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Direzione
Istruzione,
Formazione Professionale e Lavoro

Ministero
della Pubblica Istruzione
Ufficio Scolastico Regionale
per il Piemonte
Direzione Generale
Per
informazioni rivolgersi a:
- Consiglio regionale del Piemonte - Palazzo Lascaris, Via
Alfieri, 15 - 10121 TORINO Tel. O11/5757.289 – 843- 352
-
Assessorato all’Istruzione della Provincia di Alessandria
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Il Comitato
della Regione Piemonte per l’affermazione dei
valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana
propone, per l’anno scolastico 2008/2009, agli studenti delle
Scuole superiori alcuni temi di ricerca inerenti la storia contemporanea.
Accogliendo
queste proposte, il Consiglio Regionale del Piemonte, le Province
piemontesi, la Direzione generale regionale per il
Piemonte del Ministero all’Istruzione, hanno indetto l’annuale
progetto riservato agli studenti delle Scuole superiori (biennio
e triennio) del Piemonte sui seguenti temi:
Testo
n. 1
La
definizione di “missione umanitaria” rientra più specificamente
nella cosiddetta dichiarazione di Petersberg ed è parte
integrante della politica europea per la sicurezza e la difesa.
All’art. 17 del trattato sull’Unione Europea sono state
espressamente incluse - e poi sono state adottate dal consiglio
ministeriale dell’UEO del giugno 1992- le seguenti tipologie:
- missioni umanitarie o di evacuazione
- missioni per il mantenimento della pace (peace keeping)
- missioni di unità combattenti per la gestione delle crisi,
ivi comprese le operazione per il ripristino della pace.
Sulla base di tale dichiarazione tutti gli Stati membri dell’Unione
Europea hanno deciso di mettere a disposizione dell’Unione
medesima, ma anche della Nato, unità militari provenienti
da tutte le loro forze armate convenzionali.
Partendo da una precisa definizione lessicale svolgi una ricerca
di carattere storico-giuridico sulle modalità di queste
missioni, confrontando i risultati di quelle iniziative che, a
tuo giudizio, hanno saputo mantenere fede all’impegno assunto
e quelle che invece sono state travolte dalla lezione delle cose.
Nello svolgimento della ricerca, ove possibile, individua nella
storia dell’Europa del XIX secolo alcuni casi esemplari che
potrebbero servire come modello per una comparazione fra le missioni
umanitarie odierne e quelle che, per esempio, Gran Bretagna e Francia
intrapresero con successo nell’Ottocento a favore delle popolazioni
sottomesse all’Impero ottomano (in Grecia, 1821-1829; in
Siria e Libano, 1960-1861; a Creta, 1866-1868; in Macedonia, 1903-1908)
e con minore successo quando iniziarono le prime persecuzioni contro
gli Armeni (1890).
Bibliografia
Natalino Ronzitti (a cura di), Le forze di pace dell'Unione europea
, Rubbettino, 2005
Davide Rodogno, Le grandi Potenze e gli 'interventi umanitari'
nell'Impero Ottomano: una riconsiderazione del caso greco, 1821-1829,
in Schegge d'impero, pezzi d'Europa, Fortune e dilemmi degli stati
post-ottomani, 1804-1923, a c. di Marco Dogo, Libreria Editrice
Goriziana, 2006.
Alessandro
Polsi, Storia dell’ONU, Bari, Laterza, 2006.
Fabio
Raspadori, La politica estera dell’Unione Europea.
Istituzioni e strumenti di pace, Morlacchi ed. 2007.
Testo 2
Se nel caso della deportazione, soltanto in questi ultimi tempi,
la letteratura ha iniziato a rincorrere la ricerca storiografica,
nel caso della Resistenza
le cose si sono svolte in modo opposto. Pare del tutto evidente che la letteratura,
soprattutto in Italia, ma anche in altri paesi europei, sia stata capace di
sciogliere nodi complicati della lotta contro l’occupazione nazista:
dal tema della violenza alla controversa definizione di guerra civile, dal
rapporto con le forze alleate alle diverse anime della Resistenza stessa. Con
una spregiudicatezza assolutamente eccezionale si può dire che la letteratura
sulla Resistenza abbia dato in Italia il meglio di se stesso entro la metà degli
anni Sessanta, con l’opera di Beppe Fenoglio, Luigi Meneghello e Italo
Calvino – solo a citare autori che affrontarono il tema della lotta partigiana
con raro talento – cioè in una stagione in cui la ricerca storiografica
era ancora molto condizionata dalle barriere politico-ideologiche.
Esamina l’opera di uno di questi tre autori - o di altri, che a tuo giudizio
abbiano saputo spiegare la guerra partigiana in termini non inattuali e con
strumenti stilistici che abbiano saputo reggere sia il confronto con la più moderna
ricerca storiografica, sia con la coeva produzione letteraria italiana. Tenendo
presente i canoni classici di ogni narrazione bellica, che sempre ha affascinato
poeti e prosatori già dall’età classica, cerca di individuare
quali possano essere le specificità di una letteratura avente come oggetto “la
guerra per bande”.
Bibliografia
D. Maestri, Resistenza e impegno letterario, Paravia , 1975
La letteratura partigiana in Italia, 1943-1945, antologia a cura
di Giovanni Falaschi, Editori riuniti, 1984.
Gabriele
Pedullà (a
cura di), Racconti della Resistenza, Einaudi, 2005
A.
Cavaglion, La Resistenza spiegata a mia figlia, L’ancora
del Mediterraneo, 2008 (nuova ed. ampliata).
Testo 3
I Paesi Baltici,
la Lituania, la Lettonia e l’Estonia, così come
Russia, furono teatro di alcune tra le più efferate manifestazioni
della Shoah, l’assassinio in massa degli ebrei europei per
mano dei nazisti. Tra il 1941 e il 1944 secolari comunità,
insediate da centinaia di anni in quelle terre, furono letteralmente
disintegrate dalla violenza dell’occupante tedesco che si
adoperò negli eccidi attraverso l’azione delle unità mobili
conosciute come Einsatzgruppen. Nel portare a termine i massacri
molto importante fu il concorso attivo dei collaborazionisti locali
che, in vari modi, parteciparono volontariamente alle persecuzioni,
alla deportazione e all’assassinio della popolazione civile
di origine ebraica. Peraltro, una parte di essi, ed in particolare
la componente più accesamente nazionalista, identificava
gli ebrei con il comunismo bolscevico, attribuendo equivocamente
ai primi la responsabilità della precedente occupazione
sovietica dei territori delle Repubbliche.
Dopo avere ricostruito la storia delle tragiche vicende occorse
alle comunità ebraiche di quei paesi si rifletta sulla natura
della collaborazione tra gruppi locali e nazisti nella realizzazione
del piano di sterminio.
Bibliografia
Hannah
Arendt, La banalità del male, Milano Feltrinelli,
più edizioni.
Piotr Rawicz, Il sangue del cielo, Firenze, Giuntina 2006.
Richard Rodhes, Gli specialisti della morte. I gruppi scelti delle
SS e le origini dello sterminio di massa, Milano, Mondadori 2006.
Grigorij Šur,
Gli ebrei di Vilna, Firenze, Giuntina 2006
Antonella
Salomoni, L’Unione Sovietica e la Shoah. Genocidio,
resistenza, rimozione, Bologna, il Mulino, 2007.
Ernst
Klee, Willi Dreßen, Volker Rieß,. «Bei
tempi». Lo sterminio raccontato da chi l’ha eseguito
e da chi stava a guardare, Firenze, Giuntina 1990.
NB
Da aggiungere voci tratte dal Dizionario dell’Olocausto,
Torino, Einaudi
Testo 4
Il terrorismo
ha infiammato la storia recente del nostro paese. Non a caso
si è parlato d’essa come di «anni
di piombo». A distanza di quasi trent’anni da quei
fatti, e in uno scenario nazionale e internazionale profondamente
mutato, è forse maturato il tempo per formulare giudizi
sereni e sufficientemente ragionati. Al di là delle singole
vicende si consideri l’intera parabola storica del terrorismo
italiano per definire:
1. il significato e il peso nell’evoluzione politica dell’Italia
repubblicana di quella tragica stagione di sangue.
2. il ruolo delle vittime e dei loro famigliari e la rilevanza
della violenza subita nella memoria collettiva;
3. l’esperienza peculiare del Piemonte e la risposta delle
istituzioni e della società civile.
Bibliografia
Nicola
Tranfaglia, Un capitolo del «doppio stato».
La stagione delle stragi e dei terrorismi, in Storia dell’Italia
repubblicana, Volume terzo, L’Italia nella crisi mondiale.
L’ultimo ventennio, tomo 2, Istituzioni, politiche, culture.
Diego Novelli, Vite sospese: le generazioni del terrorismo, Milano,
Garzanti 1988 (ora Baldini, Castoldi Dalai, Milano 2007).
Giorgio Galli, Storia del partito armato, Milano, Rizzoli 1986
(poi edizioni Kaos, Milano 1993).
Giovanni Bianconi, A mano armata: vita violenta di Giusta Fioravanti,
terrorista neo-fascista quasi per caso, Milano, Baldini e Castoldi
1996
Giovanni Bianconi, Mi dichiaro prigioniero politico. Storia delle
Brigate Rosse, Torino, Einaudi 2003
Donatella Della Porta (a cura di), Terrorismi in Italia, Bologna,
il Mulino 1984.
Associazione italiana vittime del terrorismo, Terrorismo e memoria
storica : vent'anni di solitudine : il terrorismo e le sue vittime
: atti del convegno, Torino, Consiglio regionale del Piemonte,
1999.
Carlo Marletti (e altri), Anni di piombo. Il Piemonte e Torino
alla prova del terrorismo, Soveria Mannelli, Rubbettino 2004.
Luigi Bonanate, Terrorismo internazionale, Firenze, Giunti 2001
La traccia potrà essere realizzata attraverso lavori di
gruppo (composto da un minimo di 5 ad un massimo di 7 studenti)
articolati all’interno della classe, coordinati da un insegnante
(possono partecipare i docenti di tutte le discipline) e lavori
individuali, la ricerca potrà essere condotta con la più ampia
libertà dei mezzi di indagine e di espressione (elaborati
scritti, disegni, fotografie, mostre documentarie, materiale audiovisivo
o con lavori che si avvalgono di più mezzi espressivi).
Gli elaborati
prodotti non dovranno superare di massima 50 cartelle di testo
(2000 caratteri spazi inclusi) sia cartacee che su supporto
informatico o multimediale; la durata dei video (vhs, dvd, etc.)
non dovrà superare 60 minuti circa. Gli elaborati inoltre
dovranno essere completi di una breve nota metodologica e bibliografica.
Gli insegnanti
che hanno intenzione di partecipare con gruppi di studenti e
gli allievi che intendono partecipare con lavori
individuali, come lo scorso anno, potranno avvalersi dei moduli
di formazione appositamente organizzati dagli Istituti storici
della Resistenza del Piemonte. I moduli inizieranno nel mese di
ottobre 2008 (dalla metà del mese di settembre saranno disponibili
i calendari di lavoro nelle sedi degli Istituti provinciali, dove è possibile
rivolgersi anche per consultazione bibliografica e documentaria).
La partecipazione
al progetto dovrà essere segnalata al
Consiglio regionale del Piemonte: Comitato affermazione valori
della Resistenza e all’Assessorato all’Istruzione della
Provincia di appartenenza, entro il 30 novembre 2008, indicando
chiaramente il tema di ricerca prescelto.
Gli elaborati
dovranno essere inviati, previo accordo, all’Assessorato
all’Istruzione della Provincia di appartenenza della Scuola
(per quanto riguarda le scuole della Provincia di Torino al CE.SE.DI.,
Via Gaudenzio Ferrari, 1 - Torino) entro il 30 gennaio 2009
Le Commissioni
provinciali preposte all’esame dei lavori
selezioneranno gli elaborati più significativi. Gli autori
di detti elaborati, accompagnati dall’insegnante che ha coordinato
il lavoro, parteciperanno a spese del Consiglio regionale e delle
Province piemontesi, ad un viaggio di studio con meta la visita
di alcuni luoghi significativi in Italia e in Europa.
Si invitano
le istituzioni scolastiche interessate a prevedere l’inserimento dell’iniziativa proposta in un cammino
di crescita culturale e sociale dello studente che, attraverso
l’analisi dei temi di ricerca, la cura degli elaborati e
il conseguente viaggio di studio, preveda una condivisione dell’esperienza
all’interno della scuola stessa. Importante diventa la riflessione,
il più possibile aperta ad altri soggetti, sull’esperienza
maturata di cui il viaggio rappresenta un momento significativo.
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