Mi
sono trovata ad usare un’enciclopedia multimediale per la prima
volta, proprio in occasione di questa "ricerca di gruppo"
condotta dalla Sezione didattica dell’Isral e penso che il mio
"percorso" possa essere del tutto assimilabile a quello
dello studente sprovveduto. Con una differenza, probabilmente:
che il mio approccio è stato caratterizzato da poca perizia
tecnica, poco entusiasmo, parecchia diffidenza e una sola aspettativa:
quella che il mezzo di cui mi servivo consentisse, per la sua
natura, una maggiore ricchezza di informazioni e notizie, tra
cui poter scegliere, "cliccando", senza la difficoltà
e "il peso" di sfogliare un libro voluminoso e poco
maneggevole, in cui le troppe informazioni rendono difficile individuarne
e sceglierne alcune; e, in più, la possibilità di
ricorrere a immagini, filmati, sonori.
ENCARTA
2001
La
prima enciclopedia multimediale che ho consultato è stata
Encarta 2001.
Ho
cliccato il termine Costituzione alla voce "cerca".
Ho trovato una definizione più che accettabile, chiara,
corretta, comprensibile:
legge
fondamentale di uno stato sovrano. Posta a garanzia dei diritti
dei cittadini, fissa i limiti e i rapporti reciproci tra i poteri
legislativo, giudiziario ed esecutivo, definendo la forma di governo,
ed eventualmente individuando i valori che l’azione dello stato
deve perseguire.
(…)
Le
costituzioni possono essere distinte in base alla resistenza alle
modificazioni (ossia costituzioni rigide), in base al controllo
di costituzionalità delle leggi ordinarie e al carattere
unitario o federale dell’ordinamento.(…)
e
un rimando a Costituzione Italiana.
Cliccando
su questa voce, si è aperta una pagina divisa in varie
sezioni:
1-Introduzione:
dà una definizione di Costituzione e dice quando è
entrata in vigore.
2-Nascita
della Costituzione: spiega che la Costituzione della Repubblica
Italiana è stata preparata e redatta dall’Assemblea Costituente
3-
I principi e le norme della Costituzione: presenta la struttura
della Costituzione e la sua divisione nelle varie parti
3.1-Diritti
e doveri del cittadino: contiene una breve carrellata sui
principali diritti civili e politici dei cittadini, di cui
i
principi fondamentali e la prima parte della Costituzione contengono
un ampio riconoscimento (…) e che vengono garantiti nella loro
immodificabilità
C’è
anche un interessante richiamo al concetto di uguaglianza sostanziale,
che caratterizza la nostra costituzione e, a questo proposito,
viene riportato interamente il secondo comma dell’articolo 3.
La
voce termina con un breve elenco dei principali doveri del cittadino:
Accanto
al diritto-dovere del lavoro, consistente nello svolgere un’attività
utile per la società, vi sono la fedeltà alla Repubblica,
il pagamento delle imposte, il dovere dei genitori di curarsi
dei figli, il dovere di votare e di difendere la patria.
Seguono
tre rimandi a:
diritti
e libertà civili
libertà
di culto
Habeas
corpus
3.2-
L’ordinamento dello Stato: in questa sezione vengono definite
le strutture dell’ordinamento statale
4-
Modificazioni della costituzione: si sottolinea la caratteristica
della Costituzione italiana di essere una "costituzione rigida",
cioè tale da non poter essere modificata con leggi ordinarie
("e ciò allo scopo di sottrarre la legge fondamentale
dello stato alle trasformazioni che appaiono più convenienti
a maggioranze parlamentari contingenti") e si dà conto
delle procedure da seguire per adottare leggi di revisione della
Costituzione e leggi costituzionali, "ossia le leggi che,
rispettivamente, modificano e integrano la Costituzione".
Segue
un rimando alla voce Riforme istituzionali.
Ci
sono poi un Approfondimento (in realtà, il testo
integrale della Costituzione) e cinque elementi ipertestuali:
discorso
per l’assemblea Costituente di Pietro Nenni (sonoro);
Foto
con breve didascalia di Giuseppe Dossetti;
Foto
del momento della firma della Costituzione;
discorso
di Pietro Calamandrei sulla Costituzione, Milano, 26 gennaio 1955
(sonoro);
ordinamento
dello Stato italiano (grafico)
Si
tratta, per le immagini, di immagini di repertorio; i due elementi
"sonori" sembrano essere stati non tanto "scelti",
ma trovati e inseriti, con la stessa funzione di riempitivo, mi
pare, che hanno, in molti manuali scolastici, le immagini e talvolta
i documenti; non c’è, o perlomeno non è esplicitato,
un legame stretto con il testo scritto: perché si è
deciso di presentare all’utente i discorsi di Nenni e di Calamandrei
(intendo dire, perché proprio quelli e non altri)?
Infine,
un rimando a una Bibliografia essenziale, costituita da
quattro testi, che mi sembra davvero molto misera e un Web
Center che collega a due siti in Internet, uno relativo al
Parlamento Italiano e l’altro alla Corte Costituzionale.
Mancano
però, secondo me, una contestualizzazione più precisa
sull’origine della Costituzione e sul suo essere il risultato
di un felice compromesso tra idee e forze politiche diverse; un
commento, se non a tutti, almeno ad alcuni articoli; un possibile
glossario.
Vi
si trova, quindi, molto meno che su un normale manuale scolastico
(anche se le voci trattate sono chiare, lineari, e corrette) e,
soprattutto, poco o nulla che possa essere utile per un approfondimento,
sia pure scolastico, o che sia in grado di sollecitare in tal
senso.
I
vantaggi sono quelli di una consultazione facile e rapida (basta
cliccare la voce da cercare, e non serve neppure più la
capacità di fare una ricerca seguendo un ordine alfabetico…)
che ne fanno uno strumento User Friendly, amichevole all’uso.
RIZZOLI-LAROUSSE
Dei
6 Cdrom scelgo, ovviamente, quello che ha per oggetto: storia-diritto-economia
e clicco su Consultazione la voce generica "Costituzione"
(infatti, non compare in elenco la voce specifica Costituzione
della repubblica italiana, mentre compaiono Costituzione antoniniana,
Costituzione universale del clero, Costituzione di Sparta, Costituzione
di Atene, Costituzione apostolica): trovo un lemma che riporta
il significato del termine e rinvia ad una finestra su Costituzione
americana.
All’interno
del testo, la parola calda Italia mi permette, però,
una volta cliccata, di andare sulla voce Italia, ricchissima di
ampie sezioni (economia, storia fino a tutto il 1999, istituzioni).
Proprio all’interno della sezione dedicata a Istituzioni è
possibile trovare alcuni paragrafi relativi a Costituzione.
Si trova anche la voce Costituente, che dà conto
di quando e come è nata la Costituzione della Repubblica
italiana:
Dopo
la caduta del fascismo, da più parti in Italia si chiedeva
la sostituzione dell'ormai invecchiato statuto albertino con un
nuovo testo, migliore difesa contro gli attentati alla libertà
e più aperto alle sempre crescenti esigenze sociali. Il
problema si univa nella mente dei più a quello istituzionale;
l'idea di una Costituente, più volte e invano richiesta
durante l'età del Risorgimento allorché si preferì
estendere la legge fondamentale sarda alle altre province dello
Stato anziché redigerne una nuova, riaffiorava costante
nelle dichiarazioni dei politici, rafforzata dalla non ottima
se pur buona prova che lo statuto albertino aveva fatto nei quasi
cento anni dalla sua emanazione
(…)
Apparve
subito chiara l'impossibilità di far redigere a tutta l'Assemblea,
composta in parte anche da non giuristi, la nuova costituzione,
e si addivenne alla nomina di una commissione, detta commissione
dei settantacinque, presieduta da Meuccio Ruini, col compito di
presentare all'Assemblea un progetto redatto in articoli. Ciò
era tanto più necessario in quanto il ministero per la
Costituente, nella sua breve vita, non aveva predisposto testi
normativi, ma aveva giustamente limitato la propria azione alla
raccolta delle fonti bibliografiche. Per meglio svolgere il proprio
compito, la commissione dei settantacinque si suddivise ulteriormente
in tre sottocommissioni: la prima, presieduta da Umberto Tupini,
doveva elaborare le norme relative ai diritti civili e politici;
la seconda, presieduta da Umberto Terracini, doveva preparare
le norme relative all'organizzazione costituzionale dello Stato;
la terza, presieduta da Gustavo Ghidini, doveva volgere la propria
attenzione alla regolamentazione dei rapporti economico- sociali.
Al termine dei lavori della commissione, e dopo una lunga discussione
in Assemblea, il nuovo testo costituzionale fu approvato il 22
dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio successivo.
Accanto
a quella di Costituente vera e propria l'Assemblea ebbe anche
funzioni di parlamento, e in tale veste il 28 giugno 1946 elesse
capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola. Sempre in tale
veste l'Assemblea tenne i rapporti col governo, votando la fiducia
e ascoltando le dichiarazioni del presidente del consiglio e dei
singoli ministri via via che le esigenze lo rendessero necessario
Alla
voce Costituzione italiana troviamo un accenno a quello
che avevamo individuato come mancante nella precedente enciclopedia
multimediale (Encarta 2001), cioè il riferimento
al fatto che la costituzione repubblicana è frutto di una
sapiente e consapevole opera di compromesso, per "tenere
insieme" le esigenze della varie parti politiche. Va segnalato,
inoltre, che viene sottolineata l’importanza e la novità
dell’aver posto a cardine della vita associata la categoria del
lavoro:
"La
nuova costituzione, elaborata dalla Costituente, sebbene in più
punti si riveli dettata dall'esigenza di sanare i contrasti esistenti
fra le varie forze politiche operanti in Italia, e legata in alcune
formulazioni a motivazioni esterne quale la situazione internazionale
dell'Italia, appare nel complesso un documento organico, non privo
di sostanziali novità sia nei riguardi dello statuto albertino
sia nei riguardi delle altre costituzioni europee. Elemento dominante
della costituzione è l'accento posto, sin dalle prime battute,
sul lavoro quale cardine della vita associata. Si è trattato
di una decisa reazione alle vecchie carte ottocentesche che, in
omaggio alle concezioni dei tempi, preferivano porre l'accento
piuttosto sulla proprietà e sulla sua tutela. La costituzione
ha posto così le premesse per la realizzazione di uno Stato
sociale, lo Stato deciso a volgere la sua azione, mediante interventi
sempre crescenti, verso la tutela delle classi meno abbienti,
verso una ridistribuzione dei redditi nazionali che assicuri a
tutti il minimo vitale."
Parlando
del Parlamento il riferimento è allo Statuto Albertino,
di cui l’attuale camera viene vista come continuazione: viene
perciò riportata una breve storia cronologica delle varie
legislature a partire dal 1848, mentre il termine ad quem è
il 1988 (decima legislatura repubblicana); il fatto che invece,
nella parte riguardante la storia dell’Italia repubblicana, si
arrivi, con ricchezza ed esaustività di informazioni fino
al 1998, è chiaro indice del fatto, che, evidentemente,
le varie sezioni non sono state riviste ed aggiornate, nelle varie
edizioni, con la stessa attenzione e con gli stessi criteri:
L'odierna
camera, pur se numera le proprie legislature dall'avvento della
nuova costituzione repubblicana, è in realtà la
continuazione della camera dei deputati istituita dallo statuto
albertino: a quella pertanto occorre riferirsi per delinearne
le vicende
In
conclusione, l’esposizione offerta dalla Rizzoli Larousse appare,
per alcune parti, più ampia e dettagliata; c’è una
più precisa contestualizzazione e si offrono anche alcuni
spunti di riflessione; sufficientemente chiare le definizioni
e le spiegazioni.
Il
testo è arricchito da foto, soprattutto di personaggi,
ma è essenzialmente un testo scritto: a parte i vari rimandi,
non molto diverso da quello che potrebbe essere un’enciclopedia
cartacea.
ENCICLOPEDIA
OMNIA 2002
E’
stata l’ultima "navigazione", ma anche la più
deludente.
Inserito
il dischetto tematico numero 3 (storia, diritto, economia) ho,
in primo luogo cliccato su "storia" , selezionando l’area
tematica "storia e società" e il selezionatore
cronologico "età contemporanea". Ma, con questi
indicatori, alla voce "costituzione" così come
alla voce "costituzione della repubblica italiana" non
risultava alcun lemma.
Più
fortunata, se così può essere definita, la ricerca,
selezionando l’area tematica "diritto", dove alla voce
"costituzione della repubblica italiana" corrisponde
in effetti un lemma, che qui riporto:
Costituzione:
il complesso delle regole giuridiche fondamentali che disciplinano
l’organizzazione e la struttura di uno Stato. Essa regola l’attribuzione
e il funzionamento dei poteri statali, i diritti essenziali degli
individui e la partecipazione dei cittadini all’esercizio dell’autorità
attraverso il diritto di elezione e il suffragio. Per lo più
la C. è contenuta in un apposito documento legislativo
scritto, chiamato appunto con questo nome, ma non mancano degli
Stati che, pur essendo disciplinati da alcune leggi, non possiedono
una vera e propria C. scritta (p.es. la Gran Bretagna). Le C.
scritte si dividono in ottriate, concesse (octroyées)
dal monarca (p.es., lo Statuto Albertino, del 4 marzo 1848), o
convenzionali, deliberate da un’assemblea rappresentativa,
chiamata Assemblea Costituente (p.es. la vigente C.italiana).
La C. inoltre si dice flessibile quando può essere
modificata a opera di una legge ordinaria; rigida, se modificabile
soltanto da una legge di revisione costituzionale, deliberata
dal Parlamento, con un procedimento speciale. P.es. la C.italiana
è rigida e modificabile solo dopo due successive deliberazioni
delle camere, a intervallo non minore di tre mesi; queste deliberazioni
sono prese a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera
nella seconda votazione. La legge di revisione costituzionale
può essere sottoposta a referendum popolare (su domanda
di un quinto dei membri di una Camera o di 500.000 elettori o
di 5 Consigli regionali) nell’ipotesi che la legge sia stata approvata
nella seconda votazione da ciascuna Camera a maggioranza inferiore
di due terzi dei componenti. La dottrina distingue infine tra
C.formale, il documento scritto, e C.materiale,
il complesso delle forze politiche che, in un dato momento, costituiscono
l’ "ossatura" politica di uno Stato.
Collegato
a questa definizione, un unico Web link, che rimanda al sito della
Camera; niente, invece, che rientri nelle altre "possibilità",
cioè: immagini; audio; video; tabelle.
Ma
ciò che mi ha suscitato maggiore perplessità (chiamiamola
così!) sono stati i rimandi ai quali si accede dalle parole
in corsivo. Queste "parole calde" sono infatti tali
per cui, cliccando due volte su di esse, si apre un collegamento
ipertestuale (così recita la spiegazione) che dovrebbe,
penso io, chiarirne il significato o approfondire il concetto.
Ma,
in realtà…
Cliccando
su Costituzione formale il rimando che compare è
la definizione della formalina: in effetti, nell’elenco alfabetico
che appare sulla sinistra, la voce più vicina a "formale":
ma perché, se formale non compare nell’elenco, invitare
a cliccare, per un rimando, sulla parola? E così succede
per Octroyées, dove il rimando è a "oculare";
ma anche quando è possibile trovare la voce "giusta",
come flessibilità, per flessibile e rigidità
per rigida, nella definizione di questi termini non c’è
alcun accenno al loro uso e significato, applicati alla Costituzione.
E
tutto questo mi pare segno di una grande sciatteria; forse si
conta sul fatto che la maggior parte degli utenti non vada ad
"aprire" i possibili collegamenti ipertestuali e si
limiti a registrare, vedendo le numerose parole "calde",
una ricca possibilità di approfondimenti e link, che però
alla prova pratica si rivela davvero e solo "virtuale"?
Considerazioni
conclusive
Certamente,
la mia è stata una "navigazione" viziata da alcune
rigidità di fondo e sicuramente maggiori competenze tecnologiche
e maggiori abilità specifiche avrebbero permesso un percorso
più articolato; probabilmente, utilizzando meglio link
e rimandi sarebbe stato possibile, ad esempio, approfondire e
integrare la ricerca, aprendosi anche ad argomenti e voci affini.
Io,
invece, come ogni diligente principiante, mi sono tenuta dritta
alla meta, non avventurandomi in un viaggio all’insegna della
novità e della sorpresa, in cui se mi fossi lasciata guidare
e condurre dall’estro del momento e se mi fossi mostrata più
disponibile alle deviazioni, avrei potuto forse sperimentare con
successo itinerari nuovi e diversi, inerpicandomi per strade sconosciute,
Sta
di fatto, però, che in alcune situazioni, questo viaggio
mi ha condotto, attraverso un percorso agevole e piano, ad una
meta; in altre, ho trovato solo qualche segnale stradale che la
indicava ma che poi, al momento opportuno, sembrava sparire nel
nulla, come in certi viaggi da incubo su strade sconosciute, quando
si continua a girare su se stessi, disperando di arrivare mai
a destinazione.
E talvolta sono tornata a casa ripromettendomi che, per il prossimo
viaggio, sarei tornata ad affidarmi alle vecchie guide, un po’
obsolete e scolorite forse, ma, per me, tanto più affidabili.