Metodo
di lavoro
- Presentazione
dell’enciclopedia
- come
si accede alla voce femminismo
- rimandi
o parole rosse
- definizione
del concetto
- nostre
considerazioni
Omnia
2001 DEAGOSTINI
Si
presenta con 4 CD di cui uno di installazione.
La
presentazione sulla scatola indica tra le caratteristiche peculiari
di questo prodotto multimediale il rimando ad Internet.
Per
quanto riguarda la voce femminismo occorre installare il CD "Uomo",
cliccare su:
- Mediateca
- Storia
- Scienze
umane
e
compare la definizione al termine della quale vi sono i seguenti
rimandi ad Internet:
- Ministero
Pari Opportunità;
- Società
italiana delle Storiche;
- Server
della donna: lavoro, politica, società;
[Non
è stato possibile accedere a nessuno dei 3 indirizzi sopracitati];
- femminism
(voce dell’Enciclopedia Britannica scritta ovviamente in inglese).
- La
definizione di femminismo è la seguente: "movimento
ideologico sorto in vari Paesi nei primi anni Sessanta allo
scopo di ottenere per la donna gli stessi diritti dell’uomo,
in campo economico, giuridico e politico contestando l’organizzazione
maschilista della società fondata su una rigida divisione
sessista dei ruoli".
L’opera
risulta carente per quanto riguarda le origini del femminismo,
le grosse battaglie femministe, gli sviluppi attuali del movimento,
le biografie femminili.
Rizzoli
Larousse 1998
6
CD con uno di installazione.
La
voce femminismo si trova nel CD storia; si clicca "ricerca" si
scrive femminismo ed appare la definizione. C’è un rimando
al diritto di voto alle donne cliccando sul quale
appare una tabella con i Paesi e la data in cui fu riconosciuto
il suffragio femminile.
La
definizione, alquanto stringata, è corredata da una storia
del movimento femminile.
La
parte iniziale è abbastanza curata, manca però,
accanto all’opera di Olympe de Gouges, qualsiasi cenno all’opera
di Mary Wollonscrafft: parla del suffragismo riferito al mondo
anglosassone (suffragette e non suffragiste); manca qualsiasi
riferimento all’ emancipazionismo italiano.
C’è
un brusco passaggio dal femminismo dell’inizio del Novecento al
neo femminismo degli anni Settanta.
Viene
posta in risalto l’autonomia del movimento delle donne.
Parlando
del femminismo attuale condivide il concetto di parità
mentre non viene presentato quello di differenza di genere.
Non
c’è una bibliografia ragionata al termine della voce ma
nel contesto vengono citate alcune delle più importanti
pubblicazioni femministe degli anni ’70 ed ’80.
Lo
stile è scorrevole e di facile comprensione.
Encarta
1998
E’
costituita da un unico CD.
Si
arriva alla voce o scorrendo l’indice o scrivendo direttamente
il termine.
Dopo
la stringatissima definizione vi sono alcune parole rosse:
- movimento
delle donne;
- discriminazione;
- genere;
- famiglia;
- violenza
(cliccando non compare alcun testo);
- aborto;
- circoncisione
femminile;
- Mary
Wollonscraftt;
- suffragette.
Il
percorso piuttosto lungo, se stampato consta di parecchie pagine,
contiene notizie pertinenti al tema in esame ed altre, come quelle
presenti nel paragrafo lo status femminile nelle società
tradizionali, interessanti ma marginali per la storia del
Novecento.
Scorrendo
il testo si sente l’influenza della cultura statunitense (del
resto Encarta il cui titolo completo è Enciclopedia
Microsoft Encarta ha come editore la Microsoft Corporation)
sia nel maggior spazio riservato al suffragismo anglo-sassone
rispetto all’emancipazionismo italiano, sia nel porre Wollonscraft
come autrice della prima opera femminista ignorando lo scritto
di de Gouges, sia ponendo l’accento sul fatto che il Protestantesimo
si oppose meno duramente del Cattolicesimo al femminismo.
Lo
sforzo di fornire un panorama esaustivo delle problematiche affrontate
non è sempre realizzato con una sintesi chiara e precisa.
Si
possono segnalare aspetti negativi quali:
- la
superficialità di alcuni concetti (come ad es. il riferimento
ai diritti degli uomini);
- il
periodare eccessivamente improntato all’uso dell’ipotassi;
- l’assenza,
quando si parla degli "errori" della pubblicità,
di qualsiasi cenno all’uso del corpo femminile come oggetto;
- il
mancato approfondimento sulle 4 Conferenze internazionali sui
diritti delle donne;
- l’omissione
nella parte che parla del diritto di famiglia in Italia della
normativa che permette di scegliere fra separazione e comunione
dei beni;
- il
non aver indicato l’anno in cui venne concesso il suffragio
universale in Gran Bretagna;
- la
riduttività con cui viene illustrata la legge 194/1978
Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione
volontaria della gravidanza.
Risultano
invece positivi i seguenti aspetti:
- l’ordine
cronologico dell’acquisizione del voto femminile nei diversi
Paesi;
- la
sottolineatura dello stretto legame esistente tra suffragiste
statunitensi e movimento abolizionista;
- la
chiarezza con cui vengono, sinteticamente, definiti i concetti
di sesso e di genere;
- l’incisività
del paragrafo dedicato alla circoncisione femminile.
Encarta
2001
E’
costituita da 3 Cd.
La
ricerca della voce può essere effettuata o scorrendo l’indice
o scrivendo direttamente il termine. Appare una definizione pertinente
ed abbastanza circostanziata del movimento femminista.
A
differenza dell’edizione del 1998 quella recente non elenca le
parole rosse all’inizio ma queste si trovano evidenziate in giallo
nel testo. Sono:
- suffragismo;
- discriminazione;
- movimento
femminista negli anni ’60 (rimanda alla pagina iniziale);
- matrimonio;
- suffragette;
- voto
femminile;
- bibliografia;
-
Wolf;
- Faludi:
Esiste
un laboratorio didattico ma non contiene nulla riguardante il
femminismo.
Nel
paragrafo La donna nelle società tradizionali è
interessante un capoverso che riassume in modo chiaro ed efficace
il ruolo femminile nei secoli trascorsi.
Nell’excursus
sulla storia dell’emancipazionismo continua ad essere ignorata
la dichiarazione di de Gouges che viene di nuovo attribuita alle
associazioni repubblicane femminili.
Parlando
delle suffragiste anglosassoni non viene fatta una chiara distinzione
fra le statunitensi e le inglesi.
In
Encarta 2001 viene chiaramente riconosciuto come il femminismo
degli anni ’70 sia un movimento non per l’emancipazione ma per
la liberazione della donna.
Poche
righe dopo tale affermazione compare il termine aborto che non
è più parola rossa; invece di abolire il link sarebbe
stato meglio approfondirlo.
Risultano
interessanti i collegamenti con le biografie di due studiose di
genere statunitensi, Wolf e Faludi, per le quali viene anche riportato
un breve riassunto del pensiero.
Il
link "suffragio", debitamente sintetizzato, poteva essere
inserito come introduzione nella voce suffragio femminile.
I
concetti di discriminazione maschile ed omosessuale sono, in questa
edizione, espressi in forma abbastanza chiara, ma necessitano
ancora di approfondimento.
Appare
ingiustificata l’omissione del collegamento con "circoncisione
femminile nella precedente edizione esisteva e serviva a chiarire
il significato e la gravità di questa mutilazione.
Anche
nella versione 2001 non si fa alcun cenno allo sfruttamento del
corpo femminile per scopi pubblicitari.
E’
stato immesso un nuovo paragrafo sulle "discriminazioni positive"
che è utile per chiarire la problematiche connesse a questo
concetto, tuttavia manca ancora un approfondimento sulle 4 Conferenze
indette dall’ONU.
Il
lunghissimo link sul matrimonio è un interessante approfondimento
sia sociologico sia giuridico su questa istituzione ma non contiene
elementi connessi col ruolo della donna nella società e
all’interno della famiglia.
Encarta
2001 fornisce in modo più chiaro di Encarta '98 la spiegazione
di quando è stato acquisito negli Stati Uniti ed in Gran
Bretagna il suffragio universale ed è ampliato lo spazio
dedicato alle suffragette inglesi.
E’
corretto aver inserito al termine della voce "movimento femminista"
l’indicazione della bibliografia a cui si è fatto riferimento
per scrivere il testo; Encarta 2001 è l’unica enciclopedia
multimediale, fra quelle consultate, che segnala al lettore i
testi di riferimento bibliografico utilizzati.