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Concorso su un tema di storia contemporanea  
 

CONSIGLIO REGIONALE DEL PIEMONTE

COMITATO DELLA REGIONE PIEMONTE PER
L'AFFERMAZIONE DEI VALORI DELLA RESISTENZA
E DEI PRINCIPI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA

PROVINCE PIEMONTESI

MINISTERO DELL'ISTRUZIONE,
DELL'UNIVERSITA' E DELLA RICERCA
DIREZIONE GENERALE REGIONALE PER IL PIEMONTE

Per informazioni rivolgersi a:
- Consiglio regionale del Piemonte - Palazzo Lascaris, Via Alfieri, 15 - 10121 TORINO Tel. O11/5757.289 - 079 - 352
- Assessorati provinciali all'Istruzione

 

Il Comitato della Regione Piemonte per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione repubblicana propone, per l’anno scolastico 2005/2006, alcuni temi di ricerca per gli studenti delle Scuole superiori, inerenti la storia contemporanea.

Accogliendo queste proposte, il Consiglio regionale, le Province piemontesi, la Direzione generale regionale per il Piemonte del Ministero all’Istruzione, hanno indetto l’annuale concorso riservato agli studenti delle Scuole superiori della Regione sui seguenti temi:


Testo n. 1

L’esercizio e la conservazione della memoria nelle società democratiche rappresentano garanzie di rispetto istituzionale ed esprimono volontà di partecipazione democratica per delineare il futuro nel rispetto dei diritti umani. Funzione dell’educazione storica, non solo per il Novecento, è anche quella di decifrare, mettendo in evidenza contraddizioni e matrici, i processi che hanno generato la tragedia.
Nel nostro paese c’è una memoria difficile da trasmettere, tant’è che si inizia solo ora a farlo: si sa ancora poco, ad esempio, non solo delle vicende, ma anche dell’esistenza stessa dei campi di concentramento italiani durante la seconda guerra mondiale.
Lo storico Carlo Spartaco Capogreco sottolinea come l’oblio del sistema concentrazionario italiano del fascismo monarchico (1940-1943) abbia contribuito alla sedimentazione nella coscienza collettiva dello stereotipo Italiani brava gente largamente autoassolutorio e rassicurante. Un’autoassoluzione che non è solo oltraggiosa noncuranza per le vittime ma anche segno di “una cecità pericolosa” come ha scritto Zygmunt Bauman.
Dopo un lavoro di documentazione sull’internamento civile nell’Italia fascista costruite un elaborato - avvalendovi delle fonti (interviste, documenti d’archivio, fotografie, ecc.) e delle forme espressive che riterrete più opportune - che possa contribuire efficacemente a far conoscere nelle scuole questa tematica.


Testo n. 2

Il percorso delle donne in Italia nei diritti civili e nella rappresentanza politica, dalla conquista del voto ad oggi. Partendo dalla condizione di “cittadinanza limitata” riservata alle donne dal regime fascista, delineate le tappe di tale percorso, individuando aspirazioni, lotte, acquisizioni, ostacoli.


Test n. 3

Nell'immane tragedia della deportazione finirono travolti milioni di donne e di uomini eliminati o lasciati morire per i più svariati motivi: dall'odio razziale alla persecuzione politica, dalla repressione militare all'intolleranza per il diverso. Le vittime dei lager appartenevano al popolo ebraico, al popolo rom, a tutte le nazioni d'Europa: russi, polacchi, italiani, francesi, olandesi ecc. Ma le prime vittime dei campi furono tedeschi: Dachau venne aperto lo stesso anno dell'ascesa al potere di Hitler (1933) e accolse migliaia di suoi oppositori che vi sarebbero dovuti essere "rieducati". Negli anni successivi bambini tedeschi deformi, vecchi dementi e pazzi furono eliminati secondo un programma che fu ipocritamente definito di "eutanasia". Nella sterilizzazione dei malati di mente, nell'eliminazione delle "vite indegne di essere vissute" sta la radice e la preparazione di quelli che saranno poi la soluzione finale e i perversi esperimenti dei medici del Terzo Reich.
Ti sei mai interrogato sul nesso che lega queste tappe di un processo sempre più sconvolgente e non ti sei mai chiesto le ragioni per cui l'opinione pubblica internazionale, le classi dirigenti dei paesi democratici, gli uomini di cultura e di morale non abbiamo colto per tempo i segni di una progressione verso l'orrore che si sarebbe arrestata solo, sanguinosamente, con la distruzione della macchina economico-militare della Germania e dei suoi alleati?


La ricerca potrà essere realizzata, laddòve gli organi collegiali della scuola - ciascuno per quanto di propria competenza - ritengano aderirvi, senza modificare la normale attività didattica, attraverso lavori di gruppo (composto da un minimo di 5 ad un massimo di 7 studenti) articolati all’interno della classe, coordinati da un insegnante, e lavori individuali, e potrà essere condotta con la più ampia libertà dei mezzi di indagine e di espressione (elaborati scritti, disegni, fotografie, mostre documentarie, materiale audiovisivo o con lavori che si avvalgono di più mezzi espressivi).

Gli elaborati prodotti non dovranno superare di massima 50 cartelle di testo (2000 caratteri spazi inclusi) sia cartacee che su supporto informatico o multimediale; la durata dei video (vhs, dvd, etc.) non dovrà superare 60 minuti circa. Gli elaborati inoltre dovranno essere completi di una breve nota metodologica e bibliografica.

Gli insegnanti che hanno intenzione di partecipare con gruppi di studenti, sono pregati di darne segnalazione al Consiglio regionale del Piemonte: Comitato affermazione valori della Resistenza e all’Assessorato all’Istruzione della Provincia di appartenenza, entro il 12 novembre 2005, indicando chiaramente il tema prescelto.

Gli elaborati dovranno essere inviati, previo accordo, all’Assessorato all’Istruzione della Provincia di appartenenza della Scuola (per quanto riguarda le scuole della Provincia di Torino al CE.SE.DI., Via Gaudenzio Ferrari, 1 - Torino) entro il 21 gennaio 2006.

Le Commissioni provinciali preposte all’esame dei lavori selezioneranno gli elaborati migliori. Gli autori di detti elaborati, accompagnati dall’insegnante che ha coordinato il lavoro, parteciperanno a spese del Consiglio regionale e delle Province piemontesi, ad un viaggio di studio con meta la visita di alcuni luoghi significativi in Italia e in Europa.

Per agevolare il lavoro dei coordinatori, i temi di ricerca saranno corredati da suggerimenti bibliografici.


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