Ricerca sulla voce "Shoà"
 
di Antonella Ferraris
sezioni

Presentazione

Enciclopedie multimediali: una ricerca fra gli studenti

Lemmi enciclopedici analizzati:

1. Costituzione della Repubblica italiana

2. Decolonizzazione

3. Femminismo

4. Geopolitica

5. Industrializzazione

6. Questione tedesca

7. Resistenza

8. Rivoluzione culturale cinese

9. Shoà

10. Storia dell'Italia repubblicana

"Enciclopedie, media e immagine della storia" di Giuseppe Rinaldi

"Enciclopedie, CD-Rom, etc..." di Massimo Cellerino


 

 

Questo scritto si divide in due sezioni: la prima riferisce il lavoro di ricerca da me svolto su tre diverse enciclopedie multimediali tra le più diffuse:"Enciclopedia Rizzoli Larousse 2001", "Omnia Maxi" 2000, "Encarta" 1998 e 2001; la seconda descrive la stessa ricerca compiuta da un mio studente sull' Enciclopedia Larousse che già possedeva. Lo studente, Alessandro Tamburrino, è piuttosto brillante e conosce l’argomento proposto poiché la sua classe (IV B Lingusistico dell’Istituto Superiore "Saluzzo" di Alessandria, a. sc. 2000/01) ha partecipato alle lezioni organizzate dalla scuola per il Giorno della Memoria, ha ascoltato testimoni della deportazione, ha visto film e documentari come Gli Ultimi Giorni, ha ricevuto lezioni frontali e materiale bibliografico e ne ha discusso con i compagni. Alessandro rappresenta bene lo studente "medio", che usa l'Enciclopedia come supporto e approfondimento del lavoro scolastico.

Percorso dell'insegnante

Delle tre enciclopedie da me consultate solo Encarta 2001 menziona la voce Shoà (nella traslitterazione Shoah). Encarta, sia nella versione 1998 sia nell’aggiornamento 2001, alla voce Shoà non espone lo sterminio degli ebrei, ma descrive "un antico regno e attualmente regione dell’Etiopia"; nella versione più recente sono presenti sia la consueta dicitura "Olocausto" sia la variante Shoah. Tra le due versioni è mutato il metodo di ricerca: nel 1998 l’Enciclopedia funzionava come un dizionario enciclopedico dotato di indice delle voci; all’interno di ognuna si potevano selezionare numerosi link opportunamente evidenziati. Questo, in effetti, è il sistema più diffuso e si trova anche nelle altre enciclopedie consultate. Nella versione aggiornata, invece, l’utente digita una parola chiave (come appunto Shoà o Shoah) e viene fornito l’elenco di tutte le voci in cui è stata trovata la parola chiave. L’elenco dei collegamenti è molto più lungo (15 nel ’98, 55 nel 2001) e la voce Shoah è molto più lunga e descrittiva rispetto alla precedente, ma aggiunga solo particolari non essenziali. Il contenuto della voce ricalca quello di un buon manuale scolastico: vengono citati l’antisemitismo, il nazionalsocialismo, Hitler, la seconda guerra mondiale e i campi di concentramento. Anche i collegamenti soffrono della stessa eccessiva sintesi della voce originale e soprattutto di una ambiguità o di una mancanza di nessi logici connettivi. Due esempi: nella voce di riferimento Antisemitismo si dà una visione d’insieme del fenomeno partendo, correttamente, dall’affaire Dreyfus: peccato che nello stesso paragrafo si citino anche le crociate senza spiegare la differenza tra antigiudaismo medievale e antisemitismo moderno. Un link più generale come Sinagoga, trovato all’interno della voce Notte dei cristalli, risulta ambiguo: descrive le sinagoghe come edifici dell’antichità, citando fonti come Filone e Giuseppe Flavio, senza spiegare quale connessione esiste tra quelle antiche e quelle bruciate durante la notte dei cristalli. La voce termina collegando la nascita dello stato d’Israele alla Shoà. Interessante la presenza di una sezione bibliografica, che Encarta è la sola a fornire: alla voce Shoà, nell'elenco di studi classici (Poliakov e Mosse tra gli altri) non compaiono né Hillberg, né Mayer, per citare due interpretazioni paradigmatiche, né un testo recente come Goldhagen; in compenso c’è il "vecchio"' Reitlinger, (La soluzione finale), 1965, ornai introvabile se non in biblioteca e comunque troppo datato. Nella bibliografia dedicata a Hitler trova posto anche il libro di Antonio Spinosa, che è un buon divulgatore di /da biografie altrui. Ancora più sintetica la voce di richiamo Soluzione finale, che presenta la Conferenza di Wannsee e gli eventi che ne seguirono, ancora senza citare i campi della morte.

Anche Omnia non distingue tra antigiudaismo (religioso) e antisemitismo (razziale) e non contempla la parola Shoà come definizione autonoma. Ho dovuto ripiegare su nazionalsocialismo, antisemitismo, campi di concentramento. La voce "nazionalsocialismo" di Omnia menziona la politica razziale fra le componenti dell’ideologia nazista, citando in primo luogo il "mito del sangue"' come forma di identificazione che esclude dalla nazione tedesca i non razzialmente puri. Compito del nazionalsocialismo era quindi liberare l’anima tedesca da tutti questi influssi estranei Ciò si traduce, nel paragrafo dedicato alla politica estera nella "decisione definitiva", durante la seconda Guerra Mondiale, di procedere all'eliminazione fisica degli Ebrei, ad opera di uomini e comandi delle SS. Alla fine della voce viene ricordato che il nazismo, pur sconfitto dagli Alleati, "è riaffiorato in movimenti di Destra e in nostalgici di Germania e di altri paesi coi suoi simboli (la svastica solare) e il suo antisemitismo.

La voce "campi di concentramento" del dizionario Larousse, l’unica direttamente collegata al fenomeno dello sterminio degli ebrei, è piuttosto circostanziata: inizia con una sintesi storica del fenomeno concentrazionario in generale e approfondisce in particolare i lager nazisti. Gli autori analizzano il lager come forma di microsocietà. L’aspetto che mi sembra più interessante è proprio la descrizione della dinamica interna dei campi di concentramento: la tipologia degli internati e la simbologia a seconda delle diverse categorie; la gestione del campo e il conflitto tra "politici" e delinquenti "comuni" per il controllo del campo, lo sviluppo della resistenza interna e infine una descrizione minuziosa della vita quotidiana. C’ è, a mio parere, solo una sostanziale ambiguità: accanto allo "sterminio attraverso il lavoro" si menziona la "soluzione finale" e le camere a gas senza distinguere quali tra i campi presentavano entrambe le forme e quali fossero esclusivamente "campi della morte" (questi ultimi non sono citati, nemmeno sulla cartina). Il sistema dei campi di concentramento è, per il Larousse, una diretta conseguenza delle concezioni politiche naziste, il nuovo ordine che doveva essere applicato in caso di vittoria del III Reich, ma non è specificata la componente razziale che proprio di queste concezioni era alla base. Anche qui è evidenziato il ruolo delle SS nella gestione e nell’organizzazione dei lager.

Tutte e tre le Enciclopedie presentano un apporto iconografico ricco, ma non particolarmente nuovo: immagini note di detenuti al momento della liberazione o nelle loro cuccette, la celebre immagine del bambino di Varsavia con le mani alzate.

Quanto ai collegamenti internet, Larousse non offre questa possibilità; Omnia ed Encarta presentano un elenco di siti, il più interessante dei quali è il Simon Wiesenthal Center ma non c’è, per dire, quello della fondazione Spielberg (e mi riferisco sempre a nomi noti anche ai profani).

Con il materiale presentato, un docente motivato non potrebbe elaborare un’unità didattica vera e propria. Mancano le fonti e mancano le eventuali indicazioni di approfondimento. Un utente normale, che solitamente possiede una sola enciclopedia su CD-Rom, si troverebbe con conoscenze frammentarie e superficiali, non differenti da quanto, e lo ribadisco, si può trovare su un manuale scolastico, per di più con un taglio "narrativo" nell’esposizione. Per costruire un percorso occorrono tutte e tre le enciclopedie. La conclusione che posso trarre è che le enciclopedie multimediali non costituiscono un supporto scientifico e neppure uno strumento di approfondimento utile a chi abbia già un minimo di conoscenza di questo tema; può servire a chi ne sia totalmente digiuno e cerchi una informazione minima, ma anche qui non sono forniti mezzi adeguati per approfondire un eventuale interesse.

Percorso dello studente

Riferisco qui quanto Alessandro mi ha esposto in classe. Il suo percorso di ricerca è stato alquanto laborioso. La sua enciclopedia multimediale era l’"Enciclopedia Rizzoli Larousse 2001". Scorrendola non ha trovato la parola chiave Shoà che gli avevo dato. Basandosi sulle sue pre-conoscenze ha optato per "campo di concentramento", pensando che fosse un campo sufficientemente vasto e generale per rientrare nelle voci dell’Enciclopedia e in seguito a "nazismo". Lavorando a casa e in autonomia, non ha pensato ad "antisemitismo", che ha effettivamente ricordato in classe, e del resto la voce "nazismo" non forniva elementi per compiere una deduzione autonoma.

La voce "campo di concentramento" gli è sembrata interessante, non solo perché correlata al tema, ma anche perché forniva alcuni elementi che lui non conosceva, quale quello relativo alla gerarchia dei prigionieri nei campi; tant’è vero che mi ha chiesto un riferimento bibliografico proprio su questo tema .

La nostra discussione si è poi dedicata a verificare se aveva compreso quali erano i nessi storici tra nazismo e sterminio degli ebrei; ricordando quanto aveva visto nel documentario Gli ultimi giorni ha convenuto con me che nel testo mancava il nesso tra razzismo "ideologico" e sterminio, che invece emergeva in modo chiaro dalle testimonianze citate nel film.

A suo parere la ricerca sull’Enciclopedia era stata deludente: la mia personale impressione è stata che non se ne servisse abitualmente. Mi ha detto che probabilmente avrebbe trovato una quantità maggiore di materiale , e più interessante sulla rete. Siccome il "Larousse" non fornisce indicazioni per la ricerca on-line , ha usato il suo browser Janus, che ha selezionato una serie di siti, solo italiani, usando le parole chiave Shoà, deportazione degli ebrei, olocausto e stabilendo un punteggio in base alla loro rilevanza (ritengo che ciò significhi la frequenza con cui ricorre il termine citato nel testo selezionato – Alessandro non ha saputo fornirmi un criterio di giustificazione).

Non li ha controllati tutti , il lavoro sarebbe stato sicuramente lungo. Questo è il vero problema: non tanto la ricerca di materiale, quanto il successivo lavoro di analisi e di eliminazione di quanto non pertinente o autenticamente fuorviante se non addirittura revisionista. Ma il problema dei contenuti che vengono divulgati nella rete è ancora diverso.

Conclusione

Per tornare al tema delle enciclopedie multimediali, posso dire che il giudizio del docente e quello dell’utente coincidono sostanzialmente. L’impressione, e concludo con una nota polemica, è che ormai, più che un supporto culturale più o meno valido, siano un gadget accluso al computer, con cui si gioca, ma non sempre si studia.

 

 

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