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CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE
COMITATO DELLA REGIONE PIEMONTE PER
L’AFFERMAZIONE DEI VALORI DELLA RESISTENZA
E DEI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA
PROVINCIA DI ALESSANDRIA
MINISTERO DELL’ISTRUZIONE,
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE DEL PIEMONTE
Per
informazioni rivolgersi a:
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Consiglio regionale del Piemonte, Palazzo Lascaris, Via Alfieri,
15 - 10121 TORINO
Tel. O11/5757.289 – 079 - 352
-
Assessorato all’Istruzione
della Provincia di Alessandria
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Il Comitato
della Regione Piemonte per l’affermazione dei
valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana
propone, per l’anno scolastico 2006/2007, alcuni temi di
ricerca per gli studenti delle Scuole superiori, inerenti la storia
contemporanea.
Accogliendo
queste proposte, il Consiglio regionale, le Province piemontesi,
la Direzione generale regionale per il Piemonte del
Ministero all’Istruzione, hanno indetto l’annuale concorso
riservato agli studenti delle Scuole superiori della Regione sui
seguenti temi:
Testo
1
In una lettera
a Umberto Saba del 1949 Primo Levi scriveva tutta la sua ammirazione
per il poeta triestino, di cui aveva appena
letto le Scorciatoie e raccontini, ritrovandovi, scrive, “molto
del mio mondo, non del Lager, voglio dire; meglio, non solo del
Lager”. E sul finire della lettera aggiungeva: “Ma
tutto questo mi ha toccato meno di quel Suo coraggio, di quella
Sua avidità vigile… di nulla lasciare inesplorato,
di tutto sollevare dal buio del sottosuolo alla luce della consapevolezza”.
Sollevare la memoria del Lager dal “buio del sottosuolo” sembra
essere il compito che si prefiggono non solo Saba e Levi, ma tutti
coloro che, in Italia e in tutta Europa, hanno provato a scrivere
poesie sul tema della deportazione. Da Paul Celan a Vittorio Sereni,
da Charlotte Delbo a Salvatore Quasimodo, molti autori europei
nel secondo dopoguerra non si sono arresi all’idea di non
poter più scrivere poesie. Sempre Levi dirà in una
famosa intervista che “dopo Auschwitz non si può fare
poesia se non su Auschwitz”.
Scegli i componimenti di uno di questi autori, a tua scelta, e
svolgi un’analisi critica di questi lavori inserendola in
una più ampia riflessione sul rapporto che, secondo te,
può sussistere fra il Lager e la sua rappresentazione artistica.
Bibliografia
U. Saba, Scorciatoie e raccontini, il Melangolo, Genova, 1987
Primo Levi, Ad ora incerta, in Opere, vol. II, a c. di Marco Belpoliti,
Torino, Einaudi, 1997
Paul Celan, Poesie, a c. di G. Bevilacqua, Milano, Mondadori,
1998
Vittorio Sereni,
Poesie, edizione critica a cura di Dante Isella, Milano, Mondadori,
1995. si può tenere conto anche dell’edizione
commentata nei “Tascabili Einaudi” uscita sempre a
cura di Isella, con la collaborazione di Clelia Martignoni, nel
2002.
«Al di qua del bene e del male».
La visione del mondo di Primo Levi, a c. di E. Mattioda,, F.
Angeli, Milano, 2000.
Pier Vincenzo
Mengaldo, Aspetti della letteratura della deportazione, in “L’indice dei libri del mese”,
aprile 2005.
Testo
2
La storia del
XX secolo in Europa è indissociabile dalla
storia del totalitarismo. La II guerra mondiale inizierà mentre
i due stati totalitari, Russia sovietica e Germania sono alleati,
ma proseguirà con una lotta senza pietà fra i due.
La seconda metà del secolo si svolge all’ombra della
guerra fredda che oppone l’occidente al campo comunista.
Tutti gli ultimi cent’anni sono stati dominati dalla lotta
fra totalitarismi o del totalitarismo con la democrazia. Adesso
che questi conflitti sono terminati, possiamo esaminare meglio
lo scenario. Come ha scritto Tzvetan Todorov, il totalitarismo
ci costringe a considerare il XX° secolo “una lunga parentesi” invitando
il XXI° a riprendere le cose là dove le aveva lasciate
il XIX°.
Traendo spunto da una delle definizioni di totalitarismo date dalla
filosofia politica, da Hannah Arendt allo stesso Todorov, svolgi
alcune riflessioni sul concetto di “società totalitaria” nei
suoi diversi aspetti, economici, sociali e culturali
Bibliografia
A. Arendt, Le origini del totalitarismo, Milano, Garzanti, 1999
T. Todorov, Memoria del male tentazione del bene, Milano, Garzanti,
2000
Enzo Traverso, Il totalitarismo : storia di un dibattito, Milano,
B. Mondadori, 2002
Margarete Buber- Neumann, Prigioniera di Stalin e Hitler, Bologna,
Il mulino, 2005
David Rousset,
L’universo concentrazionario, Milano, Baldini & Castaldi,
2001
Erich Hobsbawn, “Il secolo breve”,
Rizzoli
Testo 3
Canti di guerra, canti contro la guerra.
Per tutto il corso del Novecento, il canto sociale ha cadenzato
lo svolgersi della politica, ne ha sottolineato gli eventi principali,
ne ha accompagnato l’evoluzione. In particolare, le guerre
(così numerose nel secolo scorso, così tragicamente
abbarbicate al nostro presente) hanno visto il fiorire di canti
e inni di propaganda (Tripoli bel suol d’amore, La leggenda
del Piave, Faccetta nera, Vincere!..) celebranti le imprese belliche,
ma anche il contemporaneo nascere di canti popolari di protesta,
demistificanti la retorica bellicista e denuncianti gli orrori
della guerra (Addio padre, La tradotta che parte da Novara, O
Gorizia, La Badoglieide…).
Si cerchi di documentare questo costante intersecarsi di motivi
a favore o contro la guerra, in Italia e nel mondo, anche in tempi
più vicini a noi, sia a livello popolare, sia nella produzione
di musicisti o cantautori contemporanei.
Bibliografia
Cesare Bermani, “Guerra guerra ai palazzi e alle chiese”.
Saggi sul canto sociale, Roma, Odradek, 2003;
Piero Brunello, Storia e canzoni in Italia: il Novecento, Comune
di Venezia, 2000;
Canti sociali italiani, a cura di Roberto Leydi, Milano, Avanti,
1963;
Stefano Pivato,
La storia leggera. L’uso pubblico della
storia nella canzone italiana, Bologna, Il Mulino, 2002;
Stefano Pivato,
Bella ciao. Canto e politica nella storia d’Italia,
Roma-Bari, Laterza, 2005;
Canzoni italiane di protesta 1794, 1974, a cura di Giuseppe Vettori,
Roma, New Compton, 1974;
Canzoni e Resistenza,
a cura di Alberto Lovatto,Torino-Borgosesia, Consiglio regionale
del Piemonte, Istituto per la storia della
Resistenza e della società contemporanea nelle province
di Biella e Vercelli, 2001;
La
ricerca potrà essere realizzata attraverso lavori di
gruppo (composto da un minimo di 5 ad un massimo di 7 studenti)
articolati all’interno della classe, coordinati da un insegnante,
e lavori individuali, e potrà essere condotta con la più ampia
libertà dei mezzi di indagine e di espressione (elaborati
scritti, disegni, fotografie, mostre documentarie, materiale audiovisivo
o con lavori che si avvalgono di più mezzi espressivi).
Gli elaborati
prodotti non dovranno superare di massima 50 cartelle di testo
(2000 caratteri spazi inclusi) sia cartacee che su supporto
informatico o multimediale; la durata dei video (vhs, dvd, etc.)
non dovrà superare 60 minuti circa. Gli elaborati inoltre
dovranno essere completi di una breve nota metodologica e bibliografica.
Gli insegnanti
che hanno intenzione di partecipare con gruppi di studenti e
gli studenti che intendono partecipare con lavori
individuali, sono pregati di darne segnalazione al Consiglio regionale
del Piemonte: Comitato affermazione valori della Resistenza e all’Assessorato
all’Istruzione della Provincia di appartenenza, entro il
20 novembre 2006, indicando chiaramente il tema prescelto.
Gli elaborati
dovranno essere inviati, previo accordo, all’Assessorato
all’Istruzione della Provincia di appartenenza della Scuola
(per quanto riguarda le scuole della Provincia di Torino al CE.SE.DI.,
Via Gaudenzio Ferrari, 1 - Torino) entro il 26 gennaio 2007.
Le Commissioni
provinciali preposte all’esame dei lavori
selezioneranno gli elaborati migliori. Gli autori di detti elaborati,
accompagnati dall’insegnante che ha coordinato il lavoro,
parteciperanno a spese del Consiglio regionale e delle Province
piemontesi, ad un viaggio di studio con meta la visita di alcuni
luoghi significativi in Italia e in Europa.
Si
invitano le istituzioni scolastiche interessate a prevedere l’inserimento
dell’iniziativa proposta in un cammino di crescita culturale e sociale
dello studente che, attraverso l’analisi dei temi proposti, la cura degli
elaborati e il conseguente viaggio di studio, preveda una veicolazione dell’esperienza
all’interno della scuola stessa. Importante diventa la riflessione, il
più possibile aperta ad altri soggetti, sull’esperienza maturata
di cui il viaggio premio rimane una tappa anche se significativa.
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