi a mezzo di licitazione privata a schede
segrete sotto l'osservanza ed in base ai prezzi specificati nel relativo capitolato
che pur con la presente si approva con dichiara che la licitazione medesima
avrà luogo sulla base della scheda dell'Amministrazione che fisserà il
ribasso minimo percentuale da raggiungersi perchè possa farsi luogo
alla aggiudicazione.
Letto ecc. f.to Polizzy f.to Bona
………………………… ..
Fin
qui il lavoro di indagine svolto dalle giovani della classe
5 BCS dell’Istituto Saluzzo Plana di Alessandria, con piccole
ricadute per “ricerche” e “brevi commenti del
materiale” all’interno delle canoniche interrogazioni.
Niente di più. Come si diceva “da un piccolo lavoro
possono nascere ecc. ecc.” . Mah. Staremo a vedere. In vista
della “maturità” le ragazze citate hanno lasciato
la loro piccola eredità di foto, appunti e fotocopie ad
una futura “Terza Linguistico” sempre dello stesso
Istituto. Vedremo se ci saranno sviluppi. Prof. Pier Luigi Cavalchini
……………
Fascismo: storia e interpretazione, di Emilio Gentile, Roma-Bari,
Laterza, 2002.
La via italiana al totalitarismo, di Emilio Gentile, Roma, La
Nuova Italia Scientifica, 1995.
Una dittatura moderna, di Alberto De Bernardi, Milano, Bruno
Mondadori, 2001.
L'organizzazione dello stato totalitario, di Alberto Aquarone,
Torino, Einaudi, 1995.
Mussolini il fascista, I la conquista del potere 1921-1925, di
Renzo De Felice, Torino, Einaudi, 1966.
Mussolini il fascista, II l'organizzazione dello stato fascista
1925-1929, di Renzo De Felice, Torino, Einaudi, 1968.
ASCAL , 3112 - VI, 31, 5 e VI, 31, 7
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