In
questo articolo verrà realizzata una "prova su strada"
di tre enciclopedie multimediali, a partire da un’ottica specifica,
quella della storiografia. Questa prova fa parte di un più
ampio lavoro di indagine, intrapreso dalla Sezione didattica dell’Istituto
per la storia della resistenza e della società contemporanea
in provincia di Alessandria, intorno all’uso delle enciclopedie
multimediali nell’insegnamento della storia. La prova verrà
condotta intorno alla voce "Rivoluzione culturale cinese"
e ad alcuni suoi rimandi prossimi. Sono state utilizzate le seguenti
enciclopedie multimediali, scelte con il criterio della loro maggiore
diffusione presso il pubblico: Encarta 2001, Omnia Maxi e Rizzoli
– Larousse.
Vale
la pena anzitutto di fornire alcune impressioni d’uso del prodotto
informatico. L’enciclopedia Omnia ha presentato una notevole lentezza
– e alcune stranezze – al momento dell’installazione: l’installazione
è stata lunga e faticosa, il programma ha occupato molto
spazio su disco, ha richiesto diversi programmi aggiuntivi (Quick
Time, Shockwawe, …), ma alla fine il risultato è stato
deludente. Non siamo riusciti a ottenere la visualizzazione delle
immagini e dei filmati; il programma non ha fornito spontaneamente
alcuna informazione circa i malfunzionamenti, le carenze o le
insufficienze di installazione. L'enciclopedia è suddivisa
su quattro CD-ROM: ciò comporta il passaggio da un CD-ROM
all'altro che però si è dimostrato assai complesso
e spesso è fallito. L'impressione è che i programmatori
si siano preoccupati di più della sicurezza (impedire all’utente
di copiare le voci) che della facilità d'uso da parte dell'utente.
Ma non finisce qui. L'interfaccia utente, che vorrebbe essere
spettacolare, è risultata alquanto inefficace: non è
possibile iconizzare il programma e lavorare contemporaneamente
con altri programmi, alcune voci di menù hanno prodotto
il messaggio "runtime error"; è risultato praticamente
impossibile selezionare più di poche righe di testo a causa
di un meccanismo di "scrolling" troppo veloce e impreciso;
il passaggio da un menù all'altro è estremamente
faticoso e poco intuitivo, con molti ritorni inutili al punto
di partenza. L’integrazione con il Web è limitata all’aggiornamento
dell'enciclopedia. In sostanza si tratta di un’interfaccia vecchia
e improponibile.
Il
caricamento dell’enciclopedia Rizzoli è stato molto veloce
e semplice; anche questa enciclopedia è divisa in diversi
CD-ROM che presentano qualche difficoltà di convivenza:
non è risultata immediatamente chiara la suddivisione tra
le varie parti e la funzione complessiva dei vari dischi; l’enciclopedia
può tuttavia essere comodamente iconizzata, per cui è
possibile lavorare contemporaneamente con altri programmi. La
consultazione dell'enciclopedia è sembrata abbastanza funzionale;
tuttavia abbiamo notato, anche in questo caso, difficoltà
nella selezione del testo e nel suo passaggio a programmi esterni
(taglia e incolla). Va subito detto che le singole voci dell'enciclopedia
sono concepite come schede a sé stanti: i link ad altre
voci sono pochissimi (sono concepiti nel senso del "vedi
anche..." delle enciclopedie tradizionali); il carattere
multimediale è lasciato alla dotazione di immagini e altri
apparati multimediali (che peraltro sono di buona qualità).
Integrazione con il Web è limitata alla segnalazione di
alcuni indirizzi.
Il
caricamento dell'enciclopedia Encarta 2001 è stato veloce,
sicuro e ben documentato. La struttura dell'enciclopedia è
compiutamente ipertestuale (ci sono molti link tra una voce e
l'altra) e si nota un notevole sforzo per l'integrazione dell'enciclopedia
stessa con il World Wide Web (anche nell'interfaccia utente e
nella grafica). Le varie parti dell'enciclopedia risultano ben
integrate e funzionali per l'utente.
La
voce "Rivoluzione culturale cinese"
La
voce principale intorno a cui abbiamo deciso di condurre la prova
su strada è "Rivoluzione culturale cinese". Si
tratta di una voce adatta per la prova, in quanto legata a un
avvenimento della seconda metà del secolo di cui si è
discusso anche in Occidente; un evento che ha rappresentato una
svolta importante nella storia della Cina contemporanea ma che
presenta tuttora una serie di problemi storiografici e interpretativi.
Nell'enciclopedia
Encarta 2001 la voce "Rivoluzione culturale cinese"
è abbastanza lunga, l'impostazione è cronologico
narrativa, abbastanza neutrale dal punto di vista ideologico (prevalgono
in effetti le informazioni sulle valutazioni). La Rivoluzione
culturale viene presentata soprattutto come una lotta di potere
ai vertici che ha tuttavia avuto una serie di conseguenze in termini
di mobilitazione dall’alto delle masse popolari. Non si fa tuttavia
cenno alla politica internazionale e al problema dei rapporti
cino-sovietici. Non vengono neppure mai citate diverse interpretazioni
dei fatti, né si accenna mai alla difficoltà di
documentazione o di ricostruzione. Non si fa cenno alle ripercussioni
della rivoluzione culturale cinese in Occidente.
La
voce contiene diversi rimandi (links) interni alla stessa enciclopedia.
I rimandi vengono indirizzati spesso a voci di carattere biografico
(in sostanza, quando si riferisce a terre e luoghi lontani e poco
familiari al navigatore, la storiografia di Encarta finisce per
prendere la colorazione della galleria di personaggi particolarmente
noti). Viene anche fornita una bibliografia non molto aggiornata
e neppure molto esauriente, ma sufficiente per un primo approfondimento.
Omnia
presenta una voce piuttosto breve, abbastanza disomogenea al proprio
interno: nella prima parte viene fornita una buona sintesi delle
ragioni ideologiche della rivoluzione culturale (scritta con una
terminologia abbastanza precisa e piuttosto complessa); nella
seconda parte viene realizzata una breve sintesi, invero piuttosto
carente, degli avvenimenti. Manca ogni collegamento con la storia
precedente e successiva. Non ci sono link ad altre voci.
Anche
la voce di Rizzoli–Larousse è piuttosto breve, di discreta
qualità nella prima parte, ove si tenta un inquadramento
storico dell’avvenimento nel corso della storia dei movimenti
precedenti ("grande balzo in avanti",...), estremamente
sintetica, frettolosa e carente di dettagli nella seconda parte.
Non ci sono nel testo link evidenziati ad altre voci, per cui
un’eventuale ulteriore ricerca deve essere compiuta spontaneamente
dall’utente (vengono però forniti una serie di suggerimenti
in una finestra a parte). Buona, significativa e aderente al testo
in generale la documentazione fotografica.
La
voce "Cina"
Tutte
le tre enciclopedie esaminate hanno una voce "Cina",
ove vengono presentate le notizie più varie del paese.
Tutte le voci dedicate ai singoli paesi riportano una parte storica
(che spesso è anche la parte storica più ampia).
Ciò implicitamente tradisce una concezione strettamente
nazionale e geografica della storia: l’unità opportuna
per la narrazione storica è comunque considerata quella
della nazione (inutile sottolineare il fatto che si tratti di
una prospettiva convenzionale e arbitraria).
Nella
voce "Cina" della Encarta 2001 si trova una sintesi
piuttosto ampia della storia cinese; in questa occasione però
la "Rivoluzione culturale" è trattata in maniera
assai più sintetica (che non nella voce specifica); in
compenso si trova una sintesi (assai breve, ma aggiornata) della
storia della Cina fino a oggi.
Nell’Enciclopedia
Omnia, alla voce "Cina" si accompagnano diversi paragrafi
di storia cinese. Va riconosciuto il tentativo di produrre una
sintesi breve (due pagine e mezzo) densa e piuttosto informata
dell’ultimo secolo. La parte migliore è quella precedente
al 1949 (qualche carenza si trova nella specificazione dei rapporti
tra i nazionalisti di Chiang Kai–Shek e i comunisti) – la terminologia
è abbastanza precisa, come pure le analisi dei vari avvenimenti,
che non sono mai appiattiti a livello della cronaca (la scrittura
densa e precisa di alcuni articoli o parti di articoli della Omnia
crediamo vada fatta risalire a qualche opera redazionale cartacea
precedente – di buona fattura – cui la De Agostini deve essersi
abbondantemente ispirata); la parte dedicata alla Repubblica popolare
è più sommaria, cronachistica, spesso inadeguata
(sembra scritta da un’altra redazione!).
Nell’Enciclopedia Rizzoli – Larousse, alla voce "Cina",
la storia della Cina viene trattata in maniera invero piuttosto
sintetica, anche se si risente maggiormente – rispetto alla Encarta
– della tradizione culturale europea.
Assenze
di rimandi a termini specifici
Accanto
alle voci principali, siamo andati a cercare alcuni rimandi a
termini specifici che ci saremmo attesi di trovare. Le voci riguardanti
termini specifici sono di solito risultate estremamente limitative
nel contenuto e nella lunghezza (poche righe). Spesso queste voci
sono risultate assenti. Su Encarta 2001 non c'è la voce
"guardie rosse"; la voce "revisionismo" è
limitata a quella del revisionismo socialdemocratico di fine Ottocento.
Su Rizzoli – Larousse mancano le voci "guardie rosse"
e "grande balzo in avanti". Su Omnia manca la voce "rivoluzione
cinese" (la parte corrispondente viene trattata nella storia
della Cina) e "guardie rosse"; manca la voce "comune"
(si parla solo dei "comuni" medievali).
Mao
tse Tung
Su
Encarta 2001, la voce "Mao tse Tung" è abbastanza
ampia; la voce non è impostata in maniera immediatamente
biografica: si trascurano infatti i dati della vicenda privata.
Si tenta, attraverso la narrazione dei momenti più importanti
della vita di Mao, di ricostruire il suo contributo alla storia
cinese. La voce è suddivisa infatti in una serie di paragrafi,
ognuno dei quali riprende un periodo specifico della storia recente
cinese. Si tratta insomma di una voce che tenta abbastanza consapevolmente
di connettere il personaggio con la storia di cui è stato
protagonista. Non si parla, se non marginalmente, delle sue teorie
e delle sue opere (Encarta adotta sempre un linguaggio piuttosto
omogeneo, poco avvezzo a addentrarsi in ambiti settoriali, come
quello filosofico o sociologico).
La
voce "Mao tse Tung" di Omnia è impostata come
una tipica voce redazionale di dizionario, ove si raccontano le
origini, gli sviluppi e le principali vicende della vita. Viene
dato spazio al ruolo di Mao nella storia cinese. Vengono citate
molte delle sue opere, con data di composizione.
La
voce della Rizzoli – Larousse è molto ampia e riprende
passo a passo i principali eventi della vita del personaggio,
in maniera estremamente puntuale e dettagliata, mettendo in rilievo
i contributi del personaggio alla storia cinese. Viene data anche
una breve sintesi del suo pensiero filosofico e politologico (cosa
che non viene più fatta nella voce riguardante il maoismo).
Non
sempre la voce "Mao" e la voce "maoismo" si
integrano: si capisce che (forse con l'eccezione di Encarta) non
hanno avuto una progettazione coordinata.
Anche
in questo caso è abbastanza chiaro che i redattori fanno
fatica a contenere una materia così complessa e oscillano
tra il necrologio in senso stretto, la storia generale e la storia
delle idee. Probabilmente per trattare in maniera esauriente l'argomento
sarebbe occorso più spazio e una migliore articolazione
dei vari piani: cosa che non rientra e evidentemente nei piani
redazionali.
Deng
Xiaoping
Tutte
le enciclopedie riportano una voce di una trentina di righe dedicate
a Deng Xiaoping. Le tre voci – di solito molto brevi – seguono
lo standard del necrologio, anche se con alcune differenze. L’Encarta
si preoccupa di spiegare con una certa chiarezza le varie posizioni
in cui Deng venne a trovarsi, prima nei confronti della sinistra
e poi nei confronti dei democratizzatori, e chiarifica il ruolo
da lui svolto nella modernizzazione. L’Omnia riporta un numero
maggiore di notizie, ma il senso dei vari avvenimenti è
assai meno chiaro e comprensibile (si ricava l’idea di strane
e oscure lotte politiche…). La Rizzoli – Larousse presenta una
voce assai esigua e poco chiara fino alla morte di Mao. Con l’affermazione
di Deng alla guida del Partito allora viene riconosciuta la sua
filosofia pragmatica e il suo ruolo, anche se la voce si ferma
praticamente ai fatti del 1989 (piazza Tienanmen): in sostanza
una voce non bene impostata e discontinua.
Maoismo
Nell’enciclopedia
Encarta 2001 la voce "maoismo" comprende una trentina di righe,
risulta piuttosto generica e sommaria, redatta in un linguaggio
estremamente semplice. La voce inquadra l’elaborazione teorica
di Mao nel contesto degli avvenimenti e precisa il ruolo svolto
dal maoismo nella storia recente della Cina, compresa la diffusione
dello stesso presso giovani occidentali negli anni Sessanta. Tuttavia
non si precisa in cosa consista il maoismo, ci si limita a precisare
due caratteristiche distintive del maoismo rispetto alla dottrina
sovietica: "Fra le ragioni del dissidio, l'identificazione
delle contraddizioni sociali capaci di innescare processi rivoluzionari:
per Mao la più esplosiva contraddizione del mondo moderno
non è costituita dall'opposizione fra borghesia e proletariato
industriale, ma da quella fra paesi sottosviluppati, "le campagne",
e paesi a economia capitalista, "le città". Un'altra caratteristica
centrale del maoismo è l'esaltazione del potere delle masse
popolari, le quali, se guidate dalla corretta linea politica,
sarebbero state in grado di abbattere qualsiasi ostacolo di natura
ideologica o economica". Viene citato un solo scritto di
Mao, senza fare riferimento al suo contenuto.
La
voce di Omnia è più lunga, dettagliata ed esauriente
e risente indubbiamente della tradizione culturale italiana. Il
linguaggio con cui la voce è redatta è più
complesso, utilizza termini di tipo filosofico e politologico,
anche se in maniera un po’ disordinata. Si tenta di dare una definizione
di maoismo e di qualificarne le caratteristiche di fondo, ricorrendo
spesso alla stessa teminologia maoista. Mentre manca un inquadramento
introduttivo, chiude la voce un inquadramento storico sugli sviluppi
ideologici in Cina dopo la morte di Mao. Si tratta in altri termini
di una voce più filosofica che storica, dove le due dimensioni
non si integrano.
La
voce "maoismo" di Rizzoli–Larousse è estremamente
sintetica e descrittiva (ancor più che nel caso della Encarta
2001) e si riferisce esclusivamente al movimento ideologico e
al suo impatto con la realtà sociale della Cina e dell'Europa.
Degno di nota il fatto che si riferisca abbastanza dettagliatamente
al maoismo italiano e francese.
È
evidente il fatto che i redattori non abbiano alcuna chiarezza
su quali debbano essere i contenuti di una voce come questa: se
si tratti di un movimento, di una filosofia politica, di un orientamento
di politica internazionale e non abbiano alcuna idea di come si
possa trattare – in una voce enciclopedica – il rapporto tra gli
eventi di tipo storico sociale e le rispettive idee con cui sono
connessi. Le scelte operate dai vari redattori appaiono del tutto
casuali.
In
conclusione
In
generale la struttura delle voci storiche è modulare. In
sostanza ci sono voci di circa 15-20 righe che pare rappresentino,
per i redattori, l’unità minima di informazione (ma anche
l’unità di approfondimento). Queste voci sono poi richiamate
e collegate tra loro da una serie di macro - voci che non sono
più approfondite delle precedenti, sono semplicemente più
lunghe e contengono più link a un numero maggiore di voci.
In questo modo – saltando da un link all’altro si ha l’impressione
di approfondire, ma in realtà, dopo qualche giro e rigiro
si ha l’impressione di stare macinando sempre le stesse cose.
Ben diversa – e certo più utile – sarebbe una struttura
che prevedesse delle voci (ampie) di introduzione all’argomento
e poi delle altre voci, altrettanto ampie di approfondimento più
specialistico.
In
generale, emerge una visione piuttosto "evenementielle"
e cronachistica. Fare storia per i redattori di queste enciclopedie
significa evidentemente raccontare una serie di fatti (o montarli
insieme in una indefinita varietà di modi). Le macro voci
(ad esempio "Rivoluzione cinese") invece di essere di
tipo interpretativo, sono solo dei contenitori di links ad articoli
di ordine più breve (a loro volta gli articoli di ordine
più breve non sono fatti per approfondire). Le voci di
tono più propriamente concettuale (come le voci di filosofia
della politica) appiattiscono gravemente il loro oggetto a livello
puramente informativo
Il
linguaggio utilizzato è di struttura assai semplice (soggetto
– predicato – complemento); prevale la paratassi sull’ipotassi,
in puro stile anglosassone (soprattutto nell’Encarta). Ciò
senz’altro aumenta la leggibilità, ma la leggibilità
viene guadagnata conseguendo un appiattimento generale del discorso.
La
visione che i redattori di queste enciclopedie hanno dei loro
utenti è evidentemente quella di un pubblico interessato
a approfondimenti episodici di tipo informativo e giornalistico
(lo spettatore Tv che non ricorda bene cosa è successo
in quell’occasione, dove è nato quel personaggio, cosa
ha scritto, e così via). In effetti il limite maggiore
sembra proprio questa "ipotesi intorno al lettore immaginario"
che appiattisce l’enciclopedia a fornitrice episodica di informazioni
e non fornitrice di quadri interpretativi.