La fondazione dell'Istituto
Il
29 aprile 1975 il Presidente della Provincia di Alessandria Armando
Devecchi scriveva al Presidente dell'INSMLI per annunciargli
l'intenzione di costituire l'Istituto di Alessandria; l'iniziativa
era partita infatti dall'ANPI provinciale - di cui era all'epoca
presidente il Sen. Carlo Boccassi - in occasione del trentennale
della LIberazione ed aveva portato alla costituzione di un comitato
promotore che si era riunito la prima volta il 3 aprile 1975.
L'adesione ufficiale della Provincia di Alessandria alla proposta
venne formalizzata una prima volta dal Consiglio provinciale
con la deliberazione n. 192 del 30 aprile 1975.
Alla
fine del 1975, la stessa amministrazione provinciale - che ha
svolto in tutta la vicenda un ruolo di impulso e coordinamento,
assicurato dall'allora vicesegretario dott. Lucio Bassi - formalizzò l'incarico
a William Valsesia di studiare e mettere in atto "gli adempimenti
necessari onde addivenire alla costituzione" dell'Istituto
Storico della Resistenza; a coronamento di questo lavoro Valsesia
consegnò il documento "Appunti per la costituzione
e per una linea di sviluppo dell'Istituto per la storia della
Resistenza della Provincia di Alessandria" che venne allegato
alla definitiva delibera del Consiglio Provinciale (n. 127 del
10 maggio 1976) che approvò anche lo statuto.
Tra
il 22 dicembre 1976 e il 4 ottobre 1977 avvennero le diverse
riunioni che portarono alla costituzione dei diversi organismi
direzionali e scientifici dell'Istituto, di cui oltre a Valsesia
(che assunse il ruolo di Direttore) facevano parte anche Giorgio
Canestri, Maurilio Guasco, Franco Castelli, Agostino Pietrasanta
e Guido Ratti;
La
pubblicazione dei documenti programmatici e di indirizzo scientifico
ebbe luogo con il primo
numero del "Quaderno di Storia contemporanea" (1978),
diretto dallo stesso Maurilio Guasco.
Carlo
Gilardenghi, che già nella fase costitutiva aveva
svolto una fondamentale azione propulsiva, ricoprì per
un breve periodo il ruolo di Vicepresidente insieme a Giovanni
Sisto, per poi assumere la presidenza che tenne fino al 2000.
L'Istituto
oggi
Fondato
nell'inverno 1976-77, l’Isral (Istituto per la storia
della resistenza e della società contemporanea in provincia
di Alessandria) fa parte della rete di oltre sessanta Istituti
storici della Resistenza operanti in Italia.
L’Isral
si propone come laboratorio culturale di storia contemporanea
che
conservando la Resistenza come ambito culturale ed etico di
ispirazione, dispiega la sua attività in più direzioni:
la ricerca innanzitutto, ma in pari tempo l’iniziativa
editoriale, la conservazione archivistica e bibliotecaria, la
ricerca didattica
e la formazione docente, la consulenza scientifica e l’organizzazione
culturale.
La
struttura istituzionale, un consorzio di Enti pubblici, ha consentito
di raggiungere con queste attività numerose
località del
territorio, in un processo di conoscenza e di valorizzazione
del patrimonio culturale provinciale.
Oggi
l’Isral
si presenta come cantiere aperto di elaborazione storica
e di costruzione della cittadinanza democratica, in cui convergono
le competenze e le voci di più soggetti e istituzioni
culturali, in primo luogo l’università, in un
reale passaggio della memoria tra le generazioni.
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