Ricerca sulla voce "Rivoluzione culturale cinese"

 
di Giuseppe Rinaldi
sezioni

Presentazione

Enciclopedie multimediali: una ricerca fra gli studenti

Lemmi enciclopedici analizzati:

1. Costituzione della Repubblica italiana

2. Decolonizzazione

3. Femminismo

4. Geopolitica

5. Industrializzazione

6. Questione tedesca

7. Resistenza

8. Rivoluzione culturale cinese

9. Shoà

10. Storia dell'Italia repubblicana

"Enciclopedie, media e immagine della storia" di Giuseppe Rinaldi

"Enciclopedie, CD-Rom, etc..." di Massimo Cellerino

 

 

In questo articolo verrà realizzata una "prova su strada" di tre enciclopedie multimediali, a partire da un’ottica specifica, quella della storiografia. Questa prova fa parte di un più ampio lavoro di indagine, intrapreso dalla Sezione didattica dell’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria, intorno all’uso delle enciclopedie multimediali nell’insegnamento della storia. La prova verrà condotta intorno alla voce "Rivoluzione culturale cinese" e ad alcuni suoi rimandi prossimi. Sono state utilizzate le seguenti enciclopedie multimediali, scelte con il criterio della loro maggiore diffusione presso il pubblico: Encarta 2001, Omnia Maxi e Rizzoli – Larousse.

Vale la pena anzitutto di fornire alcune impressioni d’uso del prodotto informatico. L’enciclopedia Omnia ha presentato una notevole lentezza – e alcune stranezze – al momento dell’installazione: l’installazione è stata lunga e faticosa, il programma ha occupato molto spazio su disco, ha richiesto diversi programmi aggiuntivi (Quick Time, Shockwawe, …), ma alla fine il risultato è stato deludente. Non siamo riusciti a ottenere la visualizzazione delle immagini e dei filmati; il programma non ha fornito spontaneamente alcuna informazione circa i malfunzionamenti, le carenze o le insufficienze di installazione. L'enciclopedia è suddivisa su quattro CD-ROM: ciò comporta il passaggio da un CD-ROM all'altro che però si è dimostrato assai complesso e spesso è fallito. L'impressione è che i programmatori si siano preoccupati di più della sicurezza (impedire all’utente di copiare le voci) che della facilità d'uso da parte dell'utente. Ma non finisce qui. L'interfaccia utente, che vorrebbe essere spettacolare, è risultata alquanto inefficace: non è possibile iconizzare il programma e lavorare contemporaneamente con altri programmi, alcune voci di menù hanno prodotto il messaggio "runtime error"; è risultato praticamente impossibile selezionare più di poche righe di testo a causa di un meccanismo di "scrolling" troppo veloce e impreciso; il passaggio da un menù all'altro è estremamente faticoso e poco intuitivo, con molti ritorni inutili al punto di partenza. L’integrazione con il Web è limitata all’aggiornamento dell'enciclopedia. In sostanza si tratta di un’interfaccia vecchia e improponibile.

Il caricamento dell’enciclopedia Rizzoli è stato molto veloce e semplice; anche questa enciclopedia è divisa in diversi CD-ROM che presentano qualche difficoltà di convivenza: non è risultata immediatamente chiara la suddivisione tra le varie parti e la funzione complessiva dei vari dischi; l’enciclopedia può tuttavia essere comodamente iconizzata, per cui è possibile lavorare contemporaneamente con altri programmi. La consultazione dell'enciclopedia è sembrata abbastanza funzionale; tuttavia abbiamo notato, anche in questo caso, difficoltà nella selezione del testo e nel suo passaggio a programmi esterni (taglia e incolla). Va subito detto che le singole voci dell'enciclopedia sono concepite come schede a sé stanti: i link ad altre voci sono pochissimi (sono concepiti nel senso del "vedi anche..." delle enciclopedie tradizionali); il carattere multimediale è lasciato alla dotazione di immagini e altri apparati multimediali (che peraltro sono di buona qualità). Integrazione con il Web è limitata alla segnalazione di alcuni indirizzi.

Il caricamento dell'enciclopedia Encarta 2001 è stato veloce, sicuro e ben documentato. La struttura dell'enciclopedia è compiutamente ipertestuale (ci sono molti link tra una voce e l'altra) e si nota un notevole sforzo per l'integrazione dell'enciclopedia stessa con il World Wide Web (anche nell'interfaccia utente e nella grafica). Le varie parti dell'enciclopedia risultano ben integrate e funzionali per l'utente.

La voce "Rivoluzione culturale cinese"

La voce principale intorno a cui abbiamo deciso di condurre la prova su strada è "Rivoluzione culturale cinese". Si tratta di una voce adatta per la prova, in quanto legata a un avvenimento della seconda metà del secolo di cui si è discusso anche in Occidente; un evento che ha rappresentato una svolta importante nella storia della Cina contemporanea ma che presenta tuttora una serie di problemi storiografici e interpretativi.

Nell'enciclopedia Encarta 2001 la voce "Rivoluzione culturale cinese" è abbastanza lunga, l'impostazione è cronologico narrativa, abbastanza neutrale dal punto di vista ideologico (prevalgono in effetti le informazioni sulle valutazioni). La Rivoluzione culturale viene presentata soprattutto come una lotta di potere ai vertici che ha tuttavia avuto una serie di conseguenze in termini di mobilitazione dall’alto delle masse popolari. Non si fa tuttavia cenno alla politica internazionale e al problema dei rapporti cino-sovietici. Non vengono neppure mai citate diverse interpretazioni dei fatti, né si accenna mai alla difficoltà di documentazione o di ricostruzione. Non si fa cenno alle ripercussioni della rivoluzione culturale cinese in Occidente.

La voce contiene diversi rimandi (links) interni alla stessa enciclopedia. I rimandi vengono indirizzati spesso a voci di carattere biografico (in sostanza, quando si riferisce a terre e luoghi lontani e poco familiari al navigatore, la storiografia di Encarta finisce per prendere la colorazione della galleria di personaggi particolarmente noti). Viene anche fornita una bibliografia non molto aggiornata e neppure molto esauriente, ma sufficiente per un primo approfondimento.

Omnia presenta una voce piuttosto breve, abbastanza disomogenea al proprio interno: nella prima parte viene fornita una buona sintesi delle ragioni ideologiche della rivoluzione culturale (scritta con una terminologia abbastanza precisa e piuttosto complessa); nella seconda parte viene realizzata una breve sintesi, invero piuttosto carente, degli avvenimenti. Manca ogni collegamento con la storia precedente e successiva. Non ci sono link ad altre voci.

Anche la voce di Rizzoli–Larousse è piuttosto breve, di discreta qualità nella prima parte, ove si tenta un inquadramento storico dell’avvenimento nel corso della storia dei movimenti precedenti ("grande balzo in avanti",...), estremamente sintetica, frettolosa e carente di dettagli nella seconda parte. Non ci sono nel testo link evidenziati ad altre voci, per cui un’eventuale ulteriore ricerca deve essere compiuta spontaneamente dall’utente (vengono però forniti una serie di suggerimenti in una finestra a parte). Buona, significativa e aderente al testo in generale la documentazione fotografica.

La voce "Cina"

Tutte le tre enciclopedie esaminate hanno una voce "Cina", ove vengono presentate le notizie più varie del paese. Tutte le voci dedicate ai singoli paesi riportano una parte storica (che spesso è anche la parte storica più ampia). Ciò implicitamente tradisce una concezione strettamente nazionale e geografica della storia: l’unità opportuna per la narrazione storica è comunque considerata quella della nazione (inutile sottolineare il fatto che si tratti di una prospettiva convenzionale e arbitraria).

Nella voce "Cina" della Encarta 2001 si trova una sintesi piuttosto ampia della storia cinese; in questa occasione però la "Rivoluzione culturale" è trattata in maniera assai più sintetica (che non nella voce specifica); in compenso si trova una sintesi (assai breve, ma aggiornata) della storia della Cina fino a oggi.

Nell’Enciclopedia Omnia, alla voce "Cina" si accompagnano diversi paragrafi di storia cinese. Va riconosciuto il tentativo di produrre una sintesi breve (due pagine e mezzo) densa e piuttosto informata dell’ultimo secolo. La parte migliore è quella precedente al 1949 (qualche carenza si trova nella specificazione dei rapporti tra i nazionalisti di Chiang Kai–Shek e i comunisti) – la terminologia è abbastanza precisa, come pure le analisi dei vari avvenimenti, che non sono mai appiattiti a livello della cronaca (la scrittura densa e precisa di alcuni articoli o parti di articoli della Omnia crediamo vada fatta risalire a qualche opera redazionale cartacea precedente – di buona fattura – cui la De Agostini deve essersi abbondantemente ispirata); la parte dedicata alla Repubblica popolare è più sommaria, cronachistica, spesso inadeguata (sembra scritta da un’altra redazione!).

Nell’Enciclopedia Rizzoli – Larousse, alla voce "Cina", la storia della Cina viene trattata in maniera invero piuttosto sintetica, anche se si risente maggiormente – rispetto alla Encarta – della tradizione culturale europea.

Assenze di rimandi a termini specifici

Accanto alle voci principali, siamo andati a cercare alcuni rimandi a termini specifici che ci saremmo attesi di trovare. Le voci riguardanti termini specifici sono di solito risultate estremamente limitative nel contenuto e nella lunghezza (poche righe). Spesso queste voci sono risultate assenti. Su Encarta 2001 non c'è la voce "guardie rosse"; la voce "revisionismo" è limitata a quella del revisionismo socialdemocratico di fine Ottocento. Su Rizzoli – Larousse mancano le voci "guardie rosse" e "grande balzo in avanti". Su Omnia manca la voce "rivoluzione cinese" (la parte corrispondente viene trattata nella storia della Cina) e "guardie rosse"; manca la voce "comune" (si parla solo dei "comuni" medievali).

Mao tse Tung

Su Encarta 2001, la voce "Mao tse Tung" è abbastanza ampia; la voce non è impostata in maniera immediatamente biografica: si trascurano infatti i dati della vicenda privata. Si tenta, attraverso la narrazione dei momenti più importanti della vita di Mao, di ricostruire il suo contributo alla storia cinese. La voce è suddivisa infatti in una serie di paragrafi, ognuno dei quali riprende un periodo specifico della storia recente cinese. Si tratta insomma di una voce che tenta abbastanza consapevolmente di connettere il personaggio con la storia di cui è stato protagonista. Non si parla, se non marginalmente, delle sue teorie e delle sue opere (Encarta adotta sempre un linguaggio piuttosto omogeneo, poco avvezzo a addentrarsi in ambiti settoriali, come quello filosofico o sociologico).

La voce "Mao tse Tung" di Omnia è impostata come una tipica voce redazionale di dizionario, ove si raccontano le origini, gli sviluppi e le principali vicende della vita. Viene dato spazio al ruolo di Mao nella storia cinese. Vengono citate molte delle sue opere, con data di composizione.

La voce della Rizzoli – Larousse è molto ampia e riprende passo a passo i principali eventi della vita del personaggio, in maniera estremamente puntuale e dettagliata, mettendo in rilievo i contributi del personaggio alla storia cinese. Viene data anche una breve sintesi del suo pensiero filosofico e politologico (cosa che non viene più fatta nella voce riguardante il maoismo).

Non sempre la voce "Mao" e la voce "maoismo" si integrano: si capisce che (forse con l'eccezione di Encarta) non hanno avuto una progettazione coordinata.

Anche in questo caso è abbastanza chiaro che i redattori fanno fatica a contenere una materia così complessa e oscillano tra il necrologio in senso stretto, la storia generale e la storia delle idee. Probabilmente per trattare in maniera esauriente l'argomento sarebbe occorso più spazio e una migliore articolazione dei vari piani: cosa che non rientra e evidentemente nei piani redazionali.

Deng Xiaoping

Tutte le enciclopedie riportano una voce di una trentina di righe dedicate a Deng Xiaoping. Le tre voci – di solito molto brevi – seguono lo standard del necrologio, anche se con alcune differenze. L’Encarta si preoccupa di spiegare con una certa chiarezza le varie posizioni in cui Deng venne a trovarsi, prima nei confronti della sinistra e poi nei confronti dei democratizzatori, e chiarifica il ruolo da lui svolto nella modernizzazione. L’Omnia riporta un numero maggiore di notizie, ma il senso dei vari avvenimenti è assai meno chiaro e comprensibile (si ricava l’idea di strane e oscure lotte politiche…). La Rizzoli – Larousse presenta una voce assai esigua e poco chiara fino alla morte di Mao. Con l’affermazione di Deng alla guida del Partito allora viene riconosciuta la sua filosofia pragmatica e il suo ruolo, anche se la voce si ferma praticamente ai fatti del 1989 (piazza Tienanmen): in sostanza una voce non bene impostata e discontinua.

Maoismo

Nell’enciclopedia Encarta 2001 la voce "maoismo" comprende una trentina di righe, risulta piuttosto generica e sommaria, redatta in un linguaggio estremamente semplice. La voce inquadra l’elaborazione teorica di Mao nel contesto degli avvenimenti e precisa il ruolo svolto dal maoismo nella storia recente della Cina, compresa la diffusione dello stesso presso giovani occidentali negli anni Sessanta. Tuttavia non si precisa in cosa consista il maoismo, ci si limita a precisare due caratteristiche distintive del maoismo rispetto alla dottrina sovietica: "Fra le ragioni del dissidio, l'identificazione delle contraddizioni sociali capaci di innescare processi rivoluzionari: per Mao la più esplosiva contraddizione del mondo moderno non è costituita dall'opposizione fra borghesia e proletariato industriale, ma da quella fra paesi sottosviluppati, "le campagne", e paesi a economia capitalista, "le città". Un'altra caratteristica centrale del maoismo è l'esaltazione del potere delle masse popolari, le quali, se guidate dalla corretta linea politica, sarebbero state in grado di abbattere qualsiasi ostacolo di natura ideologica o economica". Viene citato un solo scritto di Mao, senza fare riferimento al suo contenuto.

La voce di Omnia è più lunga, dettagliata ed esauriente e risente indubbiamente della tradizione culturale italiana. Il linguaggio con cui la voce è redatta è più complesso, utilizza termini di tipo filosofico e politologico, anche se in maniera un po’ disordinata. Si tenta di dare una definizione di maoismo e di qualificarne le caratteristiche di fondo, ricorrendo spesso alla stessa teminologia maoista. Mentre manca un inquadramento introduttivo, chiude la voce un inquadramento storico sugli sviluppi ideologici in Cina dopo la morte di Mao. Si tratta in altri termini di una voce più filosofica che storica, dove le due dimensioni non si integrano.

La voce "maoismo" di Rizzoli–Larousse è estremamente sintetica e descrittiva (ancor più che nel caso della Encarta 2001) e si riferisce esclusivamente al movimento ideologico e al suo impatto con la realtà sociale della Cina e dell'Europa. Degno di nota il fatto che si riferisca abbastanza dettagliatamente al maoismo italiano e francese.

È evidente il fatto che i redattori non abbiano alcuna chiarezza su quali debbano essere i contenuti di una voce come questa: se si tratti di un movimento, di una filosofia politica, di un orientamento di politica internazionale e non abbiano alcuna idea di come si possa trattare – in una voce enciclopedica – il rapporto tra gli eventi di tipo storico sociale e le rispettive idee con cui sono connessi. Le scelte operate dai vari redattori appaiono del tutto casuali.

 

In conclusione

In generale la struttura delle voci storiche è modulare. In sostanza ci sono voci di circa 15-20 righe che pare rappresentino, per i redattori, l’unità minima di informazione (ma anche l’unità di approfondimento). Queste voci sono poi richiamate e collegate tra loro da una serie di macro - voci che non sono più approfondite delle precedenti, sono semplicemente più lunghe e contengono più link a un numero maggiore di voci. In questo modo – saltando da un link all’altro si ha l’impressione di approfondire, ma in realtà, dopo qualche giro e rigiro si ha l’impressione di stare macinando sempre le stesse cose. Ben diversa – e certo più utile – sarebbe una struttura che prevedesse delle voci (ampie) di introduzione all’argomento e poi delle altre voci, altrettanto ampie di approfondimento più specialistico.

In generale, emerge una visione piuttosto "evenementielle" e cronachistica. Fare storia per i redattori di queste enciclopedie significa evidentemente raccontare una serie di fatti (o montarli insieme in una indefinita varietà di modi). Le macro voci (ad esempio "Rivoluzione cinese") invece di essere di tipo interpretativo, sono solo dei contenitori di links ad articoli di ordine più breve (a loro volta gli articoli di ordine più breve non sono fatti per approfondire). Le voci di tono più propriamente concettuale (come le voci di filosofia della politica) appiattiscono gravemente il loro oggetto a livello puramente informativo

Il linguaggio utilizzato è di struttura assai semplice (soggetto – predicato – complemento); prevale la paratassi sull’ipotassi, in puro stile anglosassone (soprattutto nell’Encarta). Ciò senz’altro aumenta la leggibilità, ma la leggibilità viene guadagnata conseguendo un appiattimento generale del discorso.

La visione che i redattori di queste enciclopedie hanno dei loro utenti è evidentemente quella di un pubblico interessato a approfondimenti episodici di tipo informativo e giornalistico (lo spettatore Tv che non ricorda bene cosa è successo in quell’occasione, dove è nato quel personaggio, cosa ha scritto, e così via). In effetti il limite maggiore sembra proprio questa "ipotesi intorno al lettore immaginario" che appiattisce l’enciclopedia a fornitrice episodica di informazioni e non fornitrice di quadri interpretativi.

 

 

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