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Direzione
Istruzione,
Formazione Professionale e Lavoro

Ministero
della Pubblica Istruzione
Ufficio Scolastico Regionale
per il Piemonte
Direzione Generale
Per
informazioni rivolgersi a:
-
Consiglio regionale del Piemonte, Palazzo Lascaris, Via Alfieri,
15 - 10121 TORINO
Tel. O11/5757.289 – 079 - 352
-
Assessorato all’Istruzione
della Provincia di Alessandria
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Il Comitato
della Regione Piemonte per l’affermazione dei
valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana
propone, per l’anno scolastico 2007/2008, alcuni temi di
ricerca per gli studenti delle Scuole superiori, inerenti la storia
contemporanea.
Accogliendo
queste proposte, il Consiglio regionale, le Province piemontesi,
la Direzione generale regionale per il Piemonte del
Ministero all’Istruzione, hanno indetto l’annuale concorso
riservato agli studenti delle Scuole superiori della Regione sui
seguenti temi:
Testo
n. 1
Il film è istruttivo, descrive la guerra, ne mostra i lati
orribili, ma al tempo stesso, se a lavorarci è un grande
artista, mette in evidenza i nodi storiografici più impegnativi,
innanzitutto pone alla nostra coscienza il dilemma pace-guerra.
I grandi registi del Novecento si sono cimentati con il secondo
conflitto mondiale, affrontandone le sue diverse parti, singoli
episodi di storia locale oppure grandi avvenimenti epocali. Talora,
non sempre, il cinema ha tratto spunto dalla letteratura o anche
dalla saggistica e dalla critica storica. Anche il cinema italiano
ha contribuito a spiegare questioni intricate come la disfatta
dell’8 settembre, la lotta partigiana, l’internamento
militare, la deportazione politica e razziale.
Tenendo presenti le specificità tecniche del mezzo cinematografico
(documentario, fiction, serie televisive, cinema d’autore)
e confrontando queste specificità con il tema della rappresentazione
della guerra in termini artistici generali prova a tracciare una
breve sintesi che affronti uno dei problemi che la Seconda guerra
mondiale ha lasciato in eredità a noi posteri: il tema della
violenza, della guerra contro i civili, dell’occupazione
militare, della lotta nella clandestinità, della prigionia,
della tortura.
Bibliografia
Aa.Vv.
Cinema, storia, resistenza. 1944-1985, Milano, F. Angeli, 1987;
P.Gobetti (a cura di), Il sole sorge ancora. 50 anni di Resistenza
nel cinema italiano, vol. I (I film della rassegna), Torino, Archivio
nazionale cinematografico della Resistenza/Centro sperimentale
di cinematografia, Cineteca nazionale/Regione Piemonte, 1994;
P. Olivetti (a cura di), Cinema e Resistenza in Italia e in Europa,
Torino, Regione Piemonte/ Archivio nazionale cinematografico della
Resistenza, 1997;
G.Crainz, A.Farassino, E.Forcella, N.Gallerano, La Resistenza
italiana nei programmi della RAI, Roma, RAI-ERI, 1997;
G. Crainz, I programmi televisivi sul fascismo e la Resistenza,
in Fascismo e antifascismo. Rimozioni, revisioni e negazioni, a
cura di Enzo Collotti, Bari-Roma, Laterza, 2000.
Cinema e Resistenza, a cura di Sara Cortellazzo e Massimo Quaglia.
- Torino : Celid, 2006.
R. Greenspun, Cinema e televisione, in W. Laqueur, Dizionario
della Shoah. Ed. italiana in brossura, Torino Einaudi, 2007, pp.
154 e ss.
Testo 2
Nella Costituzione italiana, di cui stiamo celebrando il 60^
Anniversario, gli articoli 2.-10-16-22-26 esprimono per il cittadino
italiano, ma anche per lo straniero, l’assoluta illegittimità di
ogni forma di esilio per motivi politici.
Ripercorrendo idealmente gli ultimi 160 anni di storia italiana
(dalla promulgazione dello Statuto Albertino del 1848), lo studente
può:
1. evidenziare i percorsi culturali, sociali e politici che hanno
fatto del Piemonte (e di Torino in particolare), nel periodo dal
1849 al 1860, il luogo di accoglienza di molti rifugiati politici
italiani protagonisti della nostra storia nazionale;
2. considerare il ruolo di personaggi storici (quali Gramsci, Gobetti,
Rosselli per indicarne alcuni) che hanno dovuto prendere la via
dell’esilio nel ventennio fascista, nella storia e nella
cultura italiana ed europea;
3. analizzare come l’esperienza di questi personaggi, unita
a quella di tanti altri che hanno dovuto abbandonare l’Italia
per sfuggire al totalitarismo e alle sue leggi razziali, riecheggi
nella Costituzione italiana e nel percorso di unificazione europea.
Bibliografia
U.
Levra, Fare gli italiani. Memoria e celebrazione del Risorgimento,
Torino, Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 1992
P. Merlin, G. Ricuperati, G. Symcox, C. Rosso, Il Piemonte sabaudo,
Torino, Utet, 1994
S.
Colarizi (a cura di), L’Italia antifascista dal 1922
al 1940, Bari, Laterza, 1976
L. Rapone, Antifascismo, voce del Dizionario del fascismo, Torino,
Einaudi, ed. in brossura, 2006, ad vocem
F.
Santi, Il retaggio dell’esilio. Saggi sul fuoruscitismo
fascista, Rubbettino, Soneria Mannelli, 2000
C.
Pavone, Alle origini della Repubblica. Scritti sul fascismo,
antifascismo
e continuità dello Stato,
Torino, Bollati Boringhieri, 1995.
Serge
Cordellier – Dizionario di Storia e Geopolitica del
XX Secolo – Mondatori, 2001
Nicolas
Pethes, Jens Ruchatz, a cura di Andrea Borsari – Dizionario
della memoria e del ricordo – Bruno Mondatori, 2005
Testo 3
Ogni 11 del
mese, da dodici anni, le donne di Srebrenica manifestano chiedendo
verità. E' una mesta e silenziosa processione,
una catena di mani che stringono cuscini ricamati con il nome e
la data di nascita dei propri cari scomparsi. La manifestazione è per
non dimenticare le vittime del massacro di Sebrenica avvenuto tra
l'11 e il 21 luglio 1995 (le cifre ufficiali si aggirano sugli
8000 morti).La Corte internazionale dell'Aja non ha riconosciuto
la Serbia colpevole del genocidio ma soltanto di non aver fatto
il necessario per prevenirlo.
Gli accordi di Dayton del dicembre 1995 hanno messo fine alla guerra
che ha sconvolto l'ex Repubblica federale di Jugoslavia. La Bosnia
Erzegovina è stata divisa in due entità ( la Federazione
croato musulmana e la Repubblica Serba di Bosnia.). Le distruzioni
materiali sono state enormi. Tra i tanti bisogni primari di una
popolazione stremata dalle conseguenze del conflitto vi è il
bisogno di giustizia.
Provate a riflettere sul groviglio di elementi che ha legittimato
il conflitto. Sono state così importanti le differenze culturali
etniche religiose ai fini dell'utilizzo di pratiche quali gli stupri,
le gravidanze forzate, i campi di sterminio? Come, dove, si aggirano
i traumi subiti dalla popolazione civile? In assenza di risposte
sarà difficile immaginare per quell'area geo-politica un
futuro pienamente democratico.
Bibliografia
Stefania
Ballantini, La guerra in Bosnia Erzegovina negli anni Novanta.
Pressioni psicologiche, violenze sui civili e i problemi
della pacificazione, 2004, tesi di laurea università di
Bologna, è consultabile sul sito www.macondo3.org/appro/tesi/tesi.htm;
Stefano Bianchini, La questione jugoslava, Firenze, Giunti,1999;
Eric Gobetti, L'occupazione allegra: gli italiani in Jugoslavia
1941-1943, Roma, Carocci, 2007;
Luca Leone, Srebrenica. I giorni della vergogna, Roma, Infinito,
2005;
Joze Pirjevec, Le guerre jugoslave. 1991-1999, Torino, Einaudi,
2006;
Melita Richter e Maria Bacchi (a cura di), Le guerre cominciano
a primavera. Soggetti e genere nel conflitto jugoslavo; Rubbettino,
2003;
Tatiana Sekulic, Violenza etnica, Roma, Carocci, 2002.
La
ricerca potrà essere realizzata attraverso lavori di
gruppo (composto da un minimo di 5 ad un massimo di 7 studenti)
articolati all’interno della classe, coordinati da un insegnante,
e lavori individuali, e potrà essere condotta con la più ampia
libertà dei mezzi di indagine e di espressione (elaborati
scritti, disegni, fotografie, mostre documentarie, materiale audiovisivo
o con lavori che si avvalgono di più mezzi espressivi).
Gli elaborati
prodotti non dovranno superare di massima 50 cartelle di testo
(2000 caratteri spazi inclusi) sia cartacee che su supporto
informatico o multimediale; la durata dei video (vhs, dvd, etc.)
non dovrà superare 60 minuti circa. Gli elaborati inoltre
dovranno essere completi di una breve nota metodologica e bibliografica.
Gli
insegnanti che hanno intenzione di partecipare con gruppi di
studenti e
gli studenti che intendono partecipare con lavori
individuali, sono pregati di darne segnalazione al Consiglio regionale
del Piemonte: Comitato affermazione valori della Resistenza e all’Assessorato
all’Istruzione della Provincia di appartenenza, entro il
30 novembre 2007, indicando chiaramente il tema prescelto.
Gli
elaborati dovranno essere inviati, previo accordo, all’Assessorato
all’Istruzione della Provincia di appartenenza della Scuola
(per quanto riguarda le scuole della Provincia di Torino al CE.SE.DI.,
Via Gaudenzio Ferrari, 1 - Torino) entro il 31 gennaio 2008.
Le Commissioni
provinciali preposte all’esame dei lavori
selezioneranno gli elaborati migliori. Gli autori di detti elaborati,
accompagnati dall’insegnante che ha coordinato il lavoro,
parteciperanno a spese del Consiglio regionale e delle Province
piemontesi, ad un viaggio di studio con meta la visita di alcuni
luoghi significativi in Italia e in Europa.
Si invitano
le istituzioni scolastiche interessate a prevedere l’inserimento dell’iniziativa proposta in un cammino
di crescita culturale e sociale dello studente che, attraverso
l’analisi dei temi proposti, la cura degli elaborati e il
conseguente viaggio di studio, preveda una veicolazione dell’esperienza
all’interno della scuola stessa. Importante diventa la riflessione,
il più possibile aperta ad altri soggetti, sull’esperienza
maturata di cui il viaggio premio rimane una tappa anche se significativa.
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