Ricerca sulla voce "Costituzione della Repubblica italiana"

 
di Graziella Gaballo
sezioni

Presentazione

Enciclopedie multimediali: una ricerca fra gli studenti

Lemmi enciclopedici analizzati:

1. Costituzione della Repubblica italiana

2. Decolonizzazione

3. Femminismo

4. Geopolitica

5. Industrializzazione

6. Questione tedesca

7. Resistenza

8. Rivoluzione culturale cinese

9. Shoà

10. Storia dell'Italia repubblicana

"Enciclopedie, media e immagine della storia" di Giuseppe Rinaldi

"Enciclopedie, CD-Rom, etc..." di Massimo Cellerino

 

 

 

Mi sono trovata ad usare un’enciclopedia multimediale per la prima volta, proprio in occasione di questa "ricerca di gruppo" condotta dalla Sezione didattica dell’Isral e penso che il mio "percorso" possa essere del tutto assimilabile a quello dello studente sprovveduto. Con una differenza, probabilmente: che il mio approccio è stato caratterizzato da poca perizia tecnica, poco entusiasmo, parecchia diffidenza e una sola aspettativa: quella che il mezzo di cui mi servivo consentisse, per la sua natura, una maggiore ricchezza di informazioni e notizie, tra cui poter scegliere, "cliccando", senza la difficoltà e "il peso" di sfogliare un libro voluminoso e poco maneggevole, in cui le troppe informazioni rendono difficile individuarne e sceglierne alcune; e, in più, la possibilità di ricorrere a immagini, filmati, sonori.

ENCARTA 2001

La prima enciclopedia multimediale che ho consultato è stata Encarta 2001.

Ho cliccato il termine Costituzione alla voce "cerca". Ho trovato una definizione più che accettabile, chiara, corretta, comprensibile:

legge fondamentale di uno stato sovrano. Posta a garanzia dei diritti dei cittadini, fissa i limiti e i rapporti reciproci tra i poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo, definendo la forma di governo, ed eventualmente individuando i valori che l’azione dello stato deve perseguire.

(…)

Le costituzioni possono essere distinte in base alla resistenza alle modificazioni (ossia costituzioni rigide), in base al controllo di costituzionalità delle leggi ordinarie e al carattere unitario o federale dell’ordinamento.(…)

e un rimando a Costituzione Italiana.

Cliccando su questa voce, si è aperta una pagina divisa in varie sezioni:

1-Introduzione: dà una definizione di Costituzione e dice quando è entrata in vigore.

2-Nascita della Costituzione: spiega che la Costituzione della Repubblica Italiana è stata preparata e redatta dall’Assemblea Costituente

3- I principi e le norme della Costituzione: presenta la struttura della Costituzione e la sua divisione nelle varie parti

3.1-Diritti e doveri del cittadino: contiene una breve carrellata sui principali diritti civili e politici dei cittadini, di cui

i principi fondamentali e la prima parte della Costituzione contengono un ampio riconoscimento (…) e che vengono garantiti nella loro immodificabilità

C’è anche un interessante richiamo al concetto di uguaglianza sostanziale, che caratterizza la nostra costituzione e, a questo proposito, viene riportato interamente il secondo comma dell’articolo 3.

La voce termina con un breve elenco dei principali doveri del cittadino:

Accanto al diritto-dovere del lavoro, consistente nello svolgere un’attività utile per la società, vi sono la fedeltà alla Repubblica, il pagamento delle imposte, il dovere dei genitori di curarsi dei figli, il dovere di votare e di difendere la patria.

Seguono tre rimandi a:

diritti e libertà civili

libertà di culto

Habeas corpus

3.2- L’ordinamento dello Stato: in questa sezione vengono definite le strutture dell’ordinamento statale

4- Modificazioni della costituzione: si sottolinea la caratteristica della Costituzione italiana di essere una "costituzione rigida", cioè tale da non poter essere modificata con leggi ordinarie ("e ciò allo scopo di sottrarre la legge fondamentale dello stato alle trasformazioni che appaiono più convenienti a maggioranze parlamentari contingenti") e si dà conto delle procedure da seguire per adottare leggi di revisione della Costituzione e leggi costituzionali, "ossia le leggi che, rispettivamente, modificano e integrano la Costituzione".

Segue un rimando alla voce Riforme istituzionali.

Ci sono poi un Approfondimento (in realtà, il testo integrale della Costituzione) e cinque elementi ipertestuali:

discorso per l’assemblea Costituente di Pietro Nenni (sonoro);

Foto con breve didascalia di Giuseppe Dossetti;

Foto del momento della firma della Costituzione;

discorso di Pietro Calamandrei sulla Costituzione, Milano, 26 gennaio 1955 (sonoro);

ordinamento dello Stato italiano (grafico)

Si tratta, per le immagini, di immagini di repertorio; i due elementi "sonori" sembrano essere stati non tanto "scelti", ma trovati e inseriti, con la stessa funzione di riempitivo, mi pare, che hanno, in molti manuali scolastici, le immagini e talvolta i documenti; non c’è, o perlomeno non è esplicitato, un legame stretto con il testo scritto: perché si è deciso di presentare all’utente i discorsi di Nenni e di Calamandrei (intendo dire, perché proprio quelli e non altri)?

Infine, un rimando a una Bibliografia essenziale, costituita da quattro testi, che mi sembra davvero molto misera e un Web Center che collega a due siti in Internet, uno relativo al Parlamento Italiano e l’altro alla Corte Costituzionale.

Mancano però, secondo me, una contestualizzazione più precisa sull’origine della Costituzione e sul suo essere il risultato di un felice compromesso tra idee e forze politiche diverse; un commento, se non a tutti, almeno ad alcuni articoli; un possibile glossario.

Vi si trova, quindi, molto meno che su un normale manuale scolastico (anche se le voci trattate sono chiare, lineari, e corrette) e, soprattutto, poco o nulla che possa essere utile per un approfondimento, sia pure scolastico, o che sia in grado di sollecitare in tal senso.

I vantaggi sono quelli di una consultazione facile e rapida (basta cliccare la voce da cercare, e non serve neppure più la capacità di fare una ricerca seguendo un ordine alfabetico…) che ne fanno uno strumento User Friendly, amichevole all’uso.

RIZZOLI-LAROUSSE

Dei 6 Cdrom scelgo, ovviamente, quello che ha per oggetto: storia-diritto-economia e clicco su Consultazione la voce generica "Costituzione" (infatti, non compare in elenco la voce specifica Costituzione della repubblica italiana, mentre compaiono Costituzione antoniniana, Costituzione universale del clero, Costituzione di Sparta, Costituzione di Atene, Costituzione apostolica): trovo un lemma che riporta il significato del termine e rinvia ad una finestra su Costituzione americana.

All’interno del testo, la parola calda Italia mi permette, però, una volta cliccata, di andare sulla voce Italia, ricchissima di ampie sezioni (economia, storia fino a tutto il 1999, istituzioni). Proprio all’interno della sezione dedicata a Istituzioni è possibile trovare alcuni paragrafi relativi a Costituzione.

Si trova anche la voce Costituente, che dà conto di quando e come è nata la Costituzione della Repubblica italiana:

Dopo la caduta del fascismo, da più parti in Italia si chiedeva la sostituzione dell'ormai invecchiato statuto albertino con un nuovo testo, migliore difesa contro gli attentati alla libertà e più aperto alle sempre crescenti esigenze sociali. Il problema si univa nella mente dei più a quello istituzionale; l'idea di una Costituente, più volte e invano richiesta durante l'età del Risorgimento allorché si preferì estendere la legge fondamentale sarda alle altre province dello Stato anziché redigerne una nuova, riaffiorava costante nelle dichiarazioni dei politici, rafforzata dalla non ottima se pur buona prova che lo statuto albertino aveva fatto nei quasi cento anni dalla sua emanazione

(…)

Apparve subito chiara l'impossibilità di far redigere a tutta l'Assemblea, composta in parte anche da non giuristi, la nuova costituzione, e si addivenne alla nomina di una commissione, detta commissione dei settantacinque, presieduta da Meuccio Ruini, col compito di presentare all'Assemblea un progetto redatto in articoli. Ciò era tanto più necessario in quanto il ministero per la Costituente, nella sua breve vita, non aveva predisposto testi normativi, ma aveva giustamente limitato la propria azione alla raccolta delle fonti bibliografiche. Per meglio svolgere il proprio compito, la commissione dei settantacinque si suddivise ulteriormente in tre sottocommissioni: la prima, presieduta da Umberto Tupini, doveva elaborare le norme relative ai diritti civili e politici; la seconda, presieduta da Umberto Terracini, doveva preparare le norme relative all'organizzazione costituzionale dello Stato; la terza, presieduta da Gustavo Ghidini, doveva volgere la propria attenzione alla regolamentazione dei rapporti economico- sociali. Al termine dei lavori della commissione, e dopo una lunga discussione in Assemblea, il nuovo testo costituzionale fu approvato il 22 dicembre 1947 ed entrò in vigore il 1º gennaio successivo.

Accanto a quella di Costituente vera e propria l'Assemblea ebbe anche funzioni di parlamento, e in tale veste il 28 giugno 1946 elesse capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola. Sempre in tale veste l'Assemblea tenne i rapporti col governo, votando la fiducia e ascoltando le dichiarazioni del presidente del consiglio e dei singoli ministri via via che le esigenze lo rendessero necessario

Alla voce Costituzione italiana troviamo un accenno a quello che avevamo individuato come mancante nella precedente enciclopedia multimediale (Encarta 2001), cioè il riferimento al fatto che la costituzione repubblicana è frutto di una sapiente e consapevole opera di compromesso, per "tenere insieme" le esigenze della varie parti politiche. Va segnalato, inoltre, che viene sottolineata l’importanza e la novità dell’aver posto a cardine della vita associata la categoria del lavoro:

"La nuova costituzione, elaborata dalla Costituente, sebbene in più punti si riveli dettata dall'esigenza di sanare i contrasti esistenti fra le varie forze politiche operanti in Italia, e legata in alcune formulazioni a motivazioni esterne quale la situazione internazionale dell'Italia, appare nel complesso un documento organico, non privo di sostanziali novità sia nei riguardi dello statuto albertino sia nei riguardi delle altre costituzioni europee. Elemento dominante della costituzione è l'accento posto, sin dalle prime battute, sul lavoro quale cardine della vita associata. Si è trattato di una decisa reazione alle vecchie carte ottocentesche che, in omaggio alle concezioni dei tempi, preferivano porre l'accento piuttosto sulla proprietà e sulla sua tutela. La costituzione ha posto così le premesse per la realizzazione di uno Stato sociale, lo Stato deciso a volgere la sua azione, mediante interventi sempre crescenti, verso la tutela delle classi meno abbienti, verso una ridistribuzione dei redditi nazionali che assicuri a tutti il minimo vitale."

Parlando del Parlamento il riferimento è allo Statuto Albertino, di cui l’attuale camera viene vista come continuazione: viene perciò riportata una breve storia cronologica delle varie legislature a partire dal 1848, mentre il termine ad quem è il 1988 (decima legislatura repubblicana); il fatto che invece, nella parte riguardante la storia dell’Italia repubblicana, si arrivi, con ricchezza ed esaustività di informazioni fino al 1998, è chiaro indice del fatto, che, evidentemente, le varie sezioni non sono state riviste ed aggiornate, nelle varie edizioni, con la stessa attenzione e con gli stessi criteri:

L'odierna camera, pur se numera le proprie legislature dall'avvento della nuova costituzione repubblicana, è in realtà la continuazione della camera dei deputati istituita dallo statuto albertino: a quella pertanto occorre riferirsi per delinearne le vicende

In conclusione, l’esposizione offerta dalla Rizzoli Larousse appare, per alcune parti, più ampia e dettagliata; c’è una più precisa contestualizzazione e si offrono anche alcuni spunti di riflessione; sufficientemente chiare le definizioni e le spiegazioni.

Il testo è arricchito da foto, soprattutto di personaggi, ma è essenzialmente un testo scritto: a parte i vari rimandi, non molto diverso da quello che potrebbe essere un’enciclopedia cartacea.

ENCICLOPEDIA OMNIA 2002

E’ stata l’ultima "navigazione", ma anche la più deludente.

Inserito il dischetto tematico numero 3 (storia, diritto, economia) ho, in primo luogo cliccato su "storia" , selezionando l’area tematica "storia e società" e il selezionatore cronologico "età contemporanea". Ma, con questi indicatori, alla voce "costituzione" così come alla voce "costituzione della repubblica italiana" non risultava alcun lemma.

Più fortunata, se così può essere definita, la ricerca, selezionando l’area tematica "diritto", dove alla voce "costituzione della repubblica italiana" corrisponde in effetti un lemma, che qui riporto:

Costituzione: il complesso delle regole giuridiche fondamentali che disciplinano l’organizzazione e la struttura di uno Stato. Essa regola l’attribuzione e il funzionamento dei poteri statali, i diritti essenziali degli individui e la partecipazione dei cittadini all’esercizio dell’autorità attraverso il diritto di elezione e il suffragio. Per lo più la C. è contenuta in un apposito documento legislativo scritto, chiamato appunto con questo nome, ma non mancano degli Stati che, pur essendo disciplinati da alcune leggi, non possiedono una vera e propria C. scritta (p.es. la Gran Bretagna). Le C. scritte si dividono in ottriate, concesse (octroyées) dal monarca (p.es., lo Statuto Albertino, del 4 marzo 1848), o convenzionali, deliberate da un’assemblea rappresentativa, chiamata Assemblea Costituente (p.es. la vigente C.italiana). La C. inoltre si dice flessibile quando può essere modificata a opera di una legge ordinaria; rigida, se modificabile soltanto da una legge di revisione costituzionale, deliberata dal Parlamento, con un procedimento speciale. P.es. la C.italiana è rigida e modificabile solo dopo due successive deliberazioni delle camere, a intervallo non minore di tre mesi; queste deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. La legge di revisione costituzionale può essere sottoposta a referendum popolare (su domanda di un quinto dei membri di una Camera o di 500.000 elettori o di 5 Consigli regionali) nell’ipotesi che la legge sia stata approvata nella seconda votazione da ciascuna Camera a maggioranza inferiore di due terzi dei componenti. La dottrina distingue infine tra C.formale, il documento scritto, e C.materiale, il complesso delle forze politiche che, in un dato momento, costituiscono l’ "ossatura" politica di uno Stato.

Collegato a questa definizione, un unico Web link, che rimanda al sito della Camera; niente, invece, che rientri nelle altre "possibilità", cioè: immagini; audio; video; tabelle.

Ma ciò che mi ha suscitato maggiore perplessità (chiamiamola così!) sono stati i rimandi ai quali si accede dalle parole in corsivo. Queste "parole calde" sono infatti tali per cui, cliccando due volte su di esse, si apre un collegamento ipertestuale (così recita la spiegazione) che dovrebbe, penso io, chiarirne il significato o approfondire il concetto.

Ma, in realtà…

Cliccando su Costituzione formale il rimando che compare è la definizione della formalina: in effetti, nell’elenco alfabetico che appare sulla sinistra, la voce più vicina a "formale": ma perché, se formale non compare nell’elenco, invitare a cliccare, per un rimando, sulla parola? E così succede per Octroyées, dove il rimando è a "oculare"; ma anche quando è possibile trovare la voce "giusta", come flessibilità, per flessibile e rigidità per rigida, nella definizione di questi termini non c’è alcun accenno al loro uso e significato, applicati alla Costituzione.

E tutto questo mi pare segno di una grande sciatteria; forse si conta sul fatto che la maggior parte degli utenti non vada ad "aprire" i possibili collegamenti ipertestuali e si limiti a registrare, vedendo le numerose parole "calde", una ricca possibilità di approfondimenti e link, che però alla prova pratica si rivela davvero e solo "virtuale"?

Considerazioni conclusive

Certamente, la mia è stata una "navigazione" viziata da alcune rigidità di fondo e sicuramente maggiori competenze tecnologiche e maggiori abilità specifiche avrebbero permesso un percorso più articolato; probabilmente, utilizzando meglio link e rimandi sarebbe stato possibile, ad esempio, approfondire e integrare la ricerca, aprendosi anche ad argomenti e voci affini.

Io, invece, come ogni diligente principiante, mi sono tenuta dritta alla meta, non avventurandomi in un viaggio all’insegna della novità e della sorpresa, in cui se mi fossi lasciata guidare e condurre dall’estro del momento e se mi fossi mostrata più disponibile alle deviazioni, avrei potuto forse sperimentare con successo itinerari nuovi e diversi, inerpicandomi per strade sconosciute,

Sta di fatto, però, che in alcune situazioni, questo viaggio mi ha condotto, attraverso un percorso agevole e piano, ad una meta; in altre, ho trovato solo qualche segnale stradale che la indicava ma che poi, al momento opportuno, sembrava sparire nel nulla, come in certi viaggi da incubo su strade sconosciute, quando si continua a girare su se stessi, disperando di arrivare mai a destinazione.

E talvolta sono tornata a casa ripromettendomi che, per il prossimo viaggio, sarei tornata ad affidarmi alle vecchie guide, un po’ obsolete e scolorite forse, ma, per me, tanto più affidabili.

 

 

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